LETTERA / PERCHÈ L’ALTA VALSUSA NON RIESCE A DIVENTARE COME IL TRENTINO O LA VAL D’AOSTA?

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di Francesco Richetto (assessore a Bussoleno)

L’alta Valle di Susa perché non riesce a diventare come il Trentino o la Valle D’Aosta? (Che non sono miti assoluti, ma semplici realtà a cui molti lanciano lo sguardo e di cui molto si parla e discute).
Faccio una breve premessa. Sono nato in media valle, a Bussoleno, lì sono cresciuto e continuo a vivere. In alta Valle di Susa però, a due passi da casa, ho lavorato, ho imparato a sciare, vado in “montagna” e in vacanza ad agosto. Le medesime piacevoli abitudini le trasmetto con amore ai miei figli. In alta valle ci abitano i miei amici e “fratelli” di una vita. Condivido con loro gioie e dolori della vita in questa bella e complessa valle alpina. Se è vero che abito prima del salto morenico che limita il confine con la media valle non mi considero “straniero”. La amo e la difendo come casa mia, un vero gioiello delle Alpi Cozie.

Dicevo nel titolo della difficoltà a rendersi piacevole al confronto con altre realtà dell’arco alpino. Molti giovani del territorio guardano, anche in modo critico, a quegli esempi ogni giorno. Imparano, studiano, sperimentano e ci provano, ma qualcosa non funziona e continua a non funzionare. Gli errori negli anni ci sono stati, forse troppi, ma nulla è finito e la partita non è chiusa. Manca, forse, la voglia di giocarla davvero e vincerla.

Una sonora batosta, ahimè, è arrivata con la storia del Frecciarossa Milano-Torino-Lione-Parigi targata Trenitalia, dimostrazione plastica che non serve una nuova linea e nessuna fermata in alta valle, nessun nuovo turista all’orizzonte.
Trenitalia, RFI, il governo dunque (essendo queste ancora aziende pubbliche) si pongono a questa valle come a un brutale corridoio. Prendere e passare senza nulla lasciare. Solo costi e nessun beneficio.
Ma è una storia che inizia da lontano con l’autostrada A32 verso il T4 (traforo 4) del Frejus, che porterà lavoro e turismo. Ad oggi ha devastato l’ambiente con la sua costruzione. Ha solo alcune uscite utilizzabili dal territorio ed è una della autostrade più care d’Italia. Migliaia di camion ogni giorno ingrassano le tasche dei concessionari autostradali lasciando dietro di sè inquinamento e rumore. Un residente spende per Bardonecchia-Torino 28 euro per 90km andata e ritorno, a meno che non voglia intestarsi un Telepass abbonarsi e “beneficiare” di 25 tratte mensili (neanche una al giorno) al costo di 107 euro. Se è dunque vero che ha tolto i mezzi pesanti dalle strade non ha però lasciato alcun beneficio da quel transito, se non, come dicevo, la sua impattante costruzione e l’inquinamento quotidiano e oserei dire perenne.
La storia si ripete con i treni, solo per pendolari (come dicevamo sopra, nessun treno veloce per i valsusini nè per i turisti) con costi mensili di abbonamento superiori alle 100 euro persona. Idem con i servizi al territorio, scuola, salute, assistenza, energia. Tutto sviluppato sulla grande metropoli di Torino lontana, appunto, dai 70 ai 90 km. Di questi giorni ancora la protesta per la stazione “fantasma” di Oulx, semichiusa per i lavori di ristrutturazione di cui si sono perse le tracce. Pochi segnali e pochi servizi sostitutivi: un brutto biglietto da visita nel pieno della stagione turistica invernale.

Dunque, dove sta il problema? Perché non si riesce mai a vincere la partita? I valsusini non sono capaci di proporre turismo e attrattività? La Valle di Susa è brutta? Sono stati i No Tav? Secondo me no.
Centinaia di giovani si fermano e scelgono di restare nella terra in cui sono nati. Moltissimi offrono il loro sudore e le loro energie a servizio di queste bellissime montagne. Moltissimi, ahimè, sempre più stufi e stanchi di non vedere i frutti dei loro sacrifici. É la storia di una valle di transito, dove quello che passa ha la meglio sul territorio che attraversa e a transitare, ahimè, non è il turismo o le energie di cui abbiamo bisogno. Basterebbe, però, guardare alle giornate proposte proprio a Venaus con il Festival ad Alta Felicità. Decine di migliaia di giovani e non che in modo leggero corrono con gli occhi e con il cuore a questa terra. A portare energie qui non è un “pacchetto vacanze” in saldo con voli charter. Sono emozioni e scelte consapevoli che dietro si portano tutto un indotto di energie e risorse che rimangono e sostengono i tanti giovani lavoratori del territorio. Lavoratori che salutano con un sorriso cogliendo questa occasione per diffondere stili di vita, prodotti locali e bellezze alpine. Che siano formaggi, ospitalità, sport outdoor poco cambia. Non è pubblicità e competizione, ma incontro.
Se ci pensate bene sono un po’ quelle emozioni che ognuno di noi cerca nei propri viaggi, nell’attraversare il mondo. Sono quelle scelte e quei ricordi che ci portiamo dietro in uno scatto fotografico o in un sapore di una terra lontana. Sono quelle cose vere che ogni giorno sempre più cerchiamo e non troviamo nel nostro quotidiano. Come si usava dire un tempo da queste parti “in una stretta di mano”.

Il problema però c’è e rimane. Come fare? Dove premere per cambiare? Se da un lato, c’è il nostro agire consapevole per questa terra, dall’altro c’è chi in modo consapevole su questa terra vuole solo predare. Ci sono aziende e interessi che passano, prendono e distruggono. A fronte di qualche stipendio lasciato negli anni (e ce ne fossero, perché non di sola aria si vive) dall’altra lasciano solo disastri.
Ora la domanda è per quanto tempo staremo ancora a lamentarci. Quanti politicanti locali guarderemo ancora prestare il fianco e proporre solo miraggi a nome di grandi imprese e aziende “straniere”? In questi due anni poi le scuse si sono sprecate. Sindaci e politici regionali hanno trovato un bell’alibi con la pandemia e la crisi per nascondere le proprie incapacità. Se notate da che era colpa dei No Tav ora è colpa del Covid.

Diciamocelo pure serenamente: se non siamo noi a decidere qualcuno deciderà per noi. Ieri si nascondevano dietro l’autostrada, oggi dietro il raddoppio dell’alta velocità domani chissà (raddoppio perché già c’è e manco si ferma). Vendono fumo, fanno interessi opachi che non sono i nostri. É il tempo questo per fermarli prima che sia troppo tardi. Il tempo per organizzarsi ed essere attenti e protagonisti, oltre questa pandemia che non sembra finire mai. I piani di ripartenza europei devono essere nuova vita e non nuovi disastri. Alle porte, come oggi ci dicono tutti e ci diciamo anche noi, ci sarà una stagione unica e chi in questa valle verrà lo deve fare per amore, per dare e non solo per prendere.

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55 COMMENTI

  1. Proprio così. Siamo un corridoio e a nessuno interessa quello che c’è intorno e non lo vede nemmeno una parte degli abitanti, che aspetta misere mancette da fuori, senza rendersi conto che sono già seduti su una ricchezza ambientale e umana.
    D’altronde è il delitto perfetto, una Valle che politicamente non conta nulla in una regione che è la cugina povera e bistrattata di quelle del nord, potevano pure fare un buco da svuotare e riempire ogni giorno, l’opera sono i cantieri stessi, non quello che ne sarà l’esito finale. Quando ci troveremo anche i camion del Monte Bianco aspetteremo felici altri 30 anni per caricarli (forse, visto che se non sarà più economico nessuno sarà obbligato a farlo) su un treno? Mentre ci sarà sempre più cemento, sempre più inquinamento, sempre meno neve, sempre meno persone che verranno attratte da una Valle che davvero non avrebbe niente da invidiare ad altre più blasonate valli alpine. Si ragione come 100 anni fa, cemento e industrializzazione come simbolo di soldi e progresso, poi questo non succede e finisce che invidiamo altre regioni e altre valli per come producono ricchezza con la valorizzazione e la conservazione della propria integrità e bellezza.

  2. Concordo, fino a che saremo considerati un corridoio non ci saranno possibilità di reale sviluppo perchè tutte le energie e risorse saranno dirottate in quella direzione

  3. Il solito pippone no tav…
    Le consiglio di cambiare disco e fare un po’ di autocritica, visto che abita a Bussoleno,un paese triste e disastrato,ma con una giunta “dura e pura”.

        • Mio caro merocincio lei è il solito che critica tutto senza dare una soluzione. Togliendo la parola meloni forse le è più chiaro. Cordialmente.

          • Per la valle a livello di turismo ,nei limiti imposti dai pochi soldi a disposizione,si sta cominciando a differenziare l’offerta turistica
            .Paragoni con realtà site in regioni a statuto speciale non si possono fare.La strada della differenziazione è sicuramente quella da seguire ne prossimo futuro per fare in modo che la Valle non sia solo nota per lo scì invernale dei weekend e per le follie dei no tav.Certo che alcuni paesi si presentano in modo triste e trasandato tanti per usare un eufemismo.Lì non è una questione di soldi,ma di volontà dei singoli comuni ed anche dei loro abitanti.Quando passo da Bussoleno (e non solo) cerco di distogliere lo sguardo.Se è possibile negli anni la situazione è ancora peggiorata e la sfilza di negozi con la serranda abbassata e la sporcizia per terra non invoglia a fermarsi.Il primo passo sicuramente è porre rimedio a questa situazione di degrado.Mi sono spiegato o devo fare una presentazione di PowerPoint perché lei ed il il Signor Brüno dal sesso incerto e dall’eloquio apparentemente acculturato,ma in realtà oscuro e confuso capiate?

  4. E’ grazie all’autostrada che l’alta valle è frequentata da turisti. Non so quanti anni ha lei, ma prima degli anni 90, raggiungere le località sciistiche dell’alta valle era un’odissea.

    • Confermo… in quegli anni, finito di sciare la domenica a Claviere, la coda iniziava dalla prima curva dopo i tunnel traforati per l’incrocio di Cesana, per poi proseguire senza interruzione fino al Belvedere di Susa. Non parlo di coda scorrevole ma totalmente ferma con piccoli movimenti a tratti! Tutti, auto e pullmann, erano incolonnati per ore con i MOTORI ACCESI a produrre un’aria irrespirabile con un serpentone di auto ferme per 40 Km. I paesi come Salbertrand, Gravere, Chiomonte, ecc erano chiusi dai vigili per impedire di tagliare la coda ma le auto si avventuravano in ogni dove pur di arrivare a casa entro le TRE ORE di viaggio… via Gravere a Susa era l’ultima possibilità di recupero, ma spesso era satura pure quella. Ovunque un disagio da dimenticare per automobilisti e residenti.
      Questa era la valle prima dell’autostrada… come si fa a dire che questa non ha risolto tutti i problemi di viabilità non lo so!!!

    • Le rarissime volte in cui vado in alta valle non utilizzo l’autostrada perchè è decisamente troppo cara, seppur comoda per chi transita con i tir. Inoltre la vecchia statale, che lei definisce odissea, permette di vedere qualcosa, dall’autostrada non di vede nulla. Purtroppo qui è tutto troppo caro, anche il tunnel del Frejus che, non in periodo di covid, utilizzerei qualche volta per andare a trovare degli amici in Francia, ma è davvero troppo esoso e per la gita di una giornata impossibile da utilizzare, così di fatto siamo isolati per mesi. Detto questo, l’alta valle personalmente la trovo bruttissima. Si va da Paesi sulla statale come Chiomonte, Salbertrand eccetera privi di qualsiasi personalità, senza fiori, con case orribili come quelle della Via Traforo di Bussoleno d’altra parte. Non parliamo di Sauze d’Oulx, Sestriere, Bardonecchia: le definirei ecomostri. Cosa c’è da vedere?? Ammassi di cemento sia abitativi che commerciali, la totale incapacità di costruire in armonia con il paesaggio. Il problema è che sarebbero da abbattere (tranne i centri storici ovviamente) e ricostruire a poco a poco, abolendo i condomini stile cittadino e utilizzando materiali più ecologici e in armonia con il paesaggio e tinte pastello che appaghino la vista e non bisognerebbe permettere di costruire ad un altezza oltre il terzo piano, anche gli alberghi, nel Trentino funziona così e hanno il pieno di turisti, chi non ci crede può cercare sul web le immagini per esempio di Ortisei, nella Val Gardena, e noterà la bellezza delle costruzioni in stile tirolese e il fatto che anche gli alberghi e le strutture ricettive e i negozi si sono adattati a quello stile, oltre al fatto che vige un pulizia rara: non un filo d’erba fuori posto, tanti fiori in estate, niente cartacce o altra immondizia abbandonata in giro, oltre naturalmente alla bellezza delle Dolomiti che non è dovuta all’uomo. In alta valle le nostre montagne sono davvero belle, purtroppo però, penso negli anni 60/70 e anche prima, si è costruito senza alcun stile o criterio, solo blocchi di cemento armato, condomini stile case popolari eccetera, e pur essendo anche io nativa di questa valle, se avessi la possibilità di andare, sceglierei per le mie vacanze sicuramente la Val Gardena e non l’alta valle Susa deturpata da tanto cemento.

      • Finalmente un commento sensato !!! Hai centrato il “problema”, condivido in tutto ciò che hai scritto. Io frequento la Bassa e Alta Val Susa come turista, ma qualche volta anche le Valli Fassa, Gardena, Pusteria, ecc. e credetemi, come giustamente affermi, non ci sono paragoni per tanti motivi … e per coloro che non mi credono, consiglio loro di fare una vacanza in quelle valli.

      • Pippi, non ha capito ciò che ha scritto Mauro! Lui dice che la statale era odissea PRIMA degli anni 90 …oggi è un paradiso viaggiare in statale, grazie alla presenza dell’autostrada

  5. Un NoTav che vorrebbe la Valsusa come il Trentino è un fatto davvero curioso. Chiunque sia mai stato in da quelle parti non può non aver notato lo sfruttamento selvaggio e senza freni della montagna trasformata in un gigantesco parco giochi in stile Rimini montano. Seggiovie e cabinovie che permettono a chiunque, privo di qualunque conoscenza e rispetto della montagna, di salire ovunque e senza fatica alcuna. Fauna spaventata e pressoché assente a qualunque quota. Vallate e passi alpini intasati di auto. Migliaia di persone in infradito che si lanciano sui sentieri di alta quota dopo essere saliti in cabinovia. Rifugi con menu da McDonald e prezzi da 3 stelle Michelin. Punti acqua rarissimi, con rispetto zero del vero escursionista (tanto ci sono i rifugi a vendere acqua a peso d’oro). Se è questo il rispetto dell’ambiente a cui aspirano i NoTav, siamo messi proprio male.

    P.S.: senza entrare nel resto del merito della lettera che sembra essere più l’ennesima occasione per fare un po’ di propaganda NoTav, i 600 dipendenti di SITAF non mi sembrano proprio un “niente” come ricaduta sul territorio.

    • Sono d’accordo con Lei che la chimera del trentino che è sempre “più” (più pulito, più bello, più verde) sia in parte falsa. Leggere la lettera dell’assessore Richetto solo alla luce della sua personale posizione contraria al TAV mi pare fuorviante e di parte; è passata la vulgata che fa catalogare chiunque si preoccupi della natura, della salute, dell’acqua pubblica come NO TAV. Sarebbe ora di uscire dai preconcetti e rendere onore ai dati di fatto, come si fa a negare che la valle di Susa sia fortemente infrastrutturata e che ancora si voglia continuare su questa strada senza preoccuparsi delle conseguenze? E’ ora di smetterla col mantra: “NO TAV=No progresso”.

      • Avessi voluto stroncare subito una lettera che esordisce con una domanda ingenua come quella, avrei potuto semplicemente rispondere che Valle d’Aosta e Trentino sono regioni e province autonome con finanziamenti e libertà di azione che noi ci sognamo. Fine dei giochi.

        Io invece sono andato più a fondo mettendo sul piatto se un ambientalista veramenta creda che il Trentino sia un modello da seguire. Evidentemente Richetto di quella realtà sa ben poco e la utilizza solo come premessa e pretesto per parlare del solito tema trito e ritrito che credo abbia già fracassato le palle al 99% dei valligiani. Cita lui Tav e NoTav, non io. Della natura e della salute evidentemente mi preoccupo più io che auspico che la Valsusa non diventi MAI come il Trentino.

  6. Buongiorno Assesorer Richetto.
    Tutto molto bello! Ma il Comune di Bussoleno, nella persona del Sindaco Prof.ssa Bruna Consolini, ha ricevuto in ottobre 2020, come tutte le amministrazioni della valle, una proposta di cambiamento turistico, redatta da Piero Scaglia, Presidente del CAI Badonecchia, e dal sottoscritto, Presidente Guide Alpine Valsusa di Bardonecchia, intitolata: UN TURISMO DIVERSO-PROPOSTE DI VALORIZZAZIONE DEL TERITORIO alla quale non è giunta risposta. La proposta poteva essere condivisa o meno, ma, comunque, rappresentava la ricerca di un dialogo sul turismo. Lettera morta! Oggi leggiamo su Valsusa Oggi le sue lamentazioni e, soprattutto, che mancano gli interlocutori. Eppure noi siamo sul territorio da molto prima del documento (2020) e interloquiamo con alcune amministrazioni della valle e se a Lei interessa un confronto per cercare di superare le problematiche che solleva nell’articolo, siamo presenti e disponibili. Resto in attesa di un suo, gradito, riscontro e porgo i mie più cordiali saluti,
    Albeto Borello

  7. Stia tranquillo Sig. Borello, per il comune di bussoleno non rispondere é assolutamente normale. Mi stupirei del contrario..

  8. Non sono piemontese, vivo a Torino da 9 anni ed amo tantissimo la montagna. Nella mia vita ho frequentato molto il Trentino che trovo stupendo, per il suo panorama e tutto quello che offre ma soprattutto perché appena ci metti piede vieni travolto dalla sua identità.
    Le valli piemontesi, non solo la Val di Susa, non devono ispirarsi al Trentino perché sono completamente diverse! Potenzialmente hanno così tanto da offrire che potrebbero diventare ben più attrattive del Trentino con cui facciamo il confronto. Cime altimissime, formazioni rocciose altrettanto belle, fauna e flora da montagna VERA. Borghi stupendi, una cucina caratteristica e ricca di prodotti tipici e locali.
    Io da turista e frequentatore assiduo onestamente la TAV o l’autostrada non l’ho mai vista come un problema. Forse il tratto tra Susa e Bardonecchia è quello che patisce di più da un punto di vista paesaggistico. Riguardo il traffico non lho mai trovato eccessivo onestamente…
    Quello che trovo che abbia rovinato le valli più che altro penso siano i vari ecomostri costruiti negli anni 70/80, strutture orrende alcune ormai in disuso che davvero rovinano il panorama e che in alcuni paesi rovinano quell’identità sulla quale invece si dovrebbe puntare.
    Un altro problema sono i tanti divieti messi per evitare di prendersi responsabilità, vietare invece che regolamentare…
    Ci vorrebbe più sostegno dalle amministrazioni pubbliche della valle che dovrebbero collaborare, mettere insieme gli sforzi per creare un offerta ampia ricca e ben pubblicizzata…forse…non sono un esperto del settore turistico ma spero che i fondi del PNR possano aiutare a migliorare la situazione.

  9. Basterebbe avere i servizi essenziali, almeno, ma a volte nemmeno quelli, purtroppo scusate il pessimismo, ma è così
    Qui c’è solo lo sci e stop, per il resto l Alta valle e proprio da dimenticare, nemmeno l aria buona c’è piu, code la domenica quandi i signori scendono a valle e smog anche qui
    Certo ci sarebbe stato bisogno di diversificare il lavoro, ambiente un po’ più pulito, e non vedere almeno parliamo di Sestriere, Claviere, Cesana solo mascherine, deiezioni di cani, spazzatura un po’ dappertutto, ma se il turismo è questo meglio lavorare in fabbrica o pascolare il gregge. Qualcuno dirà che è colpa della maleducazione e mancanza di senso civico delle persone, ma ognuno ha la clientela che si merita

    • Pubblichiamo qualche foto della civiltà e pulizia di Bussoleno…poi chiediamoci come mai non siamo paragonabili col Trentino. Ah altra cosa…quando si scrive alle amministrazioni in Trentino…rispondono….

  10. Frequento molto il Trentino e l’Alto Adige. Mi spiace, sono due esempi irraggiungibili per tutta una serie di motivi. Culturali, storici e molto altro. Lasciamo perdere.

  11. Gent.mo SCV.
    Meloni fa rima con soluzioni, per un breve battuta basta e avanza.
    Non credo che siano in tanti a non averlo capito.
    Restando sulla Sua falsariga aggiungerei:
    Pace fa rima con sagace.
    Cervello fa rima con nasello.
    Se trae che Lei non si stato capito da un cervello sagace come un nasello (merluzzetto terrunciello mediterraneo che non ama i mari freddi).
    Resto in attesa della solita adirata replica del ….. cincio.
    P.s.
    Non mi si tacci di razzismo per il bonario “terrunciello” (in ossequio alla rima) attribuito ad un pesce a suo agio nei nostri quieti mari meridionali.

  12. L’assessore probabilmente non si è mai chiesto come mai sulla Via Traforo a Bussoleno non ci sono balconi… Lo ricordo io: sono stati tutti abbattuti dai TIR, uno dopo l’altro, facendoli rovinare sul marciapiede e, spesso, di rimbalzo, dentro alle vetrine dei negozi. I bussolenesi erano esasperati ed hanno pregato perché arrivasse il giorno in cui avrebbero aperto l’autostrada ed eliminato lo scempio del paese!! Ora invece, per magia e convenienza, pare che lo scempio valligiano sia l’autostrada, che INVECE ha risolto il problema una volta per tutte!
    Il fatto che la Valle sia diventata via di transito non è opera di chi ha costruito autostrada o tunnel del Frejus ma va imputato a Napoleone e forse ad Annibale che hanno aperto la via a cui poi è seguito il valico del Moncenisio! Se oggi non ci fosse l’autostrada, con il traffico su gomma centuplicato, avremmo TIR fino …sui tetti delle case!! E se non ci fosse il tunnel del Frejus non potremmo nemmeno aver riconquistato un Moncenisio vivibile!

    • Ciò non toglie che la via Traforo di Bussoleno sia orribile anche senza Tir. Palazzi vecchi e decadenti mai riverniciati, tutti imbruttiti dal tempo e dallo smog. Forse bisognerebbe ripartire da li, dare degli incentivi per rifare quelle orribili facciate e riqualificare la via anche favorendo attività artigianali e commercio, adesso sembra una di quelle vie dei film western: città fantasma… comunque anche Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Sestriere sono orribili non tanto per le mascherine che oggi è obbligatorio utilizzare e per le deiezioni canine, perchè è giusto portare il proprio peloso in ferie ovunque si vada invece di abbandonarlo in autostrada come era in voga poco tempo fa, anche se ovviamente i rifiuti si gettano nei cassonetti, ma in quelle cittadine il vero problema è che c’è stata una corsa al cemento armato, costruendo casermoni orrendi, che andrebbero abbattuti per costruire case più adatte all’ambiente, accettando di fare un turismo un po’ meno di massa, perchè ovviamente un albergo di 3 piani rifinito in legno come in Trentino ospita meno persone di un casermone anonimo da 10 piani… bisogna sacrificare un po’ il numero delle presenze per avere paesi più belli, che rispecchino l’ambiente montano, e più ecologici, solo che mi chiedo dove si potrebbe smaltire tutto quel cemento armato.

      • Scusi tanto Pippi… gli incentivi CI SONO, ha mai sentito parlare del “bonus facciate”? Serve a farsi finanziare il rifacimento della facciata, come si evince dal nome. Il perchè non viene fatto dipende da molti fatti: il chissenefrega dei proprietari o incapacità di attivare il bonus. Mentre nel primo caso c’è poco da fare, nel secondo ritengo che il comune avrebbe dovuto farsi avanti con gli interessati tramite uno sportello per spiegare come fare, se importa l’immagine del paese!

  13. Il problema in realtà è un po’ diverso ed affonda le radici nelle scelte turistiche che si sono fatte: in Trentino (o ancora meglio in Alto Adige) non si è puntato sulla speculazione edilizia selvaggia e sulle seconde case, con tanto di conversione di alberghi in condomini, si è tendenzialmente tenuta alta la qualità edilizia evitando di trapiantare palazzoni di dubbio gusto da periferia degradata in montagna per vendere monolocali in massa e c’è una maggiore cura della cosa pubblica. In alta valle invece si è costruito in massa, tanto che il vero business sembrava più l’edilizia che non l’accoglienza turistica e lo sci e i posti letto non a rotazione restano vuoti la maggior parte del tempo, generando un impatto economico molto inferiore sul territorio, in compenso ci sono relativamente pochi alberghi, anche se le olimpiadi qualcosa in più hanno fatto rinascere. Inoltre anche la gestione taccagna del principale comprensorio sciistico non aiuta per niente. La futura TAV o l’autostrada nel discorso non c’entrano niente, anzi, l’autostrada ha permesso lo sviluppo dell’alta valle grazie ai tempi di viaggio irrisori e alla facile accessibilità da Torino mentre invece è molto più grave che nessuno dei Frecciarossa per Parigi fermi in alta valle, soprattutto tenendo conto del fatto che i TGV non fanno purtroppo servizio interno.

  14. buon giorno a tutti,
    il confronto con TAA proprio non si puo’ fare secondo me e personalmente l’alta Valsusa mi piace molto.
    Quel che non mi piace e’ la gestione della sestrieres spa e la connivenza dei sindaci dei paesi della vialattea.
    Sbarazziamoci di qs gentaglia e, con imprenditori seri e non vampiri assetati di sangue, si potrà godere di splendide vancanze invernali ed estive.
    Non dimentichiamoci che tutti i difetti sopra elencanti negli altri commenti, seppur veri, hanno permesso a molti di acquistare seconde case a prezzi “umani” e di fruire della montagna per molti giorni all’anno (e non solo nelle canoniche feste di Natale o settimane bianche). Andate un po’ a vedere quanto costa una seconda casa in prossimità di una località del DSS….
    Poi ovviamente ognuno rimane sempre del suo parere e spazio per il miglioramento ce n’e’ infinito.

  15. A parte la storia che citata sopra, è differente da quella di questa valle, ed ha una certa importanza…
    Perchè l’Alto Adige e Trentino hanno più Hotel che seconde case. Questo fa da volano da decenni ad un turismo settimanale che satura gli impianti di risalita dalla Domenica al Venerdi praticamente c’è forse un po’ di fermo il sabato giorno per il cambio settimana. Sapete cosa vuol dire una presenza costante dall’8 dicembre a fine stagione di migliaia di turisti nelle località montante, senza contare poi in estate dove si replica ugualmente da giugno a settembre….

    La Valle con l’Autostrada e la Ferrovia sono un punto non vincente ma di più, l’aereoporto ad 1 ora è strategico, e le montagne son ugualmente belle, ma senza turisti…
    L’occasione era il 2006 con le olimpiadi ma non mi pare ci siano tanti nuovi Hotel, anzi viaggiando per Bardonecchia, diversi sono chiusi da anni…purtroppo…
    Questo il motivo principale, poi a mio avviso c’è una cultura all’accoglimento dei turisti ancora da migliorare.
    In ogni caso se non hai Hotel dove poter accogliere i turisti per 7 giorni, non puoi fare economia….quella che serve per vivere , andare avanti e migliorare…Non si puo vivere di turismo con 2 soli gg. alla settimana …..

    Ricordate qualche anno fa , dopo le olimpiadi, ci furono gare di coppa del mondo annullate a Maribor per assenza neve , fu chiaramente un emergenza…, 2 località erano disponibili per accoglierle Sestriere e Bormio…indovinate a chi vennero assegnate ? A Bormio perchè qui non avevano hotel dove accogliere squadre , allenatori ecc…ecc.. …sempre pochi …Hotel disponibili….

    • Altri Hotel? Quello schifo di edifici incompleti e fatiscenti a Pian Gelassa, che fanno tutti finta che non esistano, non sono bastati come lezione? E quei “casermoni” costruiti in mezzo al Frais? Complessi come Campo Smith? Impianti delle Olimpiadi usati 15gg e poi abbandonati? È questa la vostra idea di montagna e rispetto dell’ambiente? Tenetevi i vostri hotel. No, grazie.

  16. Trentino e Val d’Aosta sono zone a statuto speciale e godono di benefici “particolari” e finanziamenti. Il paragone è difficile da sostenere. In futuro il turismo invernale dovrà fare i conti con i cambiamenti climatici e lo sci da pista diverrà poco sostenibile. La valle, bassa o alta che sia, ha potenzialità per un turismo soft per trekking e bici, sia strada e sia mtb o gravel. Stesso discorso per l’adiacente val Cenischia. Occorre tutelare l’ambiente, il panorama, curare i prati ed evitare che si trasformino in boscaglia o runsé. Occorre sconfiggere la piaga degli incendi che tanti danni hanno fatto. L’ambiente curato é l’immagine del luogo. Bei sentieri e belle montagne ce ne sono e meritano un’escursione. Vi sono due particolari attrattive: la possibilità di compiere a piedi, su sentiero, un dislivello di 3000 mt partendo da fondovalle ed arrivando fino alla vetta del Rocciamelone e poi la possibilità di salire in mtb (previa sistemazione della frana del rio dell’inferno) fino alla vetta dello Chaberton, ad oltre 3000 m. Ovviamente si tratta di due attrattive per sportivi di nicchia ma non sono disponibili altrove.

  17. Ma anzichè mettersi sempre di traverso, se i valsusini avessero sfruttato la loro posizione si ritroverebbero con la val Susa davvero come la VdA. Come ? Volete fare il raddoppio ferroviario ? OK, ma come compensazione ospedali e scuole nuovi in tutta la valle. Volete fare l’autostrada fino a Bardonecchia ? Benissimo, i residenti non pagano, anzi, come in VdA, l’IVA al confine resta in disponibilità della valle. Inoltre servizi di mobilità agevolata e rifacimento di tutta la statale e della viabilità dei centri attraversati. Il do ut des. Se invece e no su tutto, il risultato è che siccome i collegamenti con la Francia servono, TAV ed autostrada si fanno lo stesso, compensazioni 0. E non ditemi che in Valle Susa non si poteva passare (guardare la valle della Maurienne, ben più stretta), oppure che in altri territori non si è dovuto cedere aree e spazi a treno ed autostrada. In tutta la pianura Padana si è accettata AV ed autostrada, un enorme muraglione, in cambio di compensazioni a pioggia. La Val Susa ha avuto un’enorme occasione di diventare come la VdA, addirittura chiedendo di diventare regione in cambio della TAV. Nessuna proposta, solo dei NO TAV.

    • Hai centrato il problema Antonio.
      ANZICHÉ METTERSI SEMPRE DI TRAVERSO…
      Se non si fossero messi di traverso, la Valle avrebbe paesi invidiabili… Perfino Bussoleno (pensa un po’) avrebbe potuto avere una nuova vita, invece continua ad essere il comune inguardabile e invivibile che tutti conosciamo.

  18. La montagna non è solo piste da sci alpino, di fondo, percorsi per mountain bike, mega alberghi, villaggi soggiorno, e via dicendo. Dobbiamo distinguere tra coloro che amano lo sport di montagna da altri (come il sottoscritto) che preferisce un mondo più naturale ed incontaminato, per fare escursioni, passeggiate a contatto diretto con la flora e la fauna alpina. Detto questo, non abbiamo bisogno di andare in TAA, abbiamo in Piemonte delle valli bellissime basta andare nelle valli cuneesi (Varaita, Po, ecc.) per non dire delle valli in confine con la Val d’Aosta (Grande, Soana, ecc.). Visitare per credere.

  19. Inviterei tutti a spostare la discussione nell’articolo con le repliche a Richetto dei due GIORGI: Montabone e Giordana. Ed anche a leggerlo.

    • Lei continua a difendere l’indifendibile,basta che sia marchiato no tav.L’intervento del Signor Richetto ha poco o nessun senso se non a propugnare la causa no tav,tanto per cambiare.Ha scagliato una prima pietra e si prenda la responsabilità di ciò che ha detto.Dovrebbe guardare a casa sua come sono combinati,purtroppo “casa sua” è anche la casa di chi non ha votato la giunta di cui fa parte e che devono sottostare alle loro “non” decisioni.I miei conoscenti e colleghi che abitano a Bussoleno non sono molto contenti (per usare un eufemismo) di come è gestita l’Amministrazione dello stesso.

  20. Gent.mo mero…..cincio,
    capirLa è sempre più difficile.
    Lei chi?
    Questa volta spererei di non essere io ma non ne sono cert* (asterisco, quindi sesso incerto come Lei è uso apostrofare ad ogni piè sospinto, forse pensando che l’incertezza sessuale sia qualcosa di negativo).

    • Nessun problema con chi ha una incertezza sessuale,ma Lei è soggetto ad incertezza mentale,come testimoniano i suoi commenti (volutamente?) sconclusionati.

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