
LETTERA DEL GRUPPO DI MINORANZA DI MEANA DI SUSA
MEANA DI SUSA – No Tav, Sì ai soldi. Il miracolo delle compensazioni. In Consiglio Comunale a Meana di Susa il giorno 23 dicembre 2025, anche i consiglieri comunali che per anni si sono dichiarati contrari al TAV hanno votato per i soldi delle compensazioni. Niente astensione, niente distinguo, nessun imbarazzo.
Quando si è trattato di decidere dove destinare un milione di euro, i NO TAV hanno votato contro la mozione della minoranza, difendendo di fatto l’utilizzo delle risorse legate proprio a quell’opera che hanno sempre contestato.
È un passaggio politico che segna una linea netta tra il prima e il dopo. Per anni, in Valle di Susa, dire NO al TAV significava dire NO anche alle compensazioni. Era una questione di coerenza, rivendicata con forza. Quelle risorse venivano definite inaccettabili, compromissorie, persino moralmente sbagliate. Oggi, invece, prendiamo atto che anche per i NO TAV sono una risorsa importante per il rilancio del paese.
Questo è il contesto in cui va letto il risultato della mozione presentata dal gruppo di minoranza “Insieme per Meana”. Una mozione che non nasceva da una battaglia ideologica, né da un no pregiudiziale alla realizzazione di una centrale idroelettrica, ma da un’analisi dei costi benefici molto attenta.
La Giunta ha spostato il milione di euro di compensazioni TAV, fondi che non sono ancora arrivati al Comune, dai progetti condivisi dalla precedente amministrazione con l’Osservatorio Tecnico, per destinarli integralmente alla realizzazione di una centrale idroelettrica sull’acquedotto, senza interpellare il Consiglio comunale.
È importante sottolineare che le compensazioni destinate al Comune di Meana sono il frutto del lavoro dell’allora sindaco Adele Cotterchio.
In un periodo in cui molti suoi colleghi erano intimoriti dai comportamenti aggressivi dei NO TAV, il sindaco Adele Cotterchio scelse di esporsi apertamente a favore dell’opera, subendo per questo insulti, minacce e atti intimidatori ampiamente documentati, fino all’invio in Comune di una busta con polvere bianca che rese necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine.
Grazie a quella scelta politica e alla sua costante presenza ai tavoli istituzionali, oggi il Comune di Meana di Susa può contare sulle compensazioni TAV che la Giunta ha deciso di dirottare verso la centrale idroelettrica.
La minoranza ha contestato quella decisione per due motivi concreti.
Il primo riguarda la difesa dei progetti cancellati dalla Giunta e considerati vitali per il paese.
Quelle risorse erano state ottenute per finanziare interventi già programmati, tra cui il progetto Mediana, percorso d’arte ed eventi creativi. Un progetto costruito in partenariato con diversi soggetti qualificati tra i quali citiamo il Consorzio Forestale alta Valle Susa , Visit Piemonte, l’Osservatorio Turistico e l’Istituto Tecnico Ferrari.
Un progetto capace di coinvolgere circa 200 studenti e di generare, dal terzo anno in poi, 20.000 presenze turistiche annue, 6 milioni di euro sulla filiera turistica e tra i 45 e 50 nuovi occupati. Un progetto strutturato, con una visione di sviluppo coerente con il territorio.
Il secondo motivo riguarda la centrale idroelettrica. Leggendo attentamente la relazione tecnica disponibile, emergono troppe incognite. La portata dell’acquedotto oggi è largamente inferiore a quella necessaria per rendere sostenibile l’impianto.
I costi complessivi non sono definiti con chiarezza, così come resta aperta la questione della manutenzione futura e di chi se ne farà carico tra il Comune e la Smat. Dubbi legittimi, che rendono quantomeno imprudente concentrare tutte quelle risorse in un’unica opera.
La mozione non è passata, ma il Consiglio ha comunque parlato.
La maggioranza si è spaccata, con il consigliere Maurizio Bello che ha votato a favore della proposta della minoranza. E soprattutto ha parlato il voto dei NO TAV, che hanno scelto di difendere i soldi delle compensazioni.
A dimostrazione che non esiste un rifiuto ideologico della centrale, la minoranza ha depositato subito dopo il Consiglio Comunale un’interrogazione chiedendo al Sindaco un incontro con i tecnici che hanno redatto il progetto, così che tutti i consiglieri possano ascoltare direttamente le risposte ai molti dubbi emersi. Un atto di trasparenza, non di ostruzione.






















NO TAV A PAROLE, SÌ AI SOLDI NEI FATTI
Per anni hanno predicato coerenza, purezza ideologica e rifiuto totale del TAV e delle sue compensazioni. Oggi, quella narrazione si è dissolta davanti a un voto in Consiglio comunale: i NO TAV di Meana di Susa hanno scelto i soldi. Senza esitazioni, senza distinguo, senza il minimo imbarazzo.
Quando si è trattato di difendere un milione di euro proveniente proprio da quell’opera che hanno sempre definito “devastante” e “moralmente inaccettabile”, il fronte NO TAV ha votato compatto contro la mozione della minoranza. Nessuna astensione, nessun passo indietro. Solo un sì silenzioso alle compensazioni.
È un passaggio politico che segna una rottura definitiva con il passato. In Valle di Susa, dire NO al TAV significava dire NO anche ai soldi. Era una bandiera sventolata con orgoglio, spesso accompagnata da toni aggressivi e intimidatori verso chi la pensava diversamente. Oggi quella bandiera viene ripiegata in fretta, perché quando le risorse fanno comodo, l’ideologia diventa improvvisamente flessibile.
Fa ancora più riflettere il fatto che quelle compensazioni esistano grazie al coraggio politico dell’ex sindaco Adele Cotterchio, che non si piegò alle pressioni del movimento NO TAV e pagò quella scelta con insulti, minacce e atti intimidatori gravissimi. Oggi, gli stessi ambienti che allora la osteggiavano difendono con convinzione i frutti di quel lavoro.
Non si tratta di essere favorevoli o contrari a una centrale idroelettrica. La minoranza lo ha chiarito: il problema è il metodo, la cancellazione di progetti strategici condivisi, la concentrazione di tutte le risorse su un’opera piena di incognite tecniche ed economiche, decisa senza un vero confronto consiliare.
Ma su un punto non ci sono più ambiguità: il NO TAV ideologico non esiste più. Esiste un NO TAV a giorni alterni, valido finché non entrano in gioco fondi pubblici utili a sostenere scelte amministrative discutibili.
La coerenza, quando diventa scomoda, viene archiviata. I soldi, invece, no.
NO TAV a parole, sì ai soldi nei fatti.
A Meana di Susa chi per anni ha predicato il rifiuto totale del TAV ha votato compatto per tenersi le compensazioni: un milione di euro proveniente proprio dall’opera definita “inaccettabile”. Nessuna astensione, nessun imbarazzo.
In Valle di Susa dire NO al TAV significava dire NO anche ai soldi. Oggi quella coerenza è sparita: quando le risorse fanno comodo, l’ideologia diventa flessibile. Paradossale, se si pensa che quelle compensazioni esistono grazie alle scelte coraggiose di chi allora fu osteggiato e intimidito.
Il punto non è l’opera in sé, ma il metodo: decisioni senza vero confronto e risorse concentrate su un progetto pieno di incognite.
Una cosa però è chiara: il NO TAV ideologico non esiste più. La coerenza si archivia, i soldi no.
Le compensazioni sono elargite grazie al movimento no tav, se no sarebbero solo briciole per pochi, a parte Susa e Chiomonte dove sono dei venduti e sottobanco Bussoleno, fanno bene a prenderle se sono per la comunità ,e rimangono Notav così fanno saltare il meccanismo della cooptazione che Telt e la Sitaf vogliono attuare, tanti soldi espropriati alle casse degli affaristi e dei devastatori ,le altre sono solo beghe da paese ….
Ricapitolando:se le compensazioni vanno a dei comuni che non hanno fatto del no a tutto la loro bandiera questi ultimi sono dei “venduti” o li prendono “sottobanco” ( qualsiasi cosa voglia dire),se li prende un comune no tav invece va bene?
Complimenti per la coerenza e la maturità.
Ma allora non sono così düri e püri…
Anche per loro vale il detto:
“PECUNIA NON OLET”…
Sarebbe bello che questi amministratori oltre a prendere i soldi per la comunità organizzassero un festival no tav piccolino per il paesello che rappresentano e cosi facendo restituissero il dovuto ai notav che devono ringraziare per il lauto compenso
L’uovo oggi e la gallina domani…
Ma i no tav non erano quelli contro le compensazioni?
Ed allora perché dovrebbero essere ringraziati?
E per quanto riguarda il “festival” basta ed avanza già quello che purtroppo c’è già.
Compensazioni per cosa?