LETTERA / OULX, PAZIENTI FUORI DAL POLIAMBULATORIO: “METTETE UNA COPERTURA E I VOLONTARI”

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di FRANCO TRIVERO

Gentile direttore sanitario dell’Asl To3, dott.ssa Franca Dall’Occo,

il 12 maggio ricorreva la Giornata Mondiale dell’Infermiere. L’infermiere è vicino alle persone: a casa, sul territorio, negli ospedali, nelle residenze, nelle comunità.

Sono ormai diversi mesi che sono “costretto” a frequentare periodicamente il poliambulatorio di Oulx e il Reparto Multispecialistico dell’Ospedale di Susa, dove ho sempre riscontrato da parte del personale sia amministrativo ma soprattutto di quello sanitario infermieristico una gentilezza, competenza e professionalità che rendono “umano” luoghi che accolgono i timori, paure e fragilità di coloro che si vedono costretti a frequentarli.

Pertanto trovare del personale sanitario che ti accoglie con una parola di conforto o anche semplicemente con un sorriso, rappresentano ingredienti e valori umani non scontati, che vanno oltre al dovere del proprio ruolo professionale.

Questi, i ringraziamenti al personale infermieristico e medico che desidero formalizzare, perché troppo spesso a spingerci a scrivere sono doglianze e reclami e mai o troppo poco elogi e ringraziamenti.

Il personale infermieristico del poliambulatorio di Oulx viene utilizzato anche per “l’accoglienza al pubblico” chiedendo ad ognuno di “igienizzarsi le mani e misurarsi la temperatura”.

Mi permetto di esprimere un giudizio di merito, perché nei miei 40 anni di attività professionale, mi sono anche occupato di formazione e gestione del personale…

Utilizzare la stessa persona addetta “ai prelievi e/o vaccini” per l’accoglienza, significa sottrarre tempo, energia e riposo fisico e mentale, tra un paziente e l’altro a chi è già sottoposto a carichi di lavoro stressanti e straordinari che durano ormai da troppo tempo.

Mi chiedo se non sia possibile coinvolgere dei volontari a turno della protezione civile, tutte persone dotate di grande esperienza, efficienza e disponibilità per svolgere un ruolo, quello dell’accoglienza del pubblico, che non richiede studi, patentini di abilitazione professionale. Al San Luigi di Orbassano c’è banalmente un usciere al laboratorio analisi, che svolge quel ruolo.

D’altronde ci troviamo a dover affrontare una situazione straordinaria ed eccezionale. Le prescrizioni di prevenzione e sicurezza al Covid-19 hanno imposto un protocollo che richiede la necessità di far “stazionare” all’esterno del poliambulatorio, le persone che si recano per prelievi e vaccini, costringendole a restare al freddo e alle intemperie di pioggia e vento gelido…

È evidente che coloro che si recano per accertamenti clinici, si trovano già in condizioni di salute precaria e questo “stazionare” all’esterno mal si concilia con la nostra salute.

Poiché resto convinto che alcune regole di prevenzione e tutela entreranno a far parte del nostro “vivere quotidiano” vi esorterei gentilmente di predisporre una copertura, non chiusa ovviamente, che funga però da riparo dal vento gelido e pioggia.

Vi sarei grato se voleste cogliere lo spirito di questa lettera che è assolutamente quello di contribuire, con umili consigli, a migliorare un servizio che ritengo assolutamente ottimo.

La saluto cordialmente

Franco Trivero

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4 COMMENTI

  1. Dovevate dire al comune che c’ erano anche gli extracomunitari !! Dal giorno alla notte, tutto fatto!! Non poveri cittadini che paghiamo le tasse, siamo gli ultimi….

  2. Far attendere le persone in piedi ed all’aperto denota l’assoluta mancanza di capacità, della DIRIGENZA, di risolvere i più piccoli pro, non lamentiamoci domani sarà peggio

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