LETTERA / BARDONECCHIA E IL TURISMO ESTIVO

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di PAOLO FERRERO

Egregio Direttore,

mi riferisco all’articolo apparso pochi giorni fa su La Stampa dove si lodava l’enorme successo turistico estivo della “Perla delle Alpi” e dove si insegnava che il nuovo parametro di riscontro per il successo fosse “la coda fuori dalla pasticceria più famosa del paese”. Purtroppo devo smentire questo enorme successo e come me lo possono fare anche moltissimi commercianti locali.

Inoltre, devo anche smentire che i ristoranti siano stati pieni ogni sera. Certo Bardonecchia in determinati giorni può essere stata superstar, ma quando tuti sono capaci di “vincere facile” come il giorno di Ferragosto, il sabato pomeriggio, ecc.. si è superstar quando il successo è continuo e stabile sul lungo termine. Per quanto riguarda i giovani: praticamente non ne vengono più a Bardonecchia. Quindi il problema sarebbe risolto a priori già così.

Manifestazioni organizzate per i giovani? Non ho visto grandi concerti, ma veramente due casette base con DJ improvvisati su una terrazza esterna. E poi la sera i locali per i giovani sono veramente vuoti, non sono autorizzati a far ballare, non esistono discoteche, ecc. Alla fine ne esiste uno solo che finisce per forza per lavorare.

Diciamo che bisogna essere più obiettivi quando si scrivono articoli di quel tipo su La Stampa, altrimenti sembrano troppo di parte e non va bene per i lettori. Peraltro dopo circa tre anni attendo ancora il Wi-Fi pubblico nella “Perla delle Alpi”, cosa che ormai hanno anche nei più sperduti paesi della Transilvania. Ah vi invito a mangiare un gelato nella pasticceria del paese fra alcuni giorni in settimana..non farete la coda, tranquilli!!

Cordiali saluti.

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11 COMMENTI

  1. A mio modesto parere il problema non sta in che cosa (non) offre Bardonecchia (o altre località come Sestriere o Sauze).
    Il vero problema è l’approccio che hanno i turisti “moderni” – e specialmente i giovani – con la montagna.

    Se essi volessero vivere la montagna nella sua piena natura ed essenza, non avrebbero nemmeno le energie per poter solo lontanamente immaginare una discoteca, perché sarebbero stanchi, e appagati, dalle escursioni e dalle esperienze vissute durante una giornata tra boschi, vette e arrampicate.

    Oggi invece, il turista medio, in qualsiasi luogo vada, che sia la località balneare, il paesino di montagna, la tenda dei Tuareg nel deserto o il Rio delle Amazzoni, pretende di trovare qualsiasi cosa si può trovare in città e, ovviamente, per forza di cose, quando non la trova, ne rimane deluso, non capendo che non si può trovare tutto in ogni dove.

    Settimana scorsa, durante l’escursione al Forte di Fenestrelle, dopo un ora di salita, una signora si lamentava del fatto che non fosse ancora stata costruita una seggiovia, o almeno un ascensore, per risalire la fortezza.

    Tornato in albergo, un’altra signora chiedeva informazioni alla reception sull’esistenza di un “tour in autobus alle malghe della Valle Argentera” !!! Al diniego dell’albergatore, se ne va borbottando che in Val di Susa non c’è niente.

    Un altro signore si lamentava di aver faticato a percorrere la strada dell’Assietta con la sua Renault Clio, auspicandone la completa asfaltatura, e magari l’apertura di un’area di servizio perché, dopo mezza giornata di percorso a 10 all’ora, ha rischiato di rimanere senza benzina. Dice: “… ma se è una strada provinciale, ci deve essere almeno un distributore!”. – Senza parole!

    Infine, è notizia di qualche giorno fa, sul TG1, che un gruppo di turisti recatosi in un paesino della Provenza, ha scritto al sindaco che avrebbe dovuto emanare un’ordinanza per far togliere i campanacci alle mucche e che le cicale sarebbero dovute essere eliminate per il troppo rumore che producono.

    Io dico che se albergatori, commercianti e gli altri operatori economici perseverassero nel voler soddisfare ad ogni costo le richieste di un turismo dalla mentalità folle, qualsiasi luogo, mare, montagna, campagna o savana, verrebbero repentinamente distrutte.

    Bardonecchia sta tentando da alcuni anni di essere una specie di villaggio vacanze (vedi campo Smith e Pian del Sole), ma secondo me sta sbagliando in due modi:
    – il primo è che non si decide a valorizzare e sfruttare il patrimonio naturale e storico dei luoghi per attirare un turismo più internazionale, selezionato (e quindi danaroso), magari recuperando le strade militari che ora sono chiuse perché diventate pericolose a causa della mancata manutenzione, magari organizzando anche escursioni e visite ai forti;
    – il secondo è che, se proprio vuole un turismo da villaggio vacanze – chiassoso, disordinato, talvolta incivile ma, in ogni caso, più ordinario dal punto di vista economico, lo fa solo all’apparenza, con un offerta limitata, trascurando molti aspetti necessari al turista “medio-italiota”, che vuole un “qualsiasi-cosa-park”.

    E’ una questione di scelte che l’Amministrazione e i cittadini devono fare, ma che si decidano una volta per tutte.

    • Concordo in pieno e aggiungo che un ritocchino in ribasso a tutte le tassazioni non sarebbe male, in barba all’opinione di europa &co.

  2. Il problema di Bardonecchia, non è l’estate, ma l’inverno, proprio perché non offre nulla rispetto alle altre località turistiche alpine famose. Ma la più grossa pecca della perla delle Alpi è di non avere la ricettività alberghiera in prossimità della zona commerciale, in questo modo si tende a morire…….

  3. Il problema di Bardonecchia e della Val di Susa in generale è che è rimasta legata a un turismo vecchio stile e che non si è mai impegnata a guardare oltre qualche impianto di risalita e una manciata di strutture ricettive.

    Andate a fare un giro in Francia, bastano pochi km dopo aver valicato il colle della Scala.
    Andate a guardare Névache e tutta la Vallée Clarée, ma anche la zona di Serre Chevalier Vallée, o, per chi osa spingersi oltre la grande Briancon, il comprensorio Valluise-Pelvoux.

    Scoprirete un’offerta turistica a 360 gradi estate e inverno: sentieri ben segnalati, curati e soprattutto ben pubblicizzati di diverse difficoltà, con percorsi naturalistici o tematici adatti anche ai meno sportivi, punti di informazione turistica ovunque e indicazione di percorsi, luoghi da scoprire, sentieri ed escursioni, vie ferrate, ponti tibetani.
    Rifugi che non sono solo ristoranti da raggiungere con 3km su sterrato ma veri punti di riferimento per chi fa trekking.

    E poi ancora piste ciclabili (e non solo i bike park, che comunque abbondano), possibilità di noleggiare bici (anche elettriche, anche con carrelli porta bambini) ovunque, piscine o laghi balneabili (quasi una in ogni villaggio), laghetti dove poter nuotare, affittare canoe, fare paddle.

    Non si è molto sportivi? Nessun problema: ci sono passeggiate più urbane, percorsi artistici, mercatini e attività per bambini e famiglie giornaliere: feste, spettacoli (gratuiti per lo più).
    E musei! Musei di ogni tipo: della montagna, della miniera, dei tempi antichi, dei minerali, della fattoria, ma anche gallerie d’arte, mostre fotografiche…ogni minima cosa che possa avere un interesse ha un suo museo dedicato.
    La montagna non è una città d’arte? Certo. Ma nei giorni di pioggia il turista potrebbe volere di più di una cioccolata calda in via Medail.

    Bambini e famiglie? Altro che i gonfiabili (mai visto nemmeno uno!)!!! A parte sentieri dedicati ai più piccoli con pannelli educativi ci sono parchi avventura, mini-golf, parchi pubblici pieni di verde e assolutamente godibili, percorsi su sentieri che permettono attività come caccia al tesoro e giochi di geolocalizzazione (tanto per parlare di un turismo moderno), bike park per i più piccoli, oltre a un’accoglienza alle famiglie davvero ben curata: sconti famiglia, pacchetti famiglia…

    Gioventù Annoiata? Beh a parte attività che anche gli adolescenti più riottosi possono praticare anche con la famiglia tipo rafting, canyioning, kite surf, piste di go-kart, escape room (basta guardare la diffusione di questa attività a Torino per intuire che i Giovani Che Non Sanno Cosa Fare potrebbero essere coinvolti da cose di questo genere), cinema quasi in ogni valle, paintball, laser game all’esterno, parchi avventura più difficili, festival e serate con concerti.

    Stufi delle solite cose? Provate le passeggiate a cavallo o in groppa agli asini, con i cani da slitta (anche in estate, sì! Si chiama cani-rando e unisce un po’ di per teraphy al piacere di passeggiare. Chiamalo scemo chi se l’ Inventato!!) e anche con i lama (!!!!), serate astronomiche (non per il prezzo) con osservazione del cielo e delle stelle.
    Ne cito ancora? Ci sono go-kart, slittini estivi, concerti, corsi di yoga, di biathlon, pesca sportiva, noleggio di sci con ruote per fare sci di fondo in estate, corsi di rafting, guide che ti accompagnano sui ghiacciai, sui sentieri, in percorsi di più giorni, spa, terme, percorsi benessere, crioterapia, parchi zoologici, golf, festival vari…

    Per non parlare poi della cura estetica di ogni villaggio e di ogni località (che poi bastano due fiori e Uh po’ di manutenzione) e dell’offerta varia di negozi e ristoranti.
    Paesi e villaggi che magari nascono con una storia industriale che si sono rinnovati e reinventati.
    Prezzi accessibili a tutti, perché non è detto che una vasta offerta significhi per forza spennare il turista.
    Anzi. Hanno scoperto un gran segreto: se offri qualcosa gratis poi magari i turisti che si sentono divertiti e appagati sai che fanno? Vanno al bar e bevono un succo, comprano un gelato, spendono soldi nel tuo territorio.
    Un esempio su tutti? Confrontate cosa offre il pass stagionale di Montgenevre (sconti nei negozi e nelle varie strutture ricettive, menù omaggio, ingresso gratuito in piscina, al golf, al cinema, sugli impianti di risalita di altre località, così ci si pubblicizza a vicenda, giornalieri scontati per gli amici) con quello di Bardonecchia (a parità di prezzo niente)

    E in inverno? In inverno non esiste solo lo sci!
    Sci di fondo, piste di bob, percorsi per ciaspole e escursionisti a piedi ben battuti (e se non nevica sparano la neve anche là), noleggio ciaspole e slittini a 3€ Così chiunque può provare e poi ancora tutto quanto sopra ma in versione invernale: slittini con cani, i lama e gli alpaca, il go kart nella neve, gli igloo visitabili, le notti sotto le stelle, il pattinaggio su ghiaccio e poi la piscina e la spa e la caccia al tesoro e le escape room. Così anche chi non scia può trovare un’attivita divertente, altro che il sito della città di Sauze che suggerisce a chi non scia di fare una gita a Torino!!! Ossia di uscire dal territorio! Ossia in pratica caccia via i propri turisti invece di inventarsi qualcosa che non sia solo cioccolata calda e polenta!!!

    Sono anni che vengo con la mia famiglia in vacanza a Oulx dove abbiamo la casa e che non lascio un soldo in Italia. Non perché sia esterofila ma perché mi sono stufata di un’offerta fiacca, di vedere la potenzialità di un territorio che è bello come quello d’oltralpe (ed è un territorio che conosco bene perché i sentieri li percorro e di quel che offrono qui la montagna e la natura ne godo) ma non viene valorizzato.

    I turisti sono orde di ignoranti che vogliono fare in montagna quel che si fa a Riccione?
    Vero.
    Ma vero anche che il turista si può educare offrendogli attività selezionate, rispettose della montagna a cui magari proprio non aveva pensato, magari a prezzi accessibili così prova e se si diverte poi torna. E se torna spende. E se spende ci sono più soldi per offrire altro…e altro…

  4. Ma Bardonecchia non é quel paese in cima alla valle di Susa edificato dalla mafia ed acquistato dalla middle class dei tempi che furono torinese?
    Mi dicono che in estate sia diventato localitá di riposo per anziani tirchi e scorbutici come era naturale diventasse e che in inverno le cose vadano un briciolo meglio grazie alle iniziative private non esattamente autoctone.
    Mi sono perso qualcosa nel mentre?
    No perché leggo gente commentare come se Bardonecchia fosse un paese facoltoso che raccoglie investimenti dalla silicon valley quando in realtà vive di stenti una economia ebdomadaria che ha gli apici ad agosto e dicembre.
    Abbiate pazienza ma esistono un paio di case di riposo ben note a Torino. Bardonecchia e Borghetto S.Spirito.
    Ci vediamo al torneo di bocce…

  5. È perfettamente possibile coniugare le tradizioni di montagna con la modernità dei tempi: Courchevel, St. Moritz, Cortina e molte altre località lo hanno fatto.

    È impensabile nel 2019 che un giovane sia “rincoglionito” a fare solo il montanaro. I tempi sono cambiati, per fortuna.

    Il problema di Bardonecchia è semplicemente l’oligarchia al potere (amministrazione e commercianti forti). Però prima o poi anche i Gatti e le Volpi che si lodano sempre (fra loro) finiscono per imbrodarsi.

    Luci & Falò sono la risposta per adesso.

    • Ah, ha ragione! I giovani nel 2019 devono rincoglionirsi solo con social, telefonini e rap!

      A questo punto il problema è risolto: possono farlo anche standosene tranquillamente a casa, senza pretendere che la montagma sia snaturata per fargli fare ciò che possono fare facilmente altrove.

      • Esiste più solo nella sua mente l’accoppiata “Giovani-Barbari”. Ormai i giovani sono più civili degli anziani, e sicuramente più educati delle cariatidi arteriosclerotiche che deambulano per il paese sputando cattiveria da ogni poro come se tutto fosse dovuto.

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