
LETTERA DEL GRUPPO DI MINORANZA “LA CASA DEL COMUNE CHIOMONTE”
CHIOMONTE – Nel paese di Chiomonte c’è un nuovo spazio urbano che, più che una riqualificazione, sembra un esercizio di filosofia contemporanea: il trionfo del vuoto. Dove prima c’era un rudere decadente, oggi troviamo una grande area aperta, pulita, ordinata e soprattutto molto vuota. Talmente vuota che il vero protagonista della scena rischia di diventare il cestino dei rifiuti magari accompagnato da alcune panchine strategicamente posizionate come opere d’arte concettuale. Viene quasi da pensare che tra qualche anno studenti di architettura e urbanistica arriveranno in visita per studiare il “minimalismo amministrativo alpino”, interrogandosi sul profondo significato simbolico di una panchina che guarda il nulla e di un cestino elevato a fulcro paesaggistico. Sia chiaro: meglio questo del rudere abbandonato che per anni ha occupato quello spazio. Su questo c’è poco da discutere. Il degrado non era certo un biglietto da visita degno del paese.
Proprio per questo, forse, sarebbe stato più onesto ammettere il vero limite dell’operazione: un’evidente carenza di visione politica sulla destinazione d’uso. Quando mancano le idee su come far battere il cuore di un’area recuperata, il vuoto smette di essere una scelta estetica e diventa il riflesso di un’assenza di programmazione. In sostanza, non sapendo cosa farne, si è scelto di non farne nulla. E allora sarebbe bastato ammettere questa timidezza progettuale, senza tentare di spacciare una mancanza di contenuti per una presunta rivoluzione urbanistica. Perché quando si presenta il minimo indispensabile come un grande progetto, il rischio è che il pubblico si concentri inevitabilmente sul dettaglio più evidente già dall’annuncuo, il cestino.
Le panchine, almeno, offriranno un servizio utile: permetteranno ai residenti di sedersi comodamente a contemplare il risultato e riflettere sul rapporto tra spesa pubblica, assenza di visione politica e senso estetico. Forse è proprio questa la vera installazione artistica: un invito alla meditazione collettiva. E chissà, magari tra qualche anno quel un piccolo slargo diventerà davvero un caso di studio. Non tanto per il valore architettonico, quanto per la capacità tutta italiana di inaugurare il vuoto con grande solennità.























Bella ristrutturazione,almeno si possono fare dei merende cenoire o un ritrovo di cantastorie,magari con pane e vino o formaggio con polenta. Poi se qualcuno non e’ d’accordo o non le piace,che stai a casa e non venga a rompere le uova.
Bravi e complimenti,,vediamo di sfruttarla tutti,,,,Accetto proposte intelligenti e sarebbe bene eleggere un responsabile tra noi cittadini che lo tenga in ordine(ovviamente senza stipendio)
Ottimi suggerimenti, visto che il bar adiacente è chiuso…
I rimanenti due esercizi sono sulla stessa strada…
Smetterete mai di lamentarvi?
La vita dev’essere davvero triste per questo gruppo se continuano a trovare il lato negativo in ogni cosa.
Andate in vacanza e bevete un margarita.
Cercate di trovare un po’ di gioia nelle vostre vite.
Caro Taktak, rispondo purtroppo a nome di una folta maggioranza: i soldi per le vacanze con il margarita, finché il cibo costa come l’oro, il carburante è alle stelle, le bollette sono galattiche e molti italiani non si curano più perchè vi sono attese da due anni in su e ci vorrebbero soldi a palate per andare nel privato, non ci sono più… purtroppo addio ferie e addio anche aerei visto che non avranno carburante (meno inquinamento? si, vero, ma se si bruciano le raffinerie con le bombe non è certo salutare)…per molti addio una pizza ogni tanto, addio colazione al bar ogni tanto… benvenuto con i piedi per terra, gli stipendi medio bassi sono sempre uguali e la gente, pur magari desiderando distrarsi un po’, non può più…quindi tanto vale rendere un po’ più colorato e felice questo angolo di Chiomonte e sfruttarlo, così, forse, una sera, un cittadino comune può fare finta di essere in vacanza e andare a vedere un mercatino o uno spettacolo a km zero…forse dovremmo imparare dall’Abruzzo, ad Ortona in particolare ho visto i festoni appesi nella città, i cestini per i rifiuti, alcuni tronchi di alberi nei giardini tutti rivestiti di bellissime opere fatte all’uncinetto, così che le persone capaci hanno un hobby valido, e anche gli oggetti più comuni diventano carini… un po’ di inventiva insomma, magari si può organizzare una scuola pomeridiana di uncinetto proprio nella struttura e una di disegno, così tra uncinetto e pitture si abbellisce una angolo che personalizzato diventerà un luogho di incontro al riparo dal sole estivo, dove, magari, donne e uomini di Chiomonte, formeranno una comunità più unita e creativa passando del tempo insieme, e al limite arriverà vino dalla Ramat o acqua dalle bellissime fontane, il margarita ormai lo berrà l’architetto, l’ingegnere, il notaio in vacanza ai tropici, mentre la maggioranza di noi la vacanza la fa a casa.
Esteticamente concordo, lo trovo, come direbbero al sud, brutto assai, come minimo fuori dal contesto architettonico circostante…però forse sarebbe recuperabile con dei murales a tema montano, che riprendano i paesaggi dei dintorni di Chiomonte all’interno e all’esterno della struttura e rendendola “viva” con mercatini notturni estivi alla francese, spettacoli teatrali o musicali, cinema non proprio all’aperto, promozione dei prodotti a km zero eccetera e durante gli altri giorni mettendo qualche tavolino con sedie e non solo 2 panchine per i turisti e pellegrini di passaggio che abbiano un punto al riparo dove fare pick nick… però è anche vero che gli spazi comuni poi vanno rispettati e lasciati puliti come si trovano, altrimenti diventano discariche.
Riporto stesso commento lasciato su Facebook…a titolo personale.
Uno spazio pubblico, proprio perché è pubblico, non nasce per una sola funzione ma per adattarsi ai bisogni della comunità nel tempo.
Uno spazio coperto in piazza può essere utile in molti modi: può ospitare mercati e mercatini anche quando il meteo non è favorevole, cosa particolarmente importante in un borgo di alta valle dove pioggia, vento o freddo spesso limitano le attività all’aperto. Può diventare un punto di ritrovo per eventi, feste, iniziative culturali o sociali, offrendo un luogo riparato ma comunque aperto e accessibile.
Essere chiuso su tre lati lo rende più protetto e vivibile in diverse stagioni, senza perdere il contatto con la piazza. Può accogliere mostre, proiezioni, presentazioni, esibizioni di gruppi musicali o artisti locali, oltre a incontri pubblici o iniziative per residenti e visitatori.
Può anche funzionare come supporto per attività locali, ad esempio come dehor per bar o attività durante eventi, contribuendo a rendere la piazza più viva e frequentata.
Per quanto riguarda l’estetica, è normale che ognuno abbia i propri gusti: ciò che per qualcuno è bello, per altri può esserlo meno. Proprio per questo tipo di interventi, però, l’aspetto viene studiato e valutato da professionisti del settore e dagli organi pubblici preposti, come la Soprintendenza, che hanno il compito specifico di tutelare il contesto, la storia e l’equilibrio del luogo.
In sostanza, non è uno spazio “con una sola destinazione”, ma una risorsa flessibile che può crescere e cambiare insieme al paese, a seconda delle esigenze di chi lo vive ogni giorno.
Concettualmente nulla da eccepire, il problema sorge nella gestione… vedi fabbricato ai giardini Levis!!!
Trionfo del vuoto, ovvero vuoto tronfio.
Complimenti! Sempre in prima fila a lamentarvi, criticare e dire “mio cuggino fa meglio” quando, i fatti remano totalmente a sfavore vostro! Doppia mandata elettorale persa, progetti/idee mai realizzati.
Fate un piacere… prossimo evento che proverete ad organizzare… evitate di chiedere tale spazio comune da voi tanto criticato.
Iniziate a scavare pozzi per trovare l’acqua termale da convogliare nel vescovado, andate a piantare picchetti in montagna per l’osservatorio astronomico, andate a braccetto con le madamine torinesi quando vi era il fronte si tav guidato dalla Bresso.
Secondo me è una polemica sterile e sciocca.
Il Comune ha preso una lodevole iniziativa per tentare di avvicinare i cittadini delle varie fasce di età e sociali.
Non è certo colpa fel Sindaco se i ragazzi piuttosto che frequentare uno spazio comune preferiscano sedersi in casa a seguire i Social sul display. E nemmeno è colpa del Sindaco se gli adulti e i più anziani pteferiscano incontrarsi al Bar. Altri attratti dalla Natura faranno belle escursioni o giochi all” aperto o tante altre belle cose.
Ma colpevolizzare la Giunta di una cosa simile è veramente fi basso stile.