LETTERA / GIAVENO, FAMIGLIA CHIEDE AIUTO AL CONSIGLIO COMUNALE

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di ALESSANDRO CAPPUCCIO
GIAVENO – Pur non essendo più un consigliere, ma restando comunque un punto di riferimento per i cittadini che non hanno perso il contatto con me,  sono stato contattato dalla famiglia Bergo nel mese di novembre del 2019. Mi hanno raccontato la loro difficile situazione chiedendomi aiuto per potere essere ascoltati dalle persone preposte per una situazione che si protrae da anni e che li vede in forte difficoltà economica/abitativa.
Ho provato a muovermi interpellando il capogruppo consiliare Vilma Beccaria. Ci siamo sentiti molte volte ed incontrati, le ho esposto il loro problema e inizialmente ha manifestato la voglia di aiutarli nel risolverlo. Però poi da dicembre non mi ha più contattato e non ha più risposto ai messaggi.
Sono in contatto continuo con la famiglia, la madre ha un’invalidità del 76% circa e il figlio del 46% circa. Hanno lo sfratto e non hanno un lavoro. Tra reddito di cittadinanza e REI (reddito di inclusione), vivono con circa 500 euro al mese e fanno un pasto solo al giorno. Da quanto dichiara il figlio Luca, a nulla sono valsi i tentativi di prendere appuntamento con il Sindaco Carlo Giacone, non è mai stato ricevuto.
Inoltre, nemmeno dopo l’articolo uscito a novembre, nessuno si è mosso oppure ha fatto una chiamata per capire in quali difficoltà si trovassero. Ci aspettavamo che l’Assessore alle Politiche Sociali si interessasse per comprendere  la loro situazione, perlomeno per capire se fosse possibile attuare degli interventi dedicati invece niente.
La famiglia è stata però contattata da alcuni cittadini che hanno mostrato a loro dei piccoli gesti di solidarietà portando una busta della spesa, un piccolo aiuto o una parola di conforto. La famiglia li ringrazia per questi gesti di umanità, giunti dalle persone e loro mi hanno sottolineato questo: “Sono persone come noi, li ringraziamo, ma non vogliamo ricadere su coloro che come noi faticano per arrivare alla fine del mese. Vorremmo soltanto essere ascoltati dai servizi preposti sottolineando che siamo disponibili a lavorare se ci fosse consentito farlo con mansioni idonee alle nostre possibilità. Ringraziamo tutti per l’aiuto“.
La famiglia mi ha scritto una lettera, chiedendo di farla pubbblicare. Si legge la volontà di poter parlare nel prossimo Consiglio comunale per spiegare quanto accade loro. Chiediamo a tutti i consiglieri di minoranza di portare un punto condiviso che preveda l’apertura del Consiglio e permetta al figlio di esprimere il loro disagio, che è comunque un termometro della crisi attuale che vede loro e altre famiglie vivere in difficoltà nella nostra Giaveno.
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