LE CASE CANTONIERE DELLA VAL SUSA POTRANNO DIVENTARE OSTELLI PER LA VIA FRANCIGENA

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Le vecchie case cantoniere, presenti in Val Susa come nel resto d’Italia, oggi inutilizzate a abbandonate, potranno essere riconvertite in ostelli in funzione del turismo sostenibile e della Via Francigena. La proposta è stata lanciata dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenuto alcuni giorni fa a Roma a un convegno sui cammini e il Giubileo. “Il tutto – ha detto il ministro – per puntare su un modello di turismo sostenibile e di qualità, valorizzando l’idea dell’Italia come museo diffuso”. Concretamente, si possono valorizzare questi edifici graIe alla nuova legge Artbonus, la quale prevede che i beni abbandonati del demanio, come case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie o marittime, fortificazioni e i fari, potranno essere concessi ad uso gratuito a imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti fino a quaranta anni, con oneri di manutenzione straordinaria a carico del concessionario. Lo scopo è favorire, attraverso la nascita di ostelli, la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari.

E proprio le case cantoniere abbandonate, fanno parte di questo progetto di valorizzazione. Il ministero dei Beni culturali, insieme al Demanio e all’Anas ha fatto il primo monitoraggio: in tutta Italia ce ne sono 1.600 che possono rinascere, conservando l’insegna del passato, ma trasformandosi in ostelli per la Via Francigena, che attraversa proprio la Valle di Susa.

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