LUTTO IN ALTA VAL SUSA: IN CENTINAIA AL FUNERALE DI MARGHERITA BERIA D’ARGENTINA

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di FABIO TANZILLI / Foto JOSÈ BIANCHETTI

SAUZE DI CESANA – “C’è un tempo per agire, c’è un tempo per tacere”. La bara di Margherita è avvolta da un velo bianco e coperta di fiori. È portata a spalle dai colleghi maestri dello Sci Club Sestriere.

Il papà Maurizio, sindaco di Sauze, ha lanciato un messaggio profondo durante la messa: “Voglio esprimere un messaggio positivo, il senso di amicizia, di unione e di comunità in questi giorni ha dimostrato che il finale di tutto non può essere nel dolore. Per amore di Margherita possiamo e dobbiamo orientare le nostre azioni e i pensieri verso l’armonia del Creato”.

Ma oggi è il giorno del dolore, del lutto. “Della valanga di emozioni” come dice don Paolo Molteni. In centinaia oggi stanno partecipando al funerale di Margherita Beria d’Argentina. C’è una fila di auto chilometrica prima di raggiungere Sauze di Cesana: ad ingresso paese gli amici più cari e i famigliari salutano chi è arrivato da ogni parte d’Italia per rendere omaggio al giovane angelo della montagna. Abbracci e lacrime: “Non fare così, lei non sarebbe contenta” dice una signora a una sua amica che non smette di piangere, lungo la strada che porta a San Restituto.

“Fatichiamo a capire il tuo disegno Signore”, legge una mamma nella preghiera dei fedeli. “Margherita cara, l’intero paese è rimasto silente alla notizia della tua scomparsa, Margherita cara, sorella maggiore dei nostri figli. Abbiamo vissuto insieme le tue passioni per lo sport, è il tuo viso radioso e dolce che non riusciamo a toglierci di dosso. Entusiasta e felice con il tuo zaino pieno di sogni e di passione. Torna presto”.

“La morte di un giovane è innaturale – dice con estrema franchezza don Francesco nell’omelia, amico di papà Maurizio e mamma Marella, estremamente commosso – eppure, nel Cristianesimo la morte del Figlio apre le porte alla speranza. Nel Vangelo non è morto il Padre, Dio è morto come Figlio. E attraveso questo Figlio ci ha spalancato la vita. Margherita ha raggiunto davvero la luce, il modo più bello è chiamarla Figlia”.

“Crescendo sei diventata la mia amica speciale, sei sempre stata una forza della natura – ha ricordato la sua amica più cara – la montagna, lo sci, l’arrampicata, le sorelle Beria un trio indistruttibile, mamma Marella che ogni tanto prestavi anche a noi coi tuou aperitivi, papà Maurizio con lui dicevi che era diverso fare sport rispetto ai tuoi amici, Casa Beria…Margherita questo scherzo non ce lo dovevi fare…Cara Marghe, lasci un vuoto enorme…”.

E poi il saluto della Scuola di Sci Sestriere: “È stato bello vederti crescere tra mille difficoltà e obiettivi raggiunti….È stato bello vederti diventare maestra di sci, e poi portare i tuoi bimbi sulle piste. Amavi sentirti libera lassù, avremmo voluto tenerti qui con noi, con i tuoi bimbi. Alcuni andranno forte nelle gare pensando che li sostieni tu….Ti vogliamo bene”.

I ragazzi delle scuole di sci, gli amici degli sci club, i tanti conoscenti e gli amici della famiglia e delle sorelle. I sindaci di Sestriere, Cesana, Claviere e Pragelato con le fasce tricolori, insieme ad altri amministratori della Val Susa e al primo cittadino di Monginevro. Gli alpini che si stringono ai genitori. Nella cornice della chiesa di San Restituto i sacerdoti don Francesco, don Paolo, don Giorgio, don Gaetano hanno concelebrato la messa. Proprio sotto il monte Fraiteve imbiancato di neve, la montagna che Margherita tanto amava, si sta celebrando questo giorno di lutto per tutta l’alta Val Susa.

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