MORTE DELLA VALSUSINA VICECONTE: L’INCHIESTA CONTINUA, PROROGATE LE INDAGINI

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TERAMO / CHIUSA SAN MICHELE – E’ passato appena un anno dalla morte di Simona Viceconte: il 13 febbraio 2020, la donna 45enne originaria di Chiusa San Michele si è tolta la vita nella palazzina che ospita l’alloggio dove viveva, in provincia di Teramo, con il marito bancario e le loro due figlie. Il tutto era avvenuto un anno dopo il suicidio della sorella Maura, la grande campionessa valsusina che si tolse la vita il 10 febbraio 2019.

E proprio pochi giorni fa, il quotidiano “Il Messaggero” ha reso noto che l’inchiesta della Procura di Teramo sulla morte di Simona non è stata ancora chiusa. Il pubblico ministero ha infatti ottenuto dal giudice una proroga della indagini nei confronti del marito, che rimane ancora indagato per maltrattamenti in famiglia (572 c.p. art. 42 comma 3). In questo lungo anno di indagini, la procura di Teramo ha interrogato gli amici, i famigliari della coppia e anche i colleghi del marito.

“L’aspetto da approfondire riguarderebbe una consulenza sulle figlie della coppia che adesso vivono con il padre al Nord dopo il trasferimento di lui in un’altra sede della banca – scrive “Il Messaggero” –  Ad insospettire subito gli inquirenti sono state le numerose lettere di Simona ritrovate e sequestrate in casa, a Teramo, in cui lei raccontava le sue giornate. In un anno di indagini sono state molte le persone informate sui fatti sentite dagli investigatori, a cominciare dalle amiche, ma anche i colleghi di lui e poi i parenti di entrambi. Nell’ultimo periodo della sua vita Simona viveva in ristrettezze economiche. Era diventata triste e si era rivolta ad un avvocato per la separazione. Ma con nessuno aveva mai parlato di volersi togliere la vita, tanto era l’amore che provava per le sue due figlie”.

 

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