L’APPELLO DI UNA VALSUSINA ALLE “IENE”: “IL FIGLIO DI MIO MARITO È IN STATO VEGETATIVO PER COLPA DI UN TOMBINO”

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CHIUSA SAN MICHELE – Da tre anni in stato vegetativo dopo un incidente in moto: la storia del trentacinquenne Massimiliano Riccialdi e della sua famiglia è stata raccontata da Le Iene. E con la vita di Massimiliano si è intrecciata anche quella di una valsusina, Flaviana Riva di Chiusa San Michele.

Flaviana ha abitato a Roma per 10 anni, insieme al marito, padre di Massimiliano. Da circa un anno è tornata in Valsusa “per un motivo ben valido”, come ci spiega.

Infatti la madre e la sorella di Massimiliano si sono trasferite a Torino, dove c’è un centro di riabilitazione che può assicurare una migliore assistenza al giovane. E il padre di Massimiliano ora vive a Chiusa San Michele con Flaviana, così da essere vicino alla clinica, dove si reca tutte le mattine.

Ma Flaviana sta cercando aiuto: “Facciamo di tutto per smuovere le assicurazioni del Comune di Roma, vogliamo il risarcimento che ci spetta: ci servono i soldi per il trasferimento e le cure, mio marito sta vendendo la sua casa, ci manteniamo sul suo stipendio, ma è in aspettativa retribuita solo fino al 10 ottobre”.

“A causa di un incidente di tre anni fa, il 20 marzo 2015, avvenuto per colpa di un tombino, Massimiliano vive in coma vegetativo, ma secondo il medico delle assicurazioni di Roma, il ragazzo non sarebbe invalido perché ha aperto gli occhi”, dicono nel servizio de Le Iene andato in onda domenica 15 aprile.

Il fatto
Come racconta il padre di Massimiliano: “Stava andando ad aiutare un amico, la moto ebbe un’impennata quando ha incontrato un tombino montato male, facendo finire mio figlio di testa contro un palo della luce, così bruscamente da fargli perdere il casco. La grata era montata al contrario e infossata di parecchi centimetri rispetto al livello della strada, come è stato accertato anche dai vigili urbani”.
A settembre 2015, il Comune di Roma ha scritto alle Assicurazioni di Roma, che dovrebbe pagare per il danno, una nota informativa sostenendo che, in quel periodo, nell’area dove è avvenuto l’incidente “vigeva un vuoto manutentorio”. E ha indirizzato la famiglia Riccialdi per il risarcimento proprio alle Assicurazioni di Roma. Questa però si rifiuta di pagare, perché sostiene che dall’istruttoria, non ancora conclusa, risulterebbe che il giovane avrebbe guidato a una velocità di 60 all’ora, mentre il limite consentito è di 50. Anche se tutti i testimoni avrebbero confermato che Massimiliano non stava andando veloce. “Per essere certi ci siamo rivolti ad un perito – spiegano da Le Iene – ed è emerso che l’incidente si sarebbe verificato ugualmente, anche ad una velocità di 50 km orari. Il tombino è dunque la vera causa, ha fatto da rampa di lancio”.

L’avvocato della famiglia ha dichiarato a Le Iene: “Abbiamo fatto domanda al Tribunale di Roma di nominare un loro medico per verificare l’invalidità di Massimiliano. Il medico consulente scrive che è invalido al 100%, quantificando il risarcimento in sette milioni. Ma il medico di Assicurazioni non è d’accordo: Massimiliano ha aperto gli occhi, quindi non è invalido al 100%. C’è stata una chiusura totale”.

Massimiliano non si è mai ripreso, le sue funzioni cerebrali superiori sono annullate: “Tutti i giorni dalle 9 alle 12 lo portiamo a fare riabilitazione ed ogni 6 mesi gli esperti decidono se può andare avanti o meno con la fisioterapia ed il mantenimento, abbiamo ancora qualche settimana di tempo per sapere la decisione”, ci spiega Flaviana.

Istruttoria aperta
“Il Comune di Roma non ha ammesso la responsabilità dell’incidente, ora dobbiamo verificare che ci siano tutti i presupposti per effettuare il pagamento. Sembrerebbe che il veicolo andasse a una velocità molto più elevata di quella consentita”, ha detto il direttore generale delle Assicurazioni di Roma a Le Iene.

L’inviato Filippo Roma de Le Iene ha interpellato anche il sindaco Raggi, che ha promesso di intervenire una volta studiato bene il caso. “Ci hanno assicurato che nel giro di un mese avremo anche la sua risposta”, conclude Flaviana.

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5 COMMENTI

  1. In questo incidente è palese che il ragazzo avesse se lo possedeva, il casco slacciato, quindi se pretendiamo precisione dalle strade, iniziamo dal rispetto dei limiti, e delle normative, il casco se allacciato non lo togli con una testata, al massimo si spacca in due, ma si evince che era indossato correttamente, mi diapsiace per il ragazzo che si è fatto male, ed ha bisogno di aiuto, ma questo dovrebbe servire da monito a tutti coloro che viaggiano in due in moto senza casco, e senza sicurezze, perché la sicurezza stradale incomincia da noi non solo dal comune della città nella quale ci muoviamo..

    • Per tua conoscenza a picchiato con il casco che poi si è sfilato in effetti il casco risulta spaccato….. informati prima.di sentenziare e scrivere.. faresti più bella figura…
      Tu pensi che tali valutazioni non siano già state fatte sia dalla polizia municipale che dalle Iene…se le cause fossero state come tu dici non avrebbero fatto neanche il servizio….

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