LE POLEMICHE ELETTORALI IN VALSANGONE ISPIRANO UN LIBRO GIALLO-COMICO: ECCO “PRATICAMENTE MEZZO PAESE” DI ELISA BEVILACQUA

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GIAVENO – Prima esperienza narrativa per Elisa Bevilacqua, giornalista con all’attivo sette libri di storia locale. Il romanzo si intitola “Praticamente mezzo paese” ed è pubblicato dalle Edizioni del Graffio di Borgone.

“È un giallo-comico sulle elezioni amministrative. Nell’immaginario paese di Buonaria, a pochi giorni dal voto, viene ritrovato il cadavere di uno dei candidati. Indaga il Capitano dei carabinieri Rino Coralli con la collaborazione di una giornalista locale impicciona, Antonella Giovannini”, spiega Bevilacqua.

Da dove è arrivata l’ispirazione?
“Dalla quinta volta in cui ho dovuto raccontare ai lettori le elezioni amministrative, quest’anno. Stufa di parole, promesse, inciuci, gente che sta prima da una parte e poi dall’altra, accuse e controaccuse, attacchi personali, mi sono inventata una storia per sublimare il nervoso e l’ho scritta di notte”.

Buonaria è Giaveno?
“Buonaria assomiglia a Giaveno, ma non lo è. Nella mia esperienza professionale ho operato in diversi comuni, sia di destra che di sinistra. Buonaria è qualsiasi comune in cui ci sia la stessa casta politica autoreferenziale da diversi anni, in maggioranza come in opposizione. È un paese bigotto, provinciale, dove tutti sono parenti e dove gli scandali non mancano. La giornalista locale serve a raccontare questo al Capitano e ai lettori”.

Perché dice che è comico, se c’è un omicidio?
“Perché mi sono divertita molto a scriverlo e chi ha letto le bozze a leggerlo. Chi vuole potrà divertirsi a cercare di riconoscere qualche personaggio, che io non confermerò mai nemmeno sotto tortura. Comunque ciò che mi interessava di più era tentare di descrivere un ambiente, un clima, un modo di essere. Inoltre, tra il Capitano e la giornalista c’è un feeling dai risvolti comici. L’omicidio in fondo è solo un pretesto per raccontare una storia, per tenere vivo l’interesse del lettore che vuole scoprire chi è stato, ma non è facile”.

Perché?
“Perché come dice il titolo stesso, motivazioni per uccidere il povero Cordero Gallo le aveva “Praticamente mezzo paese””.

Il romanzo è stato presentato dall’autrice e dall’assessore alla cultura Edoardo Favaron domenica 19 ottobre alle 18 presso la Fiera del Libro di Giaveno, in piazza San Lorenzo.

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LA SCHEDA DEL LIBRO

“Praticamente mezzo paese”

Il primo romanzo della giornalista e scrittrice Elisa Bevilacqua è un giallo comico ambientato nell’immaginaria cittadina di Buonaria Ha tutte le caratteristiche del giallo classico, con un morto già alla prima pagina, un investigatore, i sospettati, l’indagine e l’epilogo, ma in più una dose massiccia di ironia.

La trama in breve: mancano tre giorni alle elezioni amministrative e Buonaria è sconvolta dall’omicidio di uno dei quattro candidati a primo cittadino. Sono in molti ad aver desiderato la morte di Filippo Cordero Gallo, praticamente mezzo paese.

Le indagini sono coordinate dal Capitano dei Carabinieri Rino Coralli, uomo del Sud, di poche parole e dai modi spicci, che odia il mattino e predilige la sera. Per arrivare alla soluzione del caso, tra campagna elettorale, liti familiari, false piste e intermezzi comici, Coralli avrà bisogno del prezioso aiuto della giornalista locale Antonella Giovannini – una che invece parla troppo – e di un po’ di fortuna.

Il titolo: “Praticamente mezzo paese” è la risposta che il Maresciallo fornisce alla domanda su chi siano i sospettati. Ci introduce subito in un delicato sistema di equilibri, di parentele e di ragnatele politiche-sociali in un paese a metà tra campagna bigotta e voglia di città.

Il protagonista: il protagonista è il Capitano dei Carabinieri Rino Coralli, uomo del Sud trapiantato al Nord dopo diverse destinazioni. È un uomo di poche parole e scarsissimo senso romantico, ma è un mago delle indagini e della sintesi. Quando si emoziona, gli parte il dialetto.

Ma protagonista è anche il caro, profumato, elegante, gentilissimo defunto, attorniato da casini emozionali, invidie e ripicche. La sua figura emerge dalle descrizioni degli altri. Un vero peccato che sia morto.

Gli altri personaggi: la co-protagonista è la giornalista Antonella Giovannini, una del posto che lavora per giornali locali, che sa tutto di tutti e muore dalla voglia di raccontarlo perché non può scriverlo. Aiuta il Capitano Coralli in un gioco di scambi notizie-pettegolezzi, per essere la prima a fare gli scoop, e c’è dell’altro: quei due si rincorrono da tre anni.

Altri personaggi sono i candidati a sindaco – una carrellata di strambi ben descritti – i loro collaboratori, una ristoratrice, i baristi, i ragazzi dell’Oratorio, e tutte quelle categorie universali che si possono ritrovare in un paesone di sedicimila abitanti. Particolare attenzione viene dedicata ai bar, con il mondo che li abita.

L’autrice: Elisa Bevilacqua è nata a Giaveno (TO) nel 1972, quando l’ospedale si chiamava ancora così. Giornalista e scrittrice, imbratta diversi giornali locali dal 1991 e ha pubblicato sette libri dedicati ai suoi luoghi, peraltro senza mai arricchirsi nemmeno per sbaglio. Nel frattempo ha svolto millemila lavori. Questo è il suo primo romanzo, e spera non l’ultimo. Se la ammazzano, rileggete questo testo con attenzione.

Grafica ed editore: la casa editrice è Il Graffio di Borgone, perché lavora bene e ha già pubblicato i miei libri storici. La copertina è un’elaborazione di un’immagine che ho chiesto alla mia amica grafica Laura Chiantia.

Un paio di estratti:

“La gente era defluita nei vari bar che offrivano dehors e ognuno – bevendo uno sprizzino – si faceva la sua idea su chi poteva aver compiuto l’omicidio.
Più bevevano e più le ipotesi diventavano strampalate.
Lo sprizzino era come il luminol: faceva risaltare le tracce nascoste, dava chiarore a pensieri
inconfessabili.
E qualche volte, ci si azzeccava.
In un tavolino del Girasole, qualcuno aveva fatto il nome giusto, per puro caso, tra un’oliva e un
rutto: solo che il Capitano e la Giovannini erano lontani”.

“Il Capitano di girare bar era stufo marcio; avrebbe potuto scrivere un trattato di sociologia,
analizzando il caso di un paesone con 16mila abitanti e 41 bar borgate escluse (un po’ meno di uno
ogni quattrocento persone), e ognuno che campava.
Il secondo volume sarebbe stato dedicato alle parrucchiere; piuttosto ne uccideva una lui per girarle tutte, e mentre c’era, scovare quella che faceva i capelli azzurri e arrestarla per truffa e circonvenzione di incapace”.

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