LETTERA / LA STRANA SCHIUMA BIANCA NEL LAGO DI AVIGLIANA: “CHE COS’È?”

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di FULVIO ROSTAGNO

AVIGLIANA – Domenica 1° Luglio, giornata di sole e cielo terso in Val Susa, giornata ideale da godere sul magnifico prato di un locale affacciato sul lago Grande di Avigliana, chicca della nostra (ma di tutti!) Valle. Il prato dopo le abbondanti piogge è rigoglioso e perfettamente curato, un piacere rilassarsi a così poca strada da metropoli urbane. Bellissimo anche il fatto che sia stato recuperato il relitto della barca “Sirio” da tempo affondata in prossimità della riva. Una vera oasi per una giornata di totale relax.

Chi viene qui, oltre alla tintarella, ha spesso voglia di pagaiare sugli standup-paddle, sulle canoe, fare il bagno, nuotare, giocare in acqua con i propri figli ed amici.

Fantastico!

Ma, oggi tutto questo sembra impossibile e forse pericoloso. Una coltre di omogenea e indissolubile schiuma bianca che si attacca alla pelle, ricopre la superfice dell’acqua, ristagnando fitta e spessa nelle aeree sott’onda. Le chiacchiere dilagano, molti comunque si tuffano e i cani sguazzano felici come sempre.

Tutti notano il contrasto dell’acceso bianco sull’intenso verde naturale, colore dell’acqua. Se provi a metterla sulle dita e lasciarla asciugare ti senti appicicoso.

Forse non è biologica, non è idrosolubile! Cos’è?!

Eppure recentemente ARPA ha valutato il lago tra i migliori di Italia per il basso livello di inquinamento. E ne sono diretto testimone di quanto nel periodo pasquale l’acqua fosse pulita e trasparente, così come lo era l’anno scorso.

Cosa è successo? È un caso? Alcuni riferiscono che questo problema c’è da un mesetto in concomitanza con l’apertura della stagione.

Qualcosa si è rotto? Eppure non ci dovrebbero essere scarichi diretti nel lago…

Qualcuno lo fa apposta? Perché?

Ebbene ci togliamo uno scrupolo, nonostante alcuni cittadino riferiscano che l’Ente Parco sia già stato avvisato, raccogliamo un po’ di schiuma e la faremo analizzare.

Vogliamo sapere cos’è. E’ il nostro amato lago a patirne e noi con lui.

Solo così si potrà porre rimedio con la comune volontà di salvaguardare questa “area protetta”!

 

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