LETTERA / ELEZIONI A BARDONECCHIA: “QUALCOSA NON HA FUNZIONATO”

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Franco Trivero

di FRANCO TRIVERO

BARDONECCHIA – Mancano pochi giorni al voto per eleggere il Sindaco di Bardonecchia. Come prevedibile a contendersi lo scranno del Comune sono due liste.
Borgis, Avato ops scusate.. Rossetti. L’ex sindaco Avato ha fatto un passo indietro, anzi no, di fianco. Le giustificazioni si sprecano: “io ho chiesto anzi ho pregato, ho valutato…”
Quale spirito di abnegazione, sacrificio e altruismo si cela in questa decisione: “non lo faccio per amor mio ma di coloro che me lo chiedono …” (Chi saranno questi coloro?).
Convenevoli stucchevoli, con i quali sembra dobbiamo ormai convivere nella politica a qualsiasi livello. Si rileva l’assenza di etica intesa come patrimonio culturale del singolo a beneficio della comunità tutta! Molta apparenza, poca sostanza coerente in uno spirito di servizio civico, molta sostanza a tutela di interessi prevalentemente privati, individuali, di gloria personale.
Questa affermazione riassume un bilancio di vent’anni di gestione amministrativa del Comune di Bardonecchia, in cui Avato non è esente da responsabilità politiche, considerato il numero di mandati, durante i quali è mancato il coraggio, la visione della identità stessa di Bardonecchia, un progetto organico che fosse indipendente da logiche locali e interessi privati che ne hanno fortemente condizionato lo sviluppo.
È sufficiente visitare Monginevro o la Val Clareè, per accorgersi che qualcosa “non ha funzionato” e allora risulta legittimo chiedersi cosa.
Non hanno funzionato, nonostante le intenzioni dichiarate, nelle campagne elettorali, nei programmi presentati alla popolazione, molteplici cose. Citiamo alcuni esempi.
1- Tutela del territorio e della salute pubblica di fronte alla fonte di inquinamento primaria di Bardonecchia (sia dell’aria che acustica che paesaggistica), 2-3.000 Tir al giorno che passano in autostrada sopra le teste di tutti, bambini, anziani, persone con problemi di salute, residenti, turisti; da Giugno 2022 con l’apertura del nuovo tunnel (che ha subito negli anni innumerevoli cambi di destinazione e ampiezza, modifiche regolarmente approvate e firmate da responsabili degli uffici tecnici), i Tir presumibilmente raddoppieranno; qualche amministratore ha fatto qualcosa? Si è chiesto il contingentamento dei passaggi? NO. Se non è così ce lo dimostri
2- Richiesta di maggiori compensazioni da parte di Sitaf per il raddoppio del Frejus; gli amministratori della giunta Avato si sono accontentati, dopo anni di ritardo, di soli 3-4 milioni di Euro, briciole rispetto ad un risarcimento minimamente equo se rapportato all’enorme impatto che questo tunnel ha e avrà nei decenni
3- Le compensazioni Frejus sono state distribuite in maniera che definire parziale è un eufemismo bonario; sono andate a favore di un’unica società privata, la Colomion Spa, per costruire un impianto di sci in parte inutile soprattutto per l’esagerata portata e le dimensioni (una seggiovia veloce a 6 posti, in un’area del comprensorio sciistico che vede afflusso praticamente solo nei periodi festivi, in settimana giace da anni dimenticata, sottostimata, per nulla considerata proprio dalla stessa Colomion Spa); ovviamente per costruirla sono stati tagliate centinaia di larici, fatto sbancamenti e movimenti terra voluminosi, installate costruzioni in cemento, etc)
4- Frana del Melezet, ci si è mossi con gravissimo ritardo (10 anni), lasciando in uno stato di pericolo l’area, sono stati fatti sgombrare i poveri malcapitati che avevano acquistato gli alloggi di più condomini (cosa è stato garantito in cambio?), edifici costruiti senza comprendere le più elementari valutazioni di rischio geologico (sono state certamente sottostimate e con gravi errori interni). Concessioni date dal Comune e dal suo ufficio tecnico all’epoca di precedenti giunte Avato. Oggi assistiamo ad un maxi intervento, anch’esso visivamente e materialmente sproporzionato, spendendo (di nuovo) una ingente somma di denaro pubblico. Chi sono i destinatari dell’appalto? I soliti noti?
5- Espansione/miglioramento del comprensorio sciistico. Stiamo assistendo da qualche anno a un rinnovo con logiche espansive di piste, impianti di innevamento, impianti di risalite. Tutto chiaramente implica stravolgimenti della montagna, dissesto, deviazione di acque, sbancamenti, deforestazione. Nel nome del primato assoluto incontrastato e incontrastabile dello sviluppo dell’industria sciistica. Come il paese vivesse solo di quello, come quella fosse se non l’unica la di gran lunga principale fonte economica del territorio. Chi ha deciso queste politiche, chi le decide, la collettività o poche famiglie dei soliti noti che da decenni spadroneggiano?
Ci sarebbe molto ma molto altro, ma ci fermiamo qui. Per ora..
Chiediamo intanto che vengano fatte precise dichiarazioni su questi punti, pubblicamente, durante la campagna elettorale nei vari incontri con la popolazione nei quali si cerca come sempre di apparire bravi, belli e buoni. Magari mettendole per iscritto questa volta, a futura memoria.
La formula di queste elezioni si può quindi riassumere…
«Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi». Un pensiero che viene comunemente semplificato in: «tutto deve cambiare perché tutto resti come prima». Nella cultura a chi è nota, normalmente ne deriva il termine «gattopardismo». Il gattopardismo designa (vedi Treccani) l’atteggiamento di chi, avendo fatto parte del ceto dominante in un regime precedente, simula di essere promotore di una nuova situazione politica, per poter conservare il potere.

Franco Trivero

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19 COMMENTI

  1. Chiediamo.. vogliamo.. pretendiamo.. ma chi?! Chi siete?! Chi vi ha mai visti?! Se né la cosa pubblica, né la cosa privata vi va a genio mai e in nessuna occasione, con gestione politica di qualsivoglia colore, allora candidatevi una buona volta mettendoci la faccia così vedremo finalmente il cambiamento (e non inteso come gli ultimi cambiamenti di casacca cinque stalle/Italexit)

  2. Bravo hai scritto cose vere che tutti sanno e vedono e….approvano anzi vogliono perché continuano a votare persone legate tra loro a stretto giro. Se non é zuppa é pan bagnato.
    Entrambe le liste sono legate ai soliti noti personaggi che stanno facendo il bello e il brutto tempo a Bardonecchia ,a loro favore
    Ci vorrebbe qualcuno esterno che non abbia parentela o amicizie e soprattutto che conosca come far fruttare la montagna 300 gg all anno e non solo pochi mesi. Che conosca il mondo del turismo ,che abbia girato il mondo e conosca altre realtá e le riproponga da noi.
    Invece solo professori che certo non son esperti di turismo.
    Saranno sicuramente intelligenti e preparati nel loro campo, ma di turismo,di ospitalitá alberghiera o di come far rinascere un territorio dalle sue ceneri , che vive ancora di un passato glorioso…ma PASSATO, cosa sanno?Mentre il presente é privo di attrattive per un cliente estero, concentrato solo sulle seconde case, sui vecchi e su gruppi di ragazzini ?
    Dove sono finiti i tour operator inglesi? Russi? Svedesi?
    Perché preferiscono la Val d Aosta e il Trentino a noi?
    Cos ‘hanno loro e noi no?
    E cosa fare per risollevare il paese?
    Trovino le risposte e agiscano perché tra 20 anni o meno in giro vedremo solo il vuoto ( esclusi occupanti seconde case )
    Possiamo continuare così per altri 10/20 anni? Lavorando solo nei week end e nei periodi di feste comandate?
    Rimboccatevi le mani e fate un cambiamento epocale se volete far rivivere Bardonecchia.

  3. La seconda canna del frejus doveva essere una via di SICUREZZA, adesso che è destinata al traffico a senso unico , si farà una 3° cannafinalmente di sicurezza?
    Si poteva impedire questa destinazione. Con la chiusura de tunnel del monte bianco il traffico si riverserà tutto sul frejus ( ecco la necessita della seconda canna, passano piu tir.
    Pe gli abitanti, maggiore inquinamento , benfici ZERO!!
    BARDONECCHIOLESI SVEGLIATEVI

    • La disponibilità la si può dare anche senza candidarsi…
      Io lo sempre proposta…
      Siedo in due CdA e mi creda che si può dare un valido contributo, anche se non sei l’A.D.

  4. Vogliamo… pretendiamo…ma chi?! Chi siete?! Un partito, un movimento, una lista civica, pro natura alta Valsusa, Italexit, 5stelle o cos’altro?!
    Invece che scrivere km di lettere (cit.) criticando tutto e tutti quasi sempre in malafede, perché una buona volta non vi candidate a ste benedette comunali?!

  5. Un’ articolo di “denuncia” cosi puntuale e ricco di spunti propositivi, meritava di diventare il programma elettorale della “terza’ lista”…per passare finalmente “dal criticare all’amministrare”

    • La mia non è una critica, è un bilancio gestionale del territorio, di chi si è assunto l’onore e l’onere di amministrare con propositi e obiettivi diversi da quelli che oggi sono i risultati…
      Ho gestito un ufficio contenzioso con 147 persone, di cui ero il responsabile, se sbagliavano…Pagavo io!

  6. Da google
    Curriculum Attivista
    · Partecipo alle riunioni NO TAV contribuendo anche attraverso scritti, pubblicati su gli organi di
    informazione della Valle, Luna Nuova, La Valsusa ed alcune testate online, con riflessioni di
    carattere politico, sociale e ambientale.
    La sensibilita4 per i temi ambientali e l’amore per il territorio, mi hanno portato alla decisione di
    costituire nel 2017, una associazione ambientalista federata a Pro Natura Italia, denominata Pro
    Natura Alta Valsusa di cui sono attualmente il presidente.

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