LETTERA / CRISI AL COMUNE DI MATTIE: “CI VUOLE UN SINDACO CHE UNISCA IL PAESE”

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di MASSIMILIANO BRUZZESE (Capogruppo di Minoranza “Insieme per il Futuro”)

MATTIE – Dopo la “bagarre” verificatasi nell’ultimo Consiglio comunale (10/09/2020) avvenuta in seguito alle dimissioni delle due consigliere di maggioranza (tra cui il vicesindaco) e dopo la risposta del Sindaco Pittau (16/09/2020) alle suddette dimissioni, è doveroso e opportuno fare un po’ di chiarezza, per senso civico e dovere di trasparenza.

Abbiamo letto con interesse ed estrema attenzione la sua risposta e siamo rimasti confusi e basiti. Stentiamo a trovare una logica in quello che si presenta come un completo ribaltamento delle accuse e una totale mistificazione della realtà fattuale. Nega le ragioni delle dimissioni, liquidandole come “accuse denigratorie non provate, mosse solamente da un sentimento di rancore personale nei miei confronti”, afferma di essere aperta al confronto quando lo ha negato ai suoi stessi consiglieri e nell’ultimo Consiglio ha silenziato il pubblico invitandolo a lasciare la saletta. Purtroppo le dimissioni delle due consigliere sono molto chiare e raccontano tutta un’altra realtà che ci lascia esterrefatti.

Le consigliere dimissionarie parlano nelle loro motivazioni ufficiali di “mancato coinvolgimento nell’attività amministrativa” e di “nessuna possibilità di confronto”. Il vicesindaco scrive addirittura che “il disaccordo con le idee del Sindaco non era accettato” e parla di “ripercussioni psicologiche che sopprimono l’autorevolezza di dialogo col consigliere, fino ad attaccare l’individuo anche con insinuazioni sulla sua vita privata”.

Tutto questo è stato ridotto dal Sindaco a “rancore personale”. Ma quali interessi avrebbero avuto – non solo una: entrambe – nel formulare accuse così gravi? Le avrebbero formulate perché il Sindaco è esigente, è cattivo o perché?

Il Sindaco non può argomentare rifacendosi ai fatti della campagna elettorale: ora ricopre un ruolo istituzionale ed è tenuto a rispondere a queste accuse con serietà e responsabilità, non dopo dieci giorni con una letterina “spicciola” diffusa in prima battuta sui social network, da ella peraltro sempre demonizzati come luoghi di dibattito politico. Avrebbe dovuto dare spiegazioni a noi consiglieri e, soprattutto, ai cittadini nell’ultimo Consiglio comunale, dove invece è stata negata ogni possibilità di confronto.

Ciò che è successo è gravissimo e auspichiamo che ne prendano atto anche gli altri consiglieri di maggioranza, se non vogliono essere complici di questo modo di amministrare la nostra comunità.

Di una cosa, tuttavia, bisogna dare atto al Sindaco: nel comunicato ci ha colpito il suo elogio del concetto di “trasparenza”. A tal proposito il Sindaco ritiene che “la cittadinanza sia tenuta ad essere sempre informata […] sulla base dei principi di democrazia e trasparenza”. Come si fa a non essere d’accordo? La domanda però che sorge spontanea è: se il Sindaco tiene ad una comunicazione trasparente perché, prima delle elezioni e ancora nel primo Consiglio comunale (12/06/2019), aveva annunciato che non si sarebbe attribuita l’indennità e avrebbe svolto il suo mandato gratuitamente e invece l’indennità l’ha percepita dal mese successivo alle elezioni? Ora, è perfettamente legittimo che chi ricopre una carica pubblica venga retribuito. Ma perché non ha mai comunicato questo ai suoi cittadini? Forse perché soltanto il giorno prima aveva dichiarato di spendersi gratuitamente per la sua comunità?

Ci sembra che abbiamo una percezione un po’ distorta di alcuni concetti come “bene del paese”, “trasparenza”, ecc. Mattie non ha assolutamente bisogno di tutto questo. Non lo diciamo perché siamo all’opposizione ma perché riteniamo che sia doveroso rendere partecipi i cittadini e che essi meritino un’amministrazione seria e veramente trasparente.

La situazione, oggi, sotto gli occhi di tutti: ci troviamo di fronte a una maggioranza a pezzi (rileviamo che ancora non sono arrivate le nomine del vicesindaco e del nuovo assessore) e a un paese in confusione che si sta legittimamente chiedendo che cosa sta succedendo.

Sig. Sindaco, in Consiglio comunale le abbiamo detto qual è il “bene del paese”, e lo vogliamo qui ribadire: avere un Sindaco che non sia un capo, ma un leader, avere un Sindaco che non divide ma unisce, avere un Sindaco che ama il suo paese e non lo lascia al degrado, avere un Sindaco che sa ascoltare la sua gente e non le risponde con prepotenza, avere un Sindaco che abbia il coraggio delle sue azioni e non inventi scuse, avere un Sindaco che è aperto ad ogni confronto e non la prenda, mai, sul personale. Questo, per noi, è il “bene del paese”.

Alla consigliera Francesca Gile, staccatasi dal nostro gruppo per motivi, ancora oggi, ignoti (la sua lettera ai giornali, francamente, non l’abbiamo capita, soprattutto dopo più di un anno dal suo dissociamento) auguriamo buona fortuna e buon lavoro.

 

 

 

 

 

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4 COMMENTI

  1. mamma mia! mi domando quanto sia costruttivo tutto cio’, intanto date della letterina spicciola mentre riportate come vostre le stesse parole, poi e’ bastata a mandarvi in confusione, eppure sembra molto chiara, non vedo ribaltamenti di accuse ma richiesta di chiarimenti che non son pervenuti….bo…la prende sul personale…e te credo l’attaccate solo sul personale! temo che andare avanti di questo tono non portera’ a nulla, occorre il dialogo non le accuse.

  2. mamma mia! mi domando quanto sia costruttivo tutto cio’, intanto date della letterina spicciola mentre riportate come vostre le stesse parole, poi e’ bastata a mandarvi in confusione, eppure sembra molto chiara, non vedo ribaltamenti di accuse ma richiesta di chiarimenti che non son pervenuti….bo…la prende sul personale…e te credo l’attaccate solo sul personale! temo che andare avanti di questo tono non portera’ a nulla, occorre il dialogo non le accuse.

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