LETTERA / BUSSOLENO, LE OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO: “RAPPRESENTIAMO LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI VOTANTI”

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RICEVIAMO DAI DUE GRUPPI DI OPPOSIZIONE DI BUSSOLENO

BUSSOLENO – Un Consiglio comunale lungo e animato quello dell’insediamento del sindaco Consolini a Bussoleno il 14 giugno, terminato oltre la mezzanotte. Come sottolineano Caterina Agus e Antonella Zoggia, capigruppo dei rispettivi gruppi consigliari, “La minoranza che si è insediata il 14 giugno nei banchi del Consiglio Comunale di Bussoleno, formata dai Candidati Sindaci della lista “Obiettivo Busso0leno” (Antonella Zoggia) e “Insieme in Comune” (Andrea Malacrinò) e dai due consiglieri eletti con il maggior numero di preferenze delle due liste e cioè Marco Baritello e Caterina Angela Agus, rappresenta insieme la maggioranza assoluta dei votanti, pari al 62%. E con questo mandato e con la consapevolezza della responsabilità che gli elettori ci hanno assegnato, che porteremo avanti i nostri interventi, in maniera armonica e concertata, nel rispetto del nostro ruolo che, oltre che politico e di stimolo all’operato della compagine di governo sarà, anche e soprattutto, di controllo“.

Molto critiche le opposizioni nei confronti dell’amministrazione appena insediata e delle sue linee programmatiche, come difatti dichiara Caterina Agus: “Ci permettiamo, a campagna elettorale conclusa, una breve considerazione post-voto. A Bussoleno l’affluenza è stata del 69% contro il 72 di cinque anni fa. Ma se si guardano i voti assoluti, la somma ottenuta dalla lista vincente vale a stento il 40% dell’elettorato, mentre le due minoranze danno rappresentatività ad un numero decisamente importante di cittadini. Non è un problema di legittimità: chi vince governa e i rapporti tra forze politiche si danno in percentuale, sono quelle a decidere quanti rappresentanti vengono eletti per ogni lista. Ma per fare delle riforme condivise, in nome della cosiddetta “democrazia partecipata”, conta anche il consenso reale. E se i voti che stanno dietro ai decisori politici sono quelli di una ristretta minoranza, la loro forza sarà di fatto molto minore. E crediamo che questo sia uno spunto di riflessione che dovrebbe tenere bene a mente la maggioranza nel momento delle scelte politiche“.

E inoltre: “Nello scorrere le linee programmatiche della maggioranza, ci aspettavamo proposte concrete, realistiche e adeguate che, al momento, compaiono poco e a tratti. In primis, si parla, in apertura alle Linee Programmatiche, di ricostruzione della giusta immagine identitaria del paese; confessiamo che ci siamo interrogati su cosa significasse questa espressione e, soprattutto, quale fosse il concetto di “giusto” e chi fosse titolato a declinare tale concetto. L’immagine del paese di Bussoleno è difatti stata poliedrica e variegata nel tempo: sulle origini antifasciste della nostra realtà comunale pensiamo non sia il caso di dibattere, dal momento che è storia talmente condivisa, consolidata, reale e pregnante da essere uno dei pilastri portanti della comunità bussolenese. Negli anni post-bellici l’immagine identitaria è stata, poi, come in tutta la valle, quella della ricostruzione, della ripresa, delle fabbriche, dei cotonifici, delle acciaierie, una realtà industriale complessa e florida. La presenza di una stazione ferroviaria importante e dell’annesso deposito ferroviario ha fatto sì che negli anni ’70 – inizi ’80, Bussoleno abbia conosciuto un momento di enorme prosperità economica, anche grazie alla presenza di ben oltre un migliaio di ferrovieri che, provenienti anche da altre regioni d’Italia, con varie mansioni, lavoravano e risiedevano con le loro famiglie sul nostro territorio, contribuendo a creare l’immagine di un paese operoso e prospero. Nei cosiddetti “anni di piombo” purtroppo immagine identitaria del paese non fu di certo positiva, per i fatti che sono a tutti noti e che portarono Bussoleno e la Valle nei servizi giornalistici nazionali ed internazionali. Successivamente vi fu ancora il progressivo smantellamento e trasferimento del deposito ferroviario e per Bussoleno iniziò un periodo di lento, ma inarrestabile, declino, che si protrae a tutt’oggi. Ora, ritornando ai nastri di partenza, il punto è: quale immagine identitaria è quella “giusta” oggi per Bussoleno, secondo questa Amministrazione? Una sintesi di tutte queste appena citate oppure una nuova, da costruire? E, soprattutto, qual è il senso di quell’aggettivo “giusto”? Attendiamo una risposta“.

Le criticità non risparmiano anche i lavori pubblici previsti; secondo Agus, infatti: “Molte opere di interesse pubblico, per citare un altro punto critico del programma, riguardano interventi eseguiti o in fase di esecuzione per i quali già la precedente Amministrazione ha a suo tempo individuato la copertura di spesa e dunque si tratta di un’eredità. Per le altre, si fa spesso genericamente riferimento a fondi UE, Città Metropolitana e Ministero dell’Interno. Sinceramente, la nostra speranza è che vengano al più presto individuati eventuali bandi, ora che gli spot elettorali sono finiti, e che si tratterà di passare ai fatti quanto prima. Ci siamo riferiti a noi stessi, come gruppo consiliare, con il termine “opposizione”, ma ogni cittadino può, se vuole, svolgere un ruolo simile facendo sentire la propria voce e le proprie idee. Ci proponiamo nei confronti dei cittadini come mediatori di questo processo e speriamo con il nostro lavoro di contribuire a far comprendere all’opinione pubblica che possiamo essere una valida alternativa alla maggioranza. Concludiamo auspicando il massimo coinvolgimento delle minoranze e dei cittadini nelle scelte politiche, e non solo tecniche, augurando a tutti un ottimo e proficuo lavoro per trasformare “la
democrazia partecipata” da slogan, spesso abusato, a realtà effettiva“.

Molto significativo ed appassionato anche l’intervento di Antonella Zoggia: “È fin troppo ovvio cominciare dai numeri di queste elezioni, numeri che parlano da sé: 1.273 i voti ottenuti dalla lista i cui rappresentanti siedono tra i banchi della maggioranza e 1183 quelli della lista “Obiettivo Bussoleno” che mi ha visto candidato sindaco; novanta voti di differenza che devono far molto riflettere la maggioranza che si è insediata. Il Signor Sindaco, la Giunta ed i consiglieri di maggioranza, dovranno tenere ben presente che rappresentano solo il 38% dei voti validi, e, ancor peggio, soltanto il 23% della gente di Bussoleno, neppure un quarto. Queste percentuali, che non lasciano spazio a dubbi od esultanze, dovranno accompagnare la maggioranza entrante come un’ombra sempre presente, nelle scelte che compirà, nel breve o lungo periodo, del suo amministrare. La Giunta che ha debuttato il 14 giugno in Consiglio, alcuni componenti la quale molto conosciuti ed altri meno, è il risultato finale delle scelte e delle selezioni che i cittadini hanno compiuto su una lista che ha ritenuto di presentarsi al voto come “Civica”, una lista che vede al suo interno una compagine a dir poco “variegata”; ma, in realtà, con orientamenti politici molto precisi. Inoltre vorrei evidenziare, come nota a piè di pagina e a commento delle linee programmatiche, molte delle quali “scaramanticamente”; e “per rispetto della privacy” (cito testualmente le parole del Sindaco) non comunicate, che tre dei dodici componenti il Consiglio attuale erano nella maggioranza il cui mandato è scaduto con le nuove elezioni del 26 di maggio, mentre 2 di loro facevano parte della minoranza; è evidente pertanto che la quasi metà degli attuali consiglieri ha fatto parte dell’amministrazione precedente. Fin troppo scontata quindi la domanda: se avessero fatto bene il loro compito durante il precedente mandato, sarebbe necessario (riprendo dal loro programma) “impegnarsi per il rilancio dell’azione politica e amministrativa del paese, contribuendo alla ricostruzione della giusta immagine identitaria”. Ovvia mi pare la risposta“.

E continua: “Il neo eletto sindaco ha presentato il “nuovo” per usare un eufemismo, assessore al Bilancio; esponente del PD locale, presente dal 1997 alternativamente sui banchi della minoranza o della maggioranza. Ricordo, a chi non avesse frequentato negli ultimi dieci anni i Consigli Comunali, che è la stessa persona che ha avuto la stessa delega, con maggioranze diversissime, nei dieci anni precedenti. Leggo in alcuni articoli apparsi sulle testate locali, che l’Assessore al Bilancio ed allo sport, si era così espresso: “Ho accettato di candidarmi perché mi piacerebbe offrire il mio contributo in termini di esperienza e conoscenza della macchina amministrativa”. Permettetemi una citazione a margine: se l’appena nominato assessore non è riuscito, nei 22 anni passati su questi banchi, a dare il suo contributo in termini di esperienza e conoscenza della macchina amministrativa, e le condizioni in cui versa Bussoleno lo dimostrano, mi permetto di suggerire, per il bene del paese, l’abbandono di ogni ulteriore tentativo. Difficile trovare, in questa figura e in altre presenti in Consiglio, la discontinuità con il deludente passato, tanto ricercata, ma evidentemente abbandonata in corso d’opera, da molti esponenti della lista vincitrice. Un piccolo appunto anche per le signore che “tingono di rosa”; questo gruppo: da venerdì 14 giugno è arrivato il momento di passare dalla teoria ai fatti concreti; di mettere da parte le “griglie didattiche”, le “colonne dei tabelloni”, le “parole chiave” e i progetti altisonanti ed astratti che le hanno assorbite nel periodo pre-elettorale; è arrivato il momento di mettere le mani nella melma, di ascoltare le domande e di provare a dare delle risposte concrete e fattibili e, soprattutto di procedere alla loro realizzazione, nel migliore dei modi ed in tempi ragionevoli, impegno scarsamente profuso da chi già sedeva sui banchi nella precedente tornata amministrativa con incarichi di Giunta. Note a tutti sono invece le caratteristiche del quarto componente la squadra operativa Consolini“.

In ultimo la stoccata finale di Zoggia: “Saremo un gruppo che informerà costantemente ed in maniera puntuale i suoi concittadini, che “presidierà” gli uffici comunali, nel rispetto delle regole che il nostro ruolo ci impone, alla ricerca di informazioni e di chiarimenti e che utilizzerà tutti gli strumenti che lo Statuto Comunale prevede per verificare l’operato dell’amministrazione. Saremo un gruppo che chiederà conto del rispetto delle linee programmatiche e della realizzazione dei progetti, scarni, che la maggioranza ha presentato, nella maggior parte dei casi “facendo fuoco con la legna degli altri”.  Non saremo, quindi, un gruppo che farà da stampella alla maggioranza, non collaboreremo con chi ha fatto sue scelte imposte da altri (se le avessimo condivise saremmo rimasti ai tavoli di lavoro che la sottoscritta ha massicciamente contribuito a far nascere), ma rispetteremo, fino in fondo, il ruolo che ci è stato assegnato“.

Da parte di entrambe le minoranze sono state poi sottolineate le criticità della frana di San Lorenzo che, a tutt’oggi, non hanno trovato una soluzione e che condizionano pesantemente la vita di molti residenti, che attendono da più di un anno di ritornare nelle loro abitazioni. Zoggia, in riferimento all’incontro del 12 giugno, dell’Amministrazione con i residenti: “Da colei che rappresenta ed è garante della qualità della vita dei propri concittadini, mi sarei aspettata un intervento, o quanto meno un tentativo, di sostegno alle persone chiamate, per l’ennesima volta ad affrontare la burocrazia sovra comunale e che ha avuto, nell’ultimo anno, un peggioramento importante del proprio stile di vita. Così non è stato; l’intervento del sindaco è stato meramente burocrate ed ingiustificatamente pressante nel ricordare scadenze pesanti ed improrogabili, impegni e nuove imposizioni, anche economicamente gravose, dimenticando il suo ruolo politico che dovrebbe essere quello di facilitare, di accompagnare ed assistere, con l’ausilio degli uffici, le persone, loro malgrado, coinvolte. A questo riguardo il gruppo che rappresento, farà avere a stretto giro di posta al Sindaco una serie di richieste per una gestione più collaborativa della questione
rimborsi“.

Le fa eco Agus: “È con dispiacere che, pur con l’apprezzamento per l’intervento del Sindaco, abbiamo constatato l’assenza, quella serata, dei consiglieri-assessori che, già presenti nella passata amministrazione, e rieletti in quella presente, si erano occupati in passato proprio di tali lavori (firmandone le relative delibere) e sono stati spesso citati dal pubblico intervenuto nel corso della serata, purtroppo senza possibilità di confronto diretto e trasparente sulle modalità e sulle tempistiche progettuali. Auspichiamo una ferma assunzione di responsabilità politica da parte di tutti gli amministratori che, sotto tutti gli aspetti, si sono occupati e si occupano, di questa complessa questione. Senza voler entrare nei tecnicismi, non essendo esperti titolati a ciò, pare che il recupero post evento venga gestito come una coda lunghissima, soggetta ai più ampi margini di discrezionalità, mentre sarebbe auspicabile che potessero esistere schemi di riferimento (anche temporali) per gestire le fasi di ripianificazione e ricostruzione. L’evento calamitoso, come ben sappiamo, ha lasciato in eredità un’enorme scia di danni ad opere e infrastrutture pubbliche e a beni privati di cittadini e, pur consapevoli delle difficoltà nella gestione di un evento così grave, sollecitiamo che, anche in questo caso, in condivisione con i residenti, i tecnici preposti, e soprattutto gli Enti sovracomunali, venga trovata la soluzione più adeguata“.

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