LETTERA / VALSUSA, CANTIERI TAV E SALUTE: I DUBBI SUI MONITORAGGI. PRESENZA DI ROCCE DI URANIO?

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LETTERA DI MARIO CAVARGNA (Pro Natura Piemonte)

CHIOMONTE – Pro Natura Piemonte deplora che il comunicato stampa della Regione Piemonte in merito all’incontro del 10 novembre sulla Valutazione di Impatto Sanitario della parte Italiana della tratta transfrontaliera della futura Torino Lione, abbia affermazioni che possono trarre in inganno la stampa e l’opinione pubblica.
Non è vero che non vi sia variazione della salute in Val di Susa in merito ai cantieri della Torino Lione, per il semplice fatto che la realizzazione della linea non è ancora iniziata e non vi è ancora un centimetro di tunnel od un cantiere operativo della linea stessa.
Fortemente dubbio e comunque meritevole di una analisi è il fatto che la realizzazione del tunnel geognostico della Maddalena, abbia determinato una riduzione di tre volte dei valori delle polveri sottili, rispetto alla situazione ante cantiere, considerando le segnalazioni di nubi di polveri e di lunghi periodi in cui non venivano comunicati i dati di monitoraggio.
Pro Natura Piemonte, nel corso dell’intervento in occasione dell’incontro, ha sottolineato che la VIS non è solo un adempimento tecnico od uno strumento di conoscenza attraverso i dati di monitoraggio, ancora, ovviamente, inesistenti, ma un obbligo imprescindibile che deriva dal recepimento di una direttiva europea che impone di valutare prima dell’inizio dei cantieri, quale sarà l’impatto sulla salute delle opere che si intende realizzare.
Tale obbligo non è assolutamente assolto: la procedura ed il tavolo di pilotaggio messo in opera dalla Regione tre anni fa, non hanno assolutamente riscontro con la legislazione europea ed italiana, e pertanto la Torino Lione ad oggi non ha assolto questo obbligo fondamentale e non potrebbe neppure iniziare i lavori, per assenza di questa parte di VIA.
E’ macroscopico che la direttiva europea impone una previsione degli impatti futuri prima che essi avvengano, mentre invece la procedura di monitoraggio ed il tavolo di pilotaggio istituiti dalla Regione registreranno gli inquinamenti avvenuti.
Pro Natura Piemonte ha fortemente criticato le modalità di monitoraggio seguite per il cantiere della Maddalena e la delega ad un funzionario del Ministero della Salute di Roma di ogni valutazione in merito, anziché all’ARPA del Piemonte. Ha anche criticato la tardiva presa in considerazione del problema dei PFAS ed ha chiesto il loro bando dai cantieri della Torino Lione: richiesta condivisa dai comuni della valle di Susa che è stata respinta.
Ha anche criticato che a tre anni dalla constatazione che i tre chilometri finali del tunnel geognostico della Maddalena non consentano l’accesso delle persone, Telt e la Regione, continuino a negare l’esistenza di ogni problema, mentre una qualsiasi ricerca tramite la Intelligenza Artificiale ammette che il problema è dovuto alla presenza di rocce uranifere come quelle della miniera di sondaggio di Venaus, che si trova a pochi chilometri di distanza, sul versante opposto della montagna.

IL COMUNICATO DELLA REGIONE PIEMONTE SUI CANTIERI TAV E LA SALUTE IN VALSUSA

Lo stato di salute della Valle di Susa si conferma in linea con gli andamenti della provincia di Torino e del Piemonte, senza variazioni legate alla presenza dei cantieri della nuova ferrovia Torino-Lione.

È quanto emerge dall’analisi 2025 della Valutazione di impatto sulla Salute, presentata il 10 novembre 2025 a Torino nel corso di un incontro istituzionale al Grattacielo della Regione Piemonte, i cui risultati sono la combinazione di dati sanitari e dati del monitoraggio ambientale, eseguito intorno ai cantieri dell’opera, elaborati dal Dipartimento di Scienze e Sanità pubbliche dell’Università di Torino nell’ambito del tavolo tecnico di pilotaggio della VIS.

La VIS sulla Torino-Lione ha caratteristiche inedite: per la prima volta viene applicata a una grande opera. La VIS, infatti, non è prevista per la costruzione di infrastrutture, ma si utilizza per comprendere se un nuovo progetto che si inserisce sul territorio (come un sito industriale, ecc.) può rappresentare un rischio per la salute. Nel caso della Torino-Lione, la VIS integra la Valutazione di impatto ambientale, già eseguita e approvata dai ministeri, e rafforza il monitoraggio ambientale svolto sui cantieri, a ulteriore garanzia della salute delle persone.

Il lavoro del Tavolo di Pilotaggio

L’analisi è stata elaborata nell’ambito del Tavolo di Pilotaggio, luogo tecnico di garanzia e accompagnamento della VIS, che si riunisce periodicamente ed è coordinato dalla Regione Piemonte con la partecipazione di TELT, Arpa, Asl TO3 e del rappresentante tecnico nominato dai Comuni interessati dai cantieri della Torino-Lione.

L’appuntamento, il terzo dall’avvio del Tavolo, è stato aperto dai saluti dell’assessore alla Logistica e Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino: <<La Valutazione di Impatto sulla Salute non è solo un adempimento tecnico: è uno strumento concreto di conoscenza e di fiducia. Attraverso i dati che vengono raccolti e analizzati, – ha detto Bussalino – abbiamo la possibilità di disporre di un quadro preciso e aggiornato sugli effetti dell’opera, sullo stato dell’ambiente e sulla salute della popolazione. Vogliamo essere certi che i cantieri non comportino impatti negativi per la salute dei cittadini e che le attività vengano condotte in modo controllato, sicuro e rispettoso del territorio. E questi dati lo confermano. La Regione Piemonte continuerà a sostenere con convinzione questo lavoro di monitoraggio e di verifica, proprio perché rappresenta una garanzia di trasparenza nei confronti delle comunità locali. Riteniamo fondamentale che ogni grande opera proceda in equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela ambientale. E la Torino-Lione ne è un esempio: un’infrastruttura strategica non solo per il Piemonte, ma per l’Italia e per l’Europa intera>>.

Collegato da Roma anche il presidente dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione, Calogero Mauceri, che ha segnalato come il metodo della VIS sulla Torino-Lione può essere da apripista per altre grandi opere. Dopo l’introduzione del dirigente regionale del settore Infrastrutture strategiche, arch. Riccardo Lorizzo, il professor Carlo Zocchettiche ha eseguito l’analisi, ha spiegato l’andamento dei dati. <<La valutazione condotta dall’Università di Torino ha interessato due categorie di rischio tossicologico, cancerogeno e non cancerogeno – ha spiegato Zocchetti. Per entrambe, secondo la metodologia VIS, i valori sono ampiamente al di sotto dei valori di accettabilità>>.

L’ing. Manuela Rocca, vicedirettrice generale di TELT, ha invece illustrato i dati del Piano di monitoraggio ambientale che viene svolto su tutti i cantieri dell’opera, da cui non emergono criticità: <<Siamo impegnati, con le imprese al lavoro sui cantieri sia italiani sia francesi, per prevenire situazioni di rischio: i monitoraggi interni ed esterni ai cantieri, supervisionati dal Coordinatore Ambientale, tracciano in tempo reale tutte le variazioni collegate alle lavorazioni e ogni qual volta le centraline segnalano superamenti di soglia, la comunicazione arriva direttamente ad ARPA per le opportune verifiche>>.

Mario Cavargna
La tempesta di polveri dal cantiere Tav del deposito dello smarino a Susa (luglio 2025)

 

 

 

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13 COMMENTI

  1. Mi faccia capire: nessuno sa nulla e nessuno ci può andare ma “l’intelligenza artificiale” dice che è colpa dell’uranio? È questa la base scientifica? Tutto chiaro…

  2. “Una qualsiasi ricerca tramite la Intelligenza Artificiale ammette che il problema è dovuto alla presenza di rocce uranifere”.
    Ma sul serio?
    Usate l’intelligenza artificiale?
    Comincio a capire alcune cose sul “movimento” no tav.

  3. Pro natura Piemonte ha rotto il cazzo, per colpa loro non si puo più fare niente in valle, solo andare a piedi neanche a cavallo. xche gli escrementi inquinano, e questo non va bene e quello non va. Avete rotto il cazzo andate da un’altra parte. Avete rotto

  4. W la tav voluta e progettata non dalla AI, ma da menti umane eccelse , consapevoli di creare una infrastruttura che porterà le mozzarelle a Parigi e le ostriche della Normandia a Napoli, oltre a migliaia di passeggeri e naturalmente lavoro per migliaia e migliaia di persone non solo della valle.

    • Intanto chi la contesta con queste modalità basate come al solitosulla disinformazione e sul procurato allarme evidentemente usa la D.I. .

  5. Cazzate su cazzate di chi pretende di avere ragione senza avere alcun dato a supporto. Le analisi di ARPA sono serie, indipendenti e indiscutibili, a differenza delle chiacchiere al vento di Cavargna che continua a portare avanti come un disco rotto le favolette su Uranio, Amianto e poveri sottili di cui non c’è traccia. Patetico, così come è risibile citare la vicenda PFAS che c’entra come i cavoli a merenda con il Tav. Io sono ambientalista, ma certa gente porta discredito verso tutti quelli che si occupano seriamente di ambiente.

  6. Poi la foto del polverone sollevato dal vento la dice tutta.
    E’ spacciata come “La tempesta di polveri dal cantiere Tav del deposito dello smarino a Susa (luglio 2025)”.
    Peccato che non ci sia un grammo di smarino stoccato in quell’area che semplicemente è un piazzale polveroso come ce ne sono tanti in valle e non solo.
    Se non è disinformazione questa…

  7. Sono profondamente impressionato dai commenti! Aggiungo per chi non crede alla presenza di uranio in valle di Susa, consiglio di vedere le ricerche dell’AGIP mineraria (Rapporto del 25.5.1980) in cui si vede la notevole presenza di Uranio.Esiste una piantina AGIP (della zona Venaus/Exilles) con evidenziata la miniera di Uranio chiusa dopo referendum .Concludo di aver consegnato questa piantina al prof.Prodi ,nel 2006 (Incontro palazzo Chigi presidente Prodi /delegazione Movimento No TAV)

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