MARA FAVRO: SEQUESTRATI CELLULARE E PC DI LUCA MILIONE, ORA ACCUSATO DI DIFFAMAZIONE

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SUSA – La complessa vicenda giudiziaria legata alla morte di Mara Favro si arricchisce di un nuovo capitolo. A due anni dalla scomparsa della donna (nel marzo 2024) e oltre un anno dopo il ritrovamento dei suoi resti nei boschi di Gravere, la Procura di Torino ha aperto un nuovo fascicolo che vede nuovamente protagonista Luca Milione, l’ex datore di lavoro della cinquantunenne scomparsa da Chiomonte nel marzo 2024.
L’uomo non è più accusato di omicidio, quell’inchiesta è stata archiviata. Stavolta Milione dovrà rispondere di un altro reato: quello di diffamazione aggravata.
Su disposizione del pubblico ministero Davide Pretti, i carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro del computer e del telefono cellulare di Milione. L’indagato, assistito dall’avvocato Luca Calabrò, è stato nuovamente sentito dagli inquirenti per chiarire la sua posizione in merito alla nuova ipotesi di reato: diffamazione aggravata.
Un fatto analogo a quanto avvenuto a Fabrizio Corona alcuni mesi fa.
L’accusa, mossa direttamente dai familiari di Mara Favro, scaturisce dall’attività social di Milione. L’uomo avrebbe utilizzato TikTok per commentare pubblicamente alcuni atti di indagine sulla morte della donna.
Secondo l’accusa, in questi video online, Milione avrebbe diffuso informazioni sensibili e riservate, tra cui riferimenti a chat private e conversazioni personali di Mara Favro con altri soggetti, oltre a dettagli su una presunta relazione sentimentale che la donna avrebbe intrattenuto con un altro uomo.
In merito, Milione sostiene invece di aver voluto rendere note queste informazioni proprio per non spegnere le luci sul caso di Mara Favro. Secondo Milione, infatti, la donna non si sarebbe suicidata – come invece sostenuto dagli inquirenti – ma sarebbe stata uccisa.
Per la Procura di Torino, la divulgazione di questi contenuti sensibili su Mara Favro da parte di Milione non era autorizzata, e avrebbe leso la memoria della vittima, portando l’attenzione su aspetti della sua vita privata estranei alla dinamica del decesso.
Luca Milione ha sempre utilizzato i social per proclamare la propria innocenza, spesso con toni accesi, ma questa “sovraesposizione” mediatica ora gli si è ritorta contro, trasformandosi in una nuova contestazione giudiziaria.

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3 COMMENTI

  1. e non sono finite per un professionista di problemi legali , è una persona da prendere con le pinze
    Il continuo riferimento al controllo dei domiciliari da parte dei Carabinieri , poi è stato smentito quel giorno come alibi ..
    ci sono PM onesti , professionali , credono nella giustizia terrena con sprezzo del pericolo come valorosi Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri , persone che hanno giurato per difendere la Stella della Repubblica Italiana, per garantire ad ogni cittadino onesto la vicinanza dello Stato.

  2. Lasciate ogni speranza o voi che entrate (o nascete) in italia. A meno che non nasciate nelle famiglie protette e agiate

  3. Inizio a credere veramente che il colpevole è a piede libero. Qualcosa non ha funzionato. E si scava nell’acqua.

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