LAVORO & SALUTE: GLI IMPIEGHI CHE METTONO A RISCHIO LE NOSTRE CORDE VOCALI

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di PATRIZIA PELUSO

Fra le cose che ci contraddistinguono e che fanno di noi persone uniche, la voce è una delle caratteristiche davvero peculiare. Possiamo modificare a piacere il colore dei capelli, truccare gli occhi o utilizzare una montatura di occhiali particolare per avere l’aspetto che più ci rappresenta: si tratta di qualcosa che ci aiuta a conquistare fiducia in noi stessi e ci dà personalità.

La nostra voce invece è un elemento molto difficile da cambiare, che ci rende unici e dipende da tantissimi fattori. Pensate alle voci d’impatto che sentiamo nelle pubblicità: il giusto tono e il giusto volume possono avere un effetto ipnotico, convincente, seducente. E le voci dei politici che arringano in piazza? Comunicano determinazione, sicurezza e padronanza. Si tratta di un vero e proprio strumento e come tale può essere preziosissimo se saputo utilizzare, tuttavia può danneggiarsi se non utilizzato correttamente: in questo caso si avrà una disfonia.

Oggi tratteremo il tema delle disfonie dovute all’utilizzo inappropriato della voce sul luogo di lavoro. Con la voce, infatti, molti di noi lavorano: non soltanto i cantanti oppure i presentatori, ma ovviamente tutte le figure professionali per le quali una parte del lavoro dipende dall’utilizzo delle corde vocali. I professionisti che si riconoscono in questa descrizione dovrebbero prestare attenzione alla qualità della loro voce e fare un’autoanalisi periodica che permetta di cogliere eventuali cambiamenti: in questo caso sarà opportuno approfondire con una visita specialistica. Ma di chi stiamo parlando? Esempi di professioni a rischio sono quelle di tutti coloro che lavorano nei call-center, gli insegnanti, i cantanti, i commessi, i banditori d’asta, i centralinisti, i predicatori, i politici, gli avvocati, le guide turistiche, le pettinatrici e i medici.

Ma quali sono i comportamenti dannosi per le corde vocali sul luogo di lavoro?

Per esempio la necessità di parlare per troppe ore al giorno, oppure la necessità di alzare molto il volume della nostra voce quando parliamo a causa di contesti rumorosi. Inoltre si può verificare la necessità di parlare in ambienti poco adeguati a mantenere le nostre corde vocali in salute, come luoghi con una scarsa acustica, con condizioni di temperatura e di umidità dell’aria sfavorevoli, con rumore di fondo o in ambienti secchi, eccessivamente caldi, eccessivamente freddi, oppure ricchi di polveri. La conseguenza di un errato utilizzo delle nostre corde vocali è quindi la cosiddetta “disfonia”, cioè la percezione soggettiva di un cambiamento della nostra voce.

Come evitare dunque la disfonia?

Sarebbe importante che coloro che fanno un uso continuativo della loro voce acquisissero delle conoscenze di base di tecnica vocale, per poter sfruttare al meglio le loro corde vocali senza effetti negativi. Queste nozioni possono essere fornite durante appositi colloqui dal personale specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle problematiche delle corde vocali: il foniatra, il logopedista, l’otorinolaringoiatra. La prevenzione è la chiave per evitare queste condizioni: il medico specializzato nello studio della voce può educare il professionista a parlare nel modo corretto.

Ma che cosa succede da un punto di vista organico alle corde vocali utilizzate troppo o male? Che cosa vede il medico che attraverso un fibrolaringoscopio guarda le corde vocali di una persona affetta da disfonia da lavoro?

Quando ci affatichiamo, ma ci sforziamo lo stesso, istintivamente utilizziamo una serie di muscoli non strettamente necessari alla fonazione. Questi muscoli, giorno dopo giorno, si abituano a contrarsi tutte le volte che parliamo, anche quando non stiamo sforzando la voce: si crea quindi una condizione di infiammazione generale e la persona non è più in grado di controllare volontariamente la fonazione. Un utilizzo errato delle corde vocali può inoltre provocare la formazione di polipi sulla loro superficie, ben visibili dal foniatra o dall’otorinolaringoiatra.

Se il professionista sviluppa una disfonia il medico sarà in grado di diagnosticare la causa del problema attraverso una particolare visita che prevede l’uso di un fibrolaringoscopio, un apposito programma di analisi vocale, un microfono, la produzione di un sonogramma, la compilazione di questionari. Si eseguirà l’esame spettroacustico della voce e la valutazione in fibroscopia anche dopo la riabilitazione, per verificare i miglioramenti raggiunti. Dopo la diagnosi, il paziente verrà inviato a un esperto, il logopedista, in grado di riabilitare le corde vocali tramite un opportuno ciclo di terapia per risolvere il problema e rieducare il professionista a un corretto uso della voce.

Esistono inoltre svariate altre cause di alterazioni vocali come il tabagismo e l’umore. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

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