LAVORI PER LA FRANA DI BUSSOLENO, “QUALCOSA NON FUNZIONA”: L’OPPOSIZIONE CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE URGENTE

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di ANNA MARIA SARZOTTI, CORRADO BRUNO, DAVIDE SACCO e FRANCESCO RICHETTO (Consiglieri “Bussoleno Cambiamo Insieme”)

BUSSOLENO – Proviamo a portare un aggiornamento sulla situazione di Bussoleno, frana di via san Lorenzo. Riceviamo in questi giorni in Comune una relazione fatta dall’ingegner Martina che prova a dare un punto di vista sugli interventi in corso.

Stiamo parlando dei lavori progettati dallo Studio Rosso su incarico della giunta comunale e che da circa un mese vedono impegnate le ditte sul fronte del conoide e più a valle nella piana di via Rubattera. Non vogliamo dare giudizi tecnici, vogliamo fare politica, discussione sulle scelte e gli incarichi, da opposizione consiliare con tutti gli oneri di un difficile controllo sulle necessarie scelte attuate dall’amministrazione.

Da subito avevamo chiesto al sindaco di fornire il paese di più punti di vista tecnici sul problema prima di approvare soluzioni. Ora, anche se ad un mese di ritardo queste sono giunte, non ahimè per volontà di chi governa il paese di Bussoleno (la maggioranza consiliare), ma portate dai cittadini che dubbiosi delle soluzioni proposte hanno cercato privatamente delle consulenze.

Con nostro plauso i cittadini con una raccolta firme hanno incaricato un ingegnere dai capelli “bianchi”, noto sul territorio progettista di numerose opere idrauliche eseguite e aimè collaudate con successo dal tempo. Ci voleva molto? Serviva uno sforzo immane?

Secondo noi no, anzi era forse il dovere di una buona amministrazione. Prima di dare incarichi e far partire frettolosamente dei lavori farsi alcune domande. Non perdere tempo, agire subito ma con cognizione. Scopriamo infatti che con un sopralluogo, in 48 ore, un secondo ingegnere già ci fornisce consigli utili.

Quindi partire sì, ma facendo le cose bene. Leggendo la relazione, scopriamo che il progetto approvato ha non poche cose di cui discutere. Ci fermiamo qui, il compito della politica è questo, fornire ai cittadini i migliori strumenti e i migliori punti di vista per agire in loro nome. Stiamo parlando di soldi pubblici e di lavori urgenti, necessari, incaricare un solo punto di vista ed agire frettolosamente non è saggio.

Pensavamo di essere incauti e pessimisti: la pioggia di domenica 5 agosto, un temporale di poche decine di minuti che ha riallagato via San Lorenzo di acqua e fango, ci fa dire che qualcosa nei lavori in esecuzione non funziona o va migliorato. Potremmo starcene con le mani in mano e controllare da un colle lontano i lavori per poi stabilirne la bontà al termine.

Non pensiamo che questo sia corretto verso il paese che amiamo e verso le persone che lo abitano. Chiederemo a questo punto un consiglio comunale urgente per discutere di tutto questo. Alla discussione sui lavori sommeremo molte altre cose che riteniamo non funzionino, molte dovute alle scelte dell’amministrazione.

Ahimè anche qui dobbiamo essere puntuali e critici, ce lo impone il nostro ruolo. Resta il problema degli sfollati a lungo termine e del contributo alla autonoma sistemazione che tarda ad arrivare (i cittadini stanno anticipando da soli le spese di affitto e delle utenze). Arriverà pesante il problema urbanistico con il peggioramento delle classi di rischio idrogeologico, impossibilità a ristrutturare ecc..

Arriva pesante già oggi il problema dei danni subiti e da rimborsare, tavernette e alloggi da ristrutturare dopo la rimozione del fango. Anche qui lavori a carico dei cittadini, con rimborso che arriverà e non si capisce ancora né quando né quanto (i mobili verranno risarciti? Gli elettrodomestici? E molto altro ancora).

Pensiamo che questo silenzio dell’amministrazione non sia una cosa positiva, siamo preoccupati come d’altronde lo sono tutti i cittadini che oggi guardano alla montagna con paura e alle loro case rovinate con tristezza.

Invitiamo dunque tutti a ragionare e a partecipare. Discutere e confrontarsi non è un fastidio, ma l’unico modo per uscire da questa vicenda insieme.

 

 

 

 

 

 

 

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4 COMMENTI

  1. Non sono un ingegnere , ma neanche un scienziato però credo non servano esperti per capire che bisogna lavare l’auto all’autolavaggio e evitare il sottopasso allagato….scrivo ciò perché le persone con o senza ragione non vedono quanta poca attenzione hanno i loro concittadini , poiche’ ogni volta che c’è la colata di fango c’è sempre un’auto nel sottopasso bloccata e i VVF che lavorano per estrarla dall’acqua. Ora eviterei tutti i commenti. Esistono case costruite su un corso d’acqua e persone che vanno nel sottopasso allagato con l’auto. Pensiamo: Costruendo fuori dal corso d’acqua, lasciando l’auto a casa o facendo altra strada , ci sarebbero questi problemi?

  2. Il problema non è più il sottopasso allagato o l’auto intrappolata ma sono le decine di persone sfollate,fra cui molti anziani, che non sanno quando e se rientreranno a casa !!! Inoltre ci sono i lavori fatti MOLTO MALE,SENZA CRITERIO ECC perché questa amministrazione INESISTENTE invece di pensare ai problemi della popolazione ha fatto sparare i fuochi artificiali ,LA SERA IN CUI ALCUNI COMUNI HANNO PROCLAMATO IL LUTTO CITTADINO. Come sempre a Bussoleno!

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