LETTERA / CHIOMONTE: “IL COMUNE HA AFFOSSATO ULTERIORMENTE IL FRAIS”

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Lucrezia Bono e Seggiovia del Frais

dI LUCREZIA BONO (Consigliera di Minoranza a Chiomonte)

CHIOMONTE – Egregio Direttore, Le scrivo poiché ho letto nelle scorse settimane una serie di articoli sul Frais e scambi tra il gestore degli impianti privati ed il Comune di Chiomonte. Apprendo, con grande rammarico, che la barzelletta della Valle di Susa sugli impianti di risalita del Frais continua con la solita scenetta pre-invernale.

Negli ultimi anni abbiamo sentito proclamare grandi successi dalla PA a discapito di quelle precedenti (finalmente citate nelle memorie del Sindaco nell’articolo) ma non solo non abbiamo assistito a risultati ma stiamo seriamente rischiando di perdere i fondi del tesoretto olimpico poiché questa gestione è questi scambi malsani fanno risultare inaffidabile il territorio, quando gli unici inaffidabili sono coloro che fomentato questo teatrino.

Sostanzialmente l’attuale amministrazione, che spesso e volentieri scarica il barile delle sue inadempienze sul gestore degli impianti, che negli anni è risultato sicuramente discutibile, non ha mai aperto gli impianti di risalita (quelle precedenti sì) e quando per pochi giorni ha aperto l’impianto di arroccamento l’ha fatto mettendo a rischio il tutto attraverso accordi che non permettevano ai gestori di sostenere la spesa di dipendenti con caratteristiche idonee e quindi sostanzialmente ponendoli nella condizione di utilizzare volontari.

Non scendo nel merito che sarà oggetto di interrogazione in consiglio comunale ma, da cittadina e Consigliera Comunale di Minoranza, vedo solo una cosa, dopo aver millantato miracoli, questa amministrazione , per quanto credessimo l’impresa impossibile, ha affossato ulteriormente il Frais.

Il privato, che piaccia o meno, da anni apre gli impianti. Sempre. Qui non si tratta di affrontare argomenti come in famiglia od a una tavolata al ristorante, non possono essere scritti articoli con battibecchi familiari tra il sindaco ed il Sig. Cerutti, dei quali, a tutti noi, non importa assolutamente nulla.

Assurdo è anche dichiarare che 1.200.000 euro di impianto a cippato sia una risorsa per il Frais. Le risorse sono le stagioni sciistiche, le stagioni estive con una previsione di progettualità estate inverno seria e condivisa tra pubblico e privato.

Il cippato invece rappresenta una spesa assurda per un progetto assurdo, per un impianto che non ha la filiera del legno (necessaria per essere sostenibile) ed a fronte del collegamento potenziale di pochi condomini, che quest’anno utilizzando altri fondi pubblici del 110% hanno sostanzialmente tutti elevato il proprio risparmio energetico, rendendo inutile l’impianto suddetto. Senza considerare la spesa pro capite di due milioni e mezzo, difatti i residenti al frais sono circa trenta persone.

Drammatico è constatare che la lungimiranza e lo spreco di danaro pubblico siano all’ordine del giorno senza una visione unica e lungimirante. Di fatto il cippato sarà una cattedrale nel deserto di cui pagheremo tutti un conto.

La strada che il Comune cita invece, è stata osteggiata in tutti i modi ritenendola non di pertinenza di Chiomonte, bensì di Gravere, il resto degli investimenti menzionati incece non riguardano nemmeno il Frais (fatti salvi i sentieri) quindi non vale nemmeno la pena parlarne in questo contesto ma rappresentano un depistaggio dalle responsabilità di scelte non incisive per il territorio.

In sostanza, fateci tutti un grande favore, per dimostrare rispetto nei confronti di chi paga l’Imu al Frais e Chiomonte come fosse Sestriere, per chi al Frais come a Chiomonte investe i propri soldi ed il proprio lavoro sul territorio, fate meno parole ma aprite gli impianti. Già questo inverno! Fate girare e vivere il Frais e non scollegatelo al suo capoluogo. Che mai come adesso ha bisogno di rete e collegamenti.

Collegamenti che, sicuramente più lungimiranti amministrazioni precedenti, avevano creato, tutelato e previsto anche come costi di gestione, come egregiamente spiegato nell’articolo dell’ex sindaco Renzo Pinard. Non ci interessano ulteriori sproloqui, difatti le attività commerciali ed i mutui delle persone che davvero vivono il territorio non si nutrono di parole.

Il fenomeno dell’aumento energetico, (tema di prioritaria importanza), ha ulteriormente posto ostacoli che andranno a sommarsi all’incertezza sull’apertura della stagione sciistica, creando un binomio drammatico che porterà alla chiusura durante il periodo invernale di alcune attività al Frais, chiusura che equivale alla morte cerebrale di un luogo.

Sottolineo che proprio in questo momento la PA ha deciso di vendere la propria produzione di energia elettrica (ValleDora Energia) ed il proprio distrubutore (AEM), facendo sostanzialmente un autogol clamoroso, nel periodo in cui avrebbe potuto maggiormente averne bisogno per eventualmente dilazionare pagamenti ed incidere sui costi.

Non si può rimanere indifferenti e promettere altre giustificazioni in consiglio comunale per il Frais. Le responsabilità si assumono agendo, essendo incisivi e non giustificando continuamente insuccessi oppure facendo dei battibecchi visti e rivisti.

Chiediamo quindi a tutti di non scrivere articoli ulteriori, al Frais servono meno parole e più fatti. Grazie mille. “L’inverno sta arrivando” Cit.

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8 COMMENTI

  1. Un po di parte sembra la lettera dell`assessore di minoranza.

    Se le si dovesse dare totalmente ragione, infin dei conti fare i prepotenti, aggirare le regole, esser al limite del legale e a volte trovarsi per difetto in tribunale ripagherebbe il gioco fatto dai Cerutti per decenni. Fortunatamente non e` cosi!

    I fratelli Cerutti hanno poco da fare la parte sommessa dei cani bastonati e pecorelle indifese, iniziassero a farsi un mea culpa e a restituire realmente alla comunita` cio` che negli anni hanno sottratto per il loro puro interesse imprenditoriale.

    Le questioni non inerenti agli impianti di sci sono ben poste e sicuramente campo di discussioni comunali. L`attacco personale unicamente fatto e` quello dei Cerutti alla persona del Sindaco.

  2. Sarebbe meglio fare spegnere naturalmente il Frais. Sono certo non abbia futuro e nemmeno un potenziale. E poi la neve sempre più rara.

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