LETTERA DI UNA VALSUSINA COLPITA DA TRICHINELLOSI

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di ERMINIA DE LA COSTE

SUSA – Nel mese di novembre mi sono presa la Trichinella che si è poi manifestata appieno nel mese successivo. È quindi da più di un mese che combatto con questo parassita, i cui effetti sono stati a lungo scambiati per influenza dai medici generici.

Dopo che il quotidiano La Stampa ha dedicato un’intera pagina al problema il 6 gennaio, persistendo i sintomi della malattia (ad esempio fortissimi dolori muscolari e notevole spossatezza), mi reco al pronto soccorso a Susa dove mi viene riscontrata la Trichinella e sono invitata ad andare all’Amedeo di Savoia nel più breve tempo possibile.

Nello stesso giorno all’ospedale ci sono altri compagni di sventura e veniamo accolti dopo nostra insistenza da due infermiere “super scocciate”. Dopo un paio d’ore mi visita un medico “super stanco” che mi conferma la terapia seguita e mi invita a recarmi in ospedale il mattino successivo per un ulteriore prelievo. Successivamente al prelievo non ho più ricevuto alcuna informazione circa il decorso della malattia, il comportamento da adottare, le medicine da assumere, i controlli e infine gli ulteriori esami da effettuare.

Il 17 gennaio si è poi svolto un incontro organizzato dai comprensori alpini dell’Asl To2 e To3 con la partecipazione di esperti dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, circa i diversi casi di Trichinella. Non ho potuto presenziare a causa della malattia, il giorno successivo ho quindi postato su Facebook una richiesta di informazioni relativa a tale incontro.

Non avendo ricevuto riscontro ho anche cercato di contattare specialisti presso l’Ospedale Amedeo di Savoia senza risultati. Questa mia esperienza è stata condivisa da molte persone nelle mie condizioni: in poche parole siamo stati lasciati in balia di noi stessi. Dopo altri giorni di dolori e inconvenienti vari ho finalmente trovato privatamente un medico che, anche se non sono ancora guarita, mi ha almeno tranquillizzata spiegandomi alcune cose sulla malattia, sul decorso e su come devo comportarmi.

Voglio pertanto esprimere la mia forte delusione e lo sconcerto per come è stata gestita la situazione: si tratta di una malattia che ha colpito molte decine di persone e che, se non curata adeguatamente, può avere conseguenze molto gravi.

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9 COMMENTI

  1. Avete solo da comprare il cibo nei negozi controllati e che pagato le tasse , invece di comprare da un privato per qualche centesimo in meno…e senza scontrino

  2. Questo capita ai mangiatori di cadaveri, forse non ci pensate, ma la carne che mangiate proviene da CADAVERI, poveri esseri viventi uccisi a causa della stupidità umana.

    • Ammetto che anch’io sono una mangiatrice di CADAVERI.
      infatti oggi che ho mangiato petto di pollo, posso assicurare che il pollo era morto.
      E quindi non meriterei di essere curata?

    • A latere delle abitudini alimentari di ciascuno, il problema qui è che non si è stato in grado di redarre una corretta diagnosi. Inoltre, anche io mangio cadaveri come dice Lei, però Lei si è mai chiesta da dove arriva la sua insalata? Le svelo un piccolo segreto: si tratta di NATURA MORTA signora mia, vegetali strappati alla vita per farne un pranzo. Ora, chi di noi due è una persona che mangia CADAVERI?

  3. io proporrei di mangiare esclusivamente carne umana di vegetariani e vegani che nutrendosi in questa maniera non sono portatori di malattie animali

  4. La mia famiglia ed io siamo stati trattati bene; sia gli infermieri che i medici mi hanno accolto e dato tutte le informazioni, Purtroppo eravamo più d 20 persone giunte tutti in quella mattinata, senza alcun preavviso, ma ciascuno è stato ascoltato e fatto i dovuti esami, senza pagare nemmeno il ticket. Ci hanno anche fatto la prescrizione del farmaco preoccupandosi di informare i medici colleghi della Val di Susa sugli esami di controllo, che ci sono da fare quando la terapia è terminata. Grazie di tutto. Siete stati fantastici.

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