LETTERA / BUSSOLENO, UNA PROPOSTA PER L’ECOCENTRO

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di GUIDO CAPRA
BUSSOLENO – Egregio Signor Direttore, volevo portare a conoscenza della situazione di stamane al solito ecocentro di Bussoleno. La pandemia ha portato ad una riduzione dell’apertura dei centri in valle a soli tre pienamente utilizzabili, ma solo riservati agli utenti con partita IVA, mentre per i privati cittadini di Bussoleno nuovi orari, nuovi giorni (due alla settimana per totali sei ore lavorative) e con limitazione al solo verde.
Stamane, giorno di apertura mattutina, alle ore 9.30 mi presento, trovo una coda di undici autoveicoli, ma aspetto. Dopo aver constatando che l’ingresso avveniva in media ogni dieci minuti, decidevo di rinunciare momentaneamente. Alle 11.15 mi ripresento, ma l’incaricato mi avvisa che l’ecocentro è già chiuso e che avrebbero permesso l’accesso alle sole vetture ancora in coda, mi si consigliava di recarmi nel pomeriggio a Susa.
Solo una riflessione, con questi pericoli di contagio non sarebbe stato più logico aumentare gli orari di apertura per evitare gli assembramenti? Oggi pomeriggio per la terza volta riprovo a Susa anche solo per vedere se la coda arriva alla rotonda della statale. Siamo sicuri che quando troviamo spazzatura abbandonata in strada sia solo dovuta all’inciviltà delle persone e non anche alla loro esasperazione.
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5 COMMENTI

  1. L’abbandono di rifiuti ingombranti o altre tipologie di rifiuti non va mai giustificato. Non è certamente una buona ragione il fatto che gli ecocentri di Valle siano prima stati chiusi e poi limitati di orario (su tutto il territorio Piemontese come da disposizione del Presidente della Regione). Tra l’altro il servizio di raccolta ingombranti e verde a domicilio è sempre stato attivo. Il provvedimento di limitazione è stato preso in piena emergenza per tutelare la salute di chi negli ecocentri ci lavora e degli utenti. A breve comunque saranno riaperti. Un pò di pazienza.

  2. Sono d’accordo con chi ha scritto la lettera. È vero che l’inciviltà va condannata ma è anche vero che l’ecocentro dovrebbe funzionare meglio. Oltre gli orari di apertura ci sono troppe limitazioni delle merci da portare. Ad esempio per quanto riguarda le macerie si possono solo scaricare tre secchi inoltre possono essere anche una risorsa perché queste macerie potrebbero anche essere riutilizzate tranquillamente.

  3. Nella mattinata di venerdì 15 maggio ero anch’io in coda, educatamente e civilmente, in attesa di poter conferire materiali all’eco-centro di Bussoleno. In effetti ho anche visto il personaggio autore della missiva che prima se ne andava e poi tornava per fare, proditoriamente e senza chiedere autorizzazioni di sorta ai presenti, delle fotografie con il telefono. Il mio pensiero è che, visto che si sta vivendo un periodo di emergenze, la raccolta e lo smaltimento di rifiuti ingombranti non è di certo l’esigenza principale. io ho atteso più di due mesi per averne la possibilità e la cosa non mi ha per nulla complicato la vita. Ritengo molto più giustificato preoccuparsi per l’assistenza sanitaria, per la mancanza di mezzi di protezione individuale (mascherine, guenti, ecc), per questioni legate alla susistenza e al lavoro.
    Purtroppo l’esercito degli “incontentabili” pronti a lamentarsi di tutto e mai disposti a sopportare qualche piccolo sacrificio, quale l’attesa in coda per un servizio per quanto utile possa essere. Chi non ha tempo per attendere il suo turno, ne ha per scrivere lettere e creare malumori sfruttando i mezzi di comunicazione, da parte loro sempre pronti a dar spazio a questi “mal di pancia”, senza prima verificare la loro effettiva importanza.
    Come giustamente scrive Mauro ci vuole solo un po’ di pazienza, ma ahimè la madre degli impazienti è sempre incinta, per non usare altri aggettivi forse più consoni alla situazione.
    Mi auguro che un giorno o l’altro, anche se la speranza è vana, questo mondo così bislacco e contorto possa essere investito da una pandemia auspicabile: quella del buon senso e della ragione.

    • Solo per puntualizzare, venerdì 15 le disposizioni prevedevano ancora che l’ecocentro di Bussoleno fosse aperto solo per il verde. Io mi “accontenterei” che le regole fossero rispettate e forse gli “impazienti” vanno ricercati in chi ha voluto smaltire rifiuti ingombranti o di altra natura. Anche io auspico…. la pace nel mondo.

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