LETTERA DI UNA VALSUSINA: “LICENZIATA DOPO SOLI 20 GIORNI, MA AVEVO DATO IL MASSIMO E SOGNAVO IL POSTO FISSO”

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LETTERA FIRMATA

Gentilissimo Direttore,

Le scrivo per mettere alla luce la mia situazione riguardo alle famose assunzioni nel nuovo centro commerciale ad Avigliana, per dare voce alle persone come me che sono state a mio parere “sfruttate” per l’allestimento di un negozio con la promessa di un contratto.

Sono stata assunta presso uno dei negozi (non Conad) con un contratto di tre mesi. Il mio lavoro è iniziato il 5 febbraio. Per la prima settimana e mezza ho allestito il negozio affiancata da store manager di tutta Italia e dai miei colleghi. Abbiamo lavorato otto ore al giorno spostando scatoloni e man mano allestendo. Ho dato il massimo perché lavoro da tempo saltuariamente e sognavo il famoso “posto fisso”. Per carità sapevo della possibilità di essere licenziata alla scadenza contratto, ma comunque ho sperato potesse andare tutto bene visto la mia dedizione al lavoro.

Con immenso dispiacere invece alla scadenza dei venti giorni di prova (spostando scatoloni e solo 18 ore di vendita) mi sono vista consegnare la lettera di licenziamento. “Non idonea” la motivazione. Sono stata semplicemente braccia da cantiere e grazie alle nostre leggi sul lavoro il gioco è stato facile.

So di non essere stata l’unica ad aver ricevuto questo trattamento. Scusi lo sfogo, ma per me è stata davvero un’ingiustizia. La ringrazio per l’attenzione.

 

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35 COMMENTI

  1. Mi associo a questa ragazza perchè è accaduto lo stesso ad una ragazza che conosco. Prima l’hanno assunta per il trasloco, poi l’hanno licenziata perchè ritenuta non idonea.. Ma che pretendono che uno impari in sole poche settimane?

    • Non si può lavorare così con una tensione assurda dai il massimo e fuori lo stesso contratti mese per mese ma che futuro c’è ho un figlio di 20 anni iscritto ovunque ma nessuno che lo chiama

      • Per avere la possibilità di essere tenuti bisogna mettere in conto anche l’inverso. Lo dica al figlio. Piuttosto che stare a casa meglio queste esperienze.
        L ‘occasione buona verrà.

    • Guarda che a me era successo in una ditta, dopo che li ho aiutati a far produzione per un mese il giorno che scadeva la prova mi dissero non fossi idonea..te ne accorgi subito se uno non è idoneo.
      Questo accadeva nel 1996 non è cambiato nulla nonostante i governi

  2. Io sono un a dipendente assunta dal Conad della Val di Susa! e mi sento in dovere di rispondere!! .Ci sono persone che pur dando il massimo non sono portate per questo lavoro posso assicurare che con il flusso di lavoro,
    in questo centro trovo molto difficile che lasciano persone a casa.e vi assicuro che sicuramente ci sarà stato un motivo, nel nostro reparto tutte riconfermare.

    • Abituata a reggere grandi flussi..posso assicurare!
      Detto questo le rispondo che non ho potuto fare il lavoro che mi era stato assegnato perché i miei 20 g di “prova” sono finiti con l’apertura dei negozi. Quindi non sono stata valutata adeguatamente, ma semplicemente sull’allestimento del negozio. (Scatoloni da aprire e smistare)
      Dalla mia responsabile valutata ottimamente…ma i giochi dall’alto erano già scritti..
      Ovviamente non c’erano dipendenti nuovi ma persone che gia lavoravano in altri store, semplicemente spostati ad Avigliana.
      Non credo quindi che il problema sia stata la mia inadeguatezza..

    • Lei un lavoro ce l’ha, abbia rispetto di chi invece, dopo avere dato tutto quello che può è rimasto a piedi. La realtà è che siamo i nuovi schiavi del 2019, piano piano lavoriamo come i Cinese, 18 ore al giorno senza diritto alcuno, e intanto i bambini crescono soli, negli asili e con i nonni, perchè hanno genitori che non sono mai a casa, che lavorano pure nei festivi. Vogliamo parlare di chi lavorava per ditte fallite, chiuse, che a 40-50 anni si ritrovano senza lavoro per sempre, perchè a quell’età nessuno ti vuole più, ma al tempo stesso la pensione puoi averla a 70 anni? E’ un sistema penoso, che sfrutta i lavoratori, e al tempo stesso non dà nessuna possibilità alle fasce più deboli. Si ricordi anche che non abbiamo tutti la stessa salute e lo stesso grado di resistenza, la stessa forza fisica, e non è giusto discriminare chi per esempio a volte arriva al lavoro già stravolto perchè ha familiari anziani o malati da assistere e nessun aiuto. Lei è stata assunta, buon per lei, ma non infierisca contro chi rimane scottato da un sistema che prima ti usa e poi ti butta via. g

  3. Eppure il parcheggio del centro è sempre pieno e i negozi e i mercati sono tristemente deserti…ormai quello che è successo in città sta avvenendo anche da noi…serrande abbassate…centri desolati..e i “non luoghi” ..i centri commerciali….strapieni ad arricchire le solite multinazionali…la soluzione è non frequentati più!!! Tornate nei negozi e nei mercati…da chi nel suo lavoro ci mette anima e corpo..e grazie ai centri sta soccombendo…

    • La solita retorica delle “multinazionali cattive” e i “negozi da santificare”. Se permetti la gente è libera di spendere i soldi che guadagna con il proprio sudore, dove e come meglio crede. I centri commerciali nella maggior parte dei casi sono più economici, hanno orari di apertura più comodi e offrono più servizi dei “piccoli negozi”. Senza parlare dell’eCommerce che nella maggior parte dei casi è più economico anche dei centri commerciali, consegnano la merce a casa tua, e offrono servizi di reso incondizionato su praticamente tutto. Perché mai io dovrei regalare soldi a chi mi offre un servizio peggiore? Io le peggiori fregature le ho ricevute proprio in quei “piccoli negozi” che alcuni amano idolatrare. I centri commerciali nascono come funghi da decenni, eppure molti negozi continuano a sopravvivere e prosperare. Evidentemente alcuni ci sanno fare e altri no. Si chiama libero mercato, quello che a molti fa comodo sostenere solo quando conviene a loro.

      • I centri commerciali nella maggior parte dei casi sono più economici, hanno orari di apertura più comodi e offrono più servizi dei “piccoli negozi” semplicemente perchè sfruttano i loro dipendenti come fossero delle bestie, con turni sfiancanti e con famiglie sempre divise anche nei giorni di festa in cui i bimbi vorrebbero la mamma e il papà insieme a loro… è stato un grosso sbaglio adeguarsi a questo sistema americano di vivere, che ha tolto un mucchio di piccole attività artigianali a misura d’uomo nei paesini, e che costringe centinaia di dipendenti ad accettare qualsiasi turno e qualsiasi stipendio, salvo poi buttarli via quando magari per problemi che vanno dalla salute malferma a bambini piccoli da guardare a parenti anziani da assistere, non riescono più a dare quello che davano prima. E’ un sistema che ci ha ridotti a meri ingranaggi, che ci mastica e poi ci sputa, che non tiene conto che il benessere delle famiglie non deriva solo dal denaro ma anche dai sentimenti, dal non dover abbandonare i propri figli e genitori anziani nelle mani altrui per produrre 18 ore al giorno come si fa in Cina o altri Paesi asiatici, dove peraltro fanno lavorare pure i bimbi, vogliamo davvero ridurci così?

        • Anche questa dei dipendenti sfruttati nelle grandi realtà è pura retorica. Vogliamo parlare dei commessi di piccoli negozi, spesso senza contratto o precari, spesso pagati in nero quando non costretti a firmare dimissioni in bianco? Nella grande distribuzione si viene inquadrati con regolari contratti nazionali e il lavoro nero è pressoché inesistente. Oltretutto nelle realtà che conosco direttamente sono anche pagati in modo più che adeguato al lavoro prestato. Smettiamola di trovare sempre un mulino a vento da combattere e a cui addossare le proprie mancanze.

          • …bisogna vedere se sono sempre mancanze o se invece è la vita che ci cambia… si ricordi che da giovani si è forti, combattivi e non si ha la mente divisa tra mille cose da fare, quando si arriva a casa si trova un pantalone stirato da mammina e un piatto di minestra pronto, ma quando si va avanti con gli anni purtroppo arrivano problemi di salute a volte invalidanti e semplicemente non si riesce più a fare quello che si faceva un tempo, oppure si hanno figli piccoli che a loro volta a volte si ammalano, o parenti malati e anziani da assistere, e così via, e le multinazionali se ne infischiano di tutto ciò che un essere umano deve attraversare nella vita, prima lo usano, e quando non serve più, lo buttano nella spazzatura… per non parlare di chi già nasce diversamente abile ed è per questo emarginato dal mondo del lavoro… in parole semplici, il sistema lavoro è privo di qualsiasi umanità, dunque non stupisce che sfrutti una giovane ragazza per un trasloco faticoso per poi buttarla via quando non serve più.

  4. Si chiama periodo di prova perché serve per entrambe le parti per capire se la collaborazione può proseguire. Non serve una “motivazione valida”. Evidentemente non hanno dato poi cosi tanto come credono.

    • Conosco perfettamente la legge sulla “prova”.
      Ma la prova se non effettuata adeguatamente al tipo di lavoro che si andrà a fare..non e una prova valida.

  5. E….Buongiorno vi state svegliando ora…..questo metodo va avanti da 10 anni io lavoro con la manpoower 12 anni e nn sono riuscita ad avere un posto fisso.
    Ho lavorato tutte le domeniche e le ferie,le feste le aperture sfruttamento al massimo ,ho dato il massimo sognando ” il posto fisso” ma puntualmente arrivava sempre il più giovane ,il laureando,”il più conveniente ,” per le aziende.
    Adesso è due mesi che nn chiamano più la scusa è il decreto dignità , in pratica ho lavorato troppo x Carrefour e ora hanno bisogno di una causale per assumermi, anche interinale ,con contratto a ore,il metodo migliore? “Stai a casa “,cosi dicono,il problema sono le agenzie e le ditte insieme ci pigliano per i fondelli facendoci sperare ma lasciandoci con un pugno di mosche.
    Questa è ITALIA.
    .

  6. Sono molto dispiaciuta per questa ragazza e la capisco essendoci passata anche io. Il “posto fisso” non esiste più o per lo meno è in via di estinzione. Bisogna puntare ad altro, mettersi in gioco e non avere timore. Io ho avviato un’attività online e ora non ho più di questi problemi. Nessuno merita di essere sfruttato.

  7. Apertura locale, superlavoro poi saluti. È evidente che certe attività partono già in agonia….e dureranno poco. Auguri per un nuovo posto. PS vi ricordate Marvin anni ‘90? andava fortissimo. Tanto da fare super selezioni anche per esporre il marchio ( pagando profumatamente…. in franchising). Poi ha fatto crash….. e qualcuno sapeva bene per tempo….e …..non scrivo altro. La storia insegna. Si chiude una porta e si apre una finestra. Un lavoro perso non è un giudizio sulla tua persona. Nessuno ti puó giudicare. Con affetto. L.R.

    • Tutto verissimo! Non le nego che ho sentito questo giudizio come se fosse sulla mia persona, vuoi o non vuoi, te lo senti addosso anche se in realtà non è così. Ti senti usato, giudicato, poco apprezzato.
      Sono forte e non mi abbatto per una colpa non derivante dal mio lavoro e dal mio essere.
      Ma un’altra persona meno forte?
      Un’altra persona che magari per provare a rimettersi in gioco lasciava un lavoro per questo nuovo?
      Sarebbe stata rovinata per un gioco sporco.
      Ecco tutto.
      Sincerità non sarebbe guastata. Senza illudere le persone, penso fosse più elegante.
      Grazie per le sue parole!

  8. Grande rispetto per quella ragazza che non è stata riconfermata, affrettati a chiedere il reddito di cittadinanza prima che lo tolgono, oramai il lavoro è tutto precario e quando lo trovi paga da fame orari impossibili, sfruttamento al massimo.
    Questo è il quadro per tutti.

  9. Le considerazioni ad ampio orizzonte di “Zorro” sono illuminanti per tutti.
    La grettezza di “Tutti solidali con i soldi degli altri” è doppiamente assurda perché governare le proprie scelte non è per forza “solidarietà” (se spendo un pò di più per un prodotto che ha fatto meno strada per per arrivare a casa mia sto investendo sul futuro e sulla salute dei miei figli) e la convenienza nello spendere non coincide solo con il minor prezzo (se spingo alla miseria le retribuzioni di chi ha prodotto un bene che mi viene offerto a prezzi risibili probabilmente vi sarà qualcun’altro che farà lo stesso con i prodotti dell’azienda in cui lavoro io).

  10. A parte il discorso su piccoli negozi e grandi negozi.
    Il contratto era tre mesi per lei e probabilmente per altri.
    Non c’era la possibilità di assumere tutti ma in quel momento servivano più persone.
    Lo sapeva fin dall’inizio..spiace ma può succedere..
    Non capisco questi discorsi su usata e buttata via..andavano bene venti anni fa..ora é diverso..la realtà é questa..capisco lo sfogo ma andrà bene in un altra occasione..é poi i periodi di prova e i contratti a termine sono sempre esistiti..per fortuna aggiungo per chi si da da fare..

    • Condivido pienamente il suo “per fortuna i periodi di prova esistono”. Ovviamente se sono fatti correttamente..
      Nel mio caso questo non è successo.
      Servivano più persone? Benissimo pronta a fare anche solo 20 gg, se viene detto subito, nella correttezza di entrambe le parti.
      I tempi sono cambiati?
      Vero, ma non abbasserò MAI la testa davanti ai meschini e agli sfruttatori.
      Lavoro comunque, ma è bene che la gente sappia..non crede?

    • Inoltre “per chi si fa da fare”…lei come fa a sapere se mi sono data da fare o no?
      Ci conosciamo?
      Era lì con me a valutare il mio operato?
      Non dovrei avere il beneficio del dubbio?

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