LE PISTE DI SCI APRONO O NO IL 18 GENNAIO? SAUZE D’OULX SCRIVE AL GOVERNO

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DALL’UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI SAUZE D’OULX

SAUZE D’OULX – L’apertura degli impianti sciistici rimane un tema caldissimo a Sauze d’Oulx e in tutte le Terre Alte. Lo è perché stiamo parlando dell’unica fonte di sostentamento. Ecco allora che il sindaco Mauro Meneguzzi ha deciso di scrivere direttamente una lettera ai Ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini, Vincenzo Spadafora e al Governatore del Piemonte Alberto Cirio.

Una lettera per segnalare come l’incertezza in cui sta vivendo la montagna, non sia ormai più sostenibile. Il Sindaco Meneguzzi fa il punto della situazione: “A causa della pandemia, sin dal mese di marzo dello scorso anno, si è dovuto ahimè sospendere l’attività della stagione invernale, fonte primaria di sostentamento ed occupazione per le popolazioni montane della nostra Alta Valle di Susa e specificatamente i territori di Sauze d’Oulx del comprensorio sciistico della Via Lattea. A distanza ormai di dieci mesi, contrariamente a quanto avvenuto, ad esempio, per le stazioni sciistiche invernali negli Stati Uniti oppure in Svizzera, non è stato ancora possibile definire delle linee guida che permettano la convivenza dell’attività sciistica all’aperto con l’evoluzione della diffusione del Coronavirus. Vediamo quotidianamente ad esempio, nei grandi centri urbani, soprattutto dei grandi centri commerciali, (vedi Ikea ieri a Torino), grandi e numerosissimi assembramenti di persone nonché avremo a breve  sotto gli occhi i grandi affollamenti di studenti all’esterno degli edifici scolastici all’ingresso ed uscita dalle lezioni e talvolta, legittimamente, ci chiediamo come ciò possa accadere, ma lo sci debba restar al palo”.

Il sindaco Meneguzzi chiede chiarezza: “Nella piena consapevolezza della gravità della situazione sanitaria, chiediamo però che vi sia chiarezza nelle decisioni e soprattutto una progettualità in prospettiva, finalizzata ad una ripresa in tempi, magari lunghi, ma certi. Non possiamo accettare questo pantone di colorazioni, che variano ad intervalli di pochi giorni, perché questo impedisce una qualsiasi programmazione. Prendo ad esempio quanto accaduto nel periodo pre-natalizio, in cui il Piemonte, grazie ad un lungo periodo in cui si è operato in modo virtuoso ed attento da parte della Regione ed al senso civico dei piemontesi, era in zona gialla; su questa base gli operatori commerciali tutti, che già tanto avevano investito nella primavera per mettere in atto tempestivamente tutte le misure di prevenzione contro il Covid-19 finalizzate a “poter lavorare”, si erano organizzati rifornendo magazzini, assumendo personale etc, pensando di poter affrontare, seppur in maniera ridotta, il periodo che storicamente  rappresenta oltre il 40% del fatturato invernale. E invece, all’ultimo zona rossa, tutto fermo”.

Il primo cittadino di Sauze d’Oulx pone quindi l’attenzione sulla data chiave del 18 gennaio: “Il prossimo appuntamento che si sta avvicinando, e che determinerà la sopravvivenza o la soccombenza della montagna, delle persone, aziende e professionisti della neve che ci vivono, adesso è la data del 18 gennaio. Ma che colorazione avremo il 18 gennaio e quando ci sarà dato di saperlo? Saranno state definitivamente determinate le linee guida per l’apertura degli impianti di risalita? Saremo aperti magari per qualche giorno e poi verremo chiusi di nuovo? Aprire una stazione sciistica comporta una lunga  programmazione, attivazione delle forniture Enel, assunzione del personale e sua formazione professionale, produzione di neve programmata, messa in sicurezza delle piste da sci, eccetera. Non sono attività che possono essere espletate in pochi giorni”.

Di qui l’accorato appello di Meneguzzi: “La montagna, anzi, direi l’Industria del Turismo Invernale Montano, hanno assoluto bisogno di una scelta determinata e definitiva, e una certezza dei ristori di cui tanto si parla, della loro congruità e tempi certi di erogazione degli stessi. La gente di montagna non vuole elemosine, i montanari vogliono lavorare e continuare a fornire ai turisti il servizio di eccellenza che hanno imparato ad erogare in decenni di attività. Diteci se volete che quest’industria, che contribuisce in modo significativo a quel 14% che rappresenta il turismo nel PIL Nazionale, sia di Vostro interesse o se dobbiamo tornare tutti alle nostre origini, di agricoltori ed allevatori”.

 

 

 

 

 

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6 COMMENTI

  1. La risposta ce l’avete già! A prescindere dall’apertura degli impianti sono già state fatte due ipotesi per i week end:
    A – zona gialla rafforzata con divieto di spostamento tra regioni (quindi vengono a sciare solo i piemontesi)
    B – zona arancione (quindi non viene a sciare nessuno)
    Magari diranno che gli impianti possono aprire, così se poi non aprono non avranno diritto ad alcun ristoro….ma dubito che sia conveniente aprire solo in settimana e magari solo per l’utenza locale.
    Ma davvero vi illudete che possa andare diversamente? Da mesi parlano in modo terroristico della terza ondata (come se la seconda fosse stata superata, ma dai numeri che danno non sembra), e quindi come potrebbero giustificare una riapertura?

    Questo a prescindere dalla correttezza dei numeri su cui vengono prese le decisioni (su cui nutro molti dubbi), ma basandomi solo su quanto viene comunicato

  2. Ma come , meno di un anno fa chiedevate intervento dell’esercito per bloccare l’ingresso dei proprietari delle seconde case e adesso volete aprire le piste a tutti , compresi i mordi e fuggi . Noto un’evidente insicurezza nella gestione del comune .

  3. Integro il messaggio precedente.
    Brasso ha già detto che in settimana apre qualche impianto solo a Sestriere. In caso di elevata affluenza, nei week end, apre qualcosa anche a Sansicario e Sauze….
    Quindi, direi che per Sauze i conti sono presto fatti.

  4. Mah, mi domando perchè si continui a domandare chiarezza alla cricca romana quando è lampante la volontà di mandare tutto a scatafascio e nel minor tempo possibile. Fatevene una ragione, questi stanno demolendo coscienziosamente l’economia italiana (così come i loro colleghi europei e non solo). Sanno quello che fanno e lo stanno facendo egregiamente. E’ chiaro. E’ lampante. E’ ormai sotto gli occhi di tutti. Prendetene atto e gestitevi di conseguenza…se ne siete capaci.

  5. Con questi politici non si può fare alcuna programmazione, i “romani” dicono la sera prima cosa fare la mattina dopo…
    e se consideriamo che Don (non in senso ecclesiastico!) Brasso ama solo il dio denaro i conti sono presto e fatti.
    Vialattea non ha gli stagionali (come personale), ha messo in cassa quasi tutti i suoi dipendenti, figuriamoci se ritira la cassa integrazione e mette solo un 1€. di tasca sua. Almeno negli ultimi 10 anni personalmente non credo lo abbiano mai fatto. La politica è sempre stata, “orientare” i fatturati dei rifugi, spostare seggiovie a proprio piacimento e interesse, costruire e ampliare alberghi ABC e investimenti zero.

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