MONCENISIO, STORIA DI BATTAGLIE E FORTIFICAZIONI IN STREAMING

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dall’ASSOCIAZIONE MONTE CHABERTON

Si terrà nella serata di martedì 12 maggio alle ore 21 una diretta streaming in compagnia dell’Associazione Monte Chaberton.

Continua il percorso storico, promosso dall’Associazione Monte Chaberton – 515^ Btr. Gaf”, spostandoci di qualche chilometro rispetto alla vetta che ospitava la famosa batteria, su un tratto di confine storicamente ben più importate: Il valico del Moncenisio, a cavallo tra le valli Cenischia e dell’Arc, limitatamente ad un particolare periodo storico a noi ancora vicino.

A partire dagli anni trenta la sistemazione difensiva del Moncenisio fu completamente rivoluzionata dalle imponenti realizzazioni del “Vallo Alpino del Littorio”, l’estesa linea fortificata che il regime fascista e lo Stato Maggiore del Regio Esercito avevano voluto estendere su tutto l’arco alpino, da Ventimiglia a Fiume.

I progetti, attuati tra il 1933 ed il 1940, portarono alla sviluppo, sul Moncenisio, di  ben tre linee difensive: solamente la prima linea risultò essere quasi ultimata allo scoppio del secondo conflitto mondiale ed alle ostilità con la Francia. La sistemazione difensiva annoverava tra centri di resistenza, batterie in caverna, postazioni e ricoveri truppa, circa una sessantina di opere, distribuite su un fronte molto ampio e frastagliato che, partendo dal Malamot, seguiva la cresta Pattacreuse sino ai Rivers, piegava per raggiungere Forte Varisello ed il lago e risaliva sulla riva opposta, dalla vecchia statale sino al Forte Roncia e alla cresta del Lamet.

In un percorso virtuale Mauro Minola ed Ottavio Zetta, autori del libro “Moncenisio battaglie e fortificazioni” (ed. Val Susa) ci condurranno all’interno delle opere di questa vasta linea di difesa con particolare riferimento alle operazioni del giugno 1940 ed aprile 1945, senza trascurare l’importanza economica e strategica dell’omonimo Ospizio e delle dighe che alimentarono la nascente industria metalmeccanica torinese.

Il Vallo Alpino, posto a baluardo per la difesa dei patri confini, presenta un valore non solo architettonico e storico ma soprattutto un valore umano; quel valore di coloro che hanno lavorato, vissuto, vegliato e combattuto su queste montagne, civili e uomini d’arme che sono morti nell’adempimento del loro dovere gettando le basi della nostra democrazia“. (Pierangelo Schiavon)

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