
VALGIOIE – Caso Matilde Lorenzi: nominato il superesperto Osvaldo Chiara. Udienza fissata a settembre. Nuovi importanti sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Matilde Lorenzi, la diciannovenne sciatrice di Valgioie, promessa della Nazionale juniores e del Centro Sportivo Esercito, deceduta il 28 ottobre 2024 all’ospedale di Bolzano, il giorno successivo a una drammatica caduta durante un allenamento in Val Senales.
Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Bolzano, Ivan Perathoner, accogliendo la richiesta del medico legale già incaricato Mario Gulisano, ha nominato un secondo perito: si tratta del professor Osvaldo Chiara, uno dei massimi esperti in traumatismi.
Il nuovo consulente avrà ora 60 giorni di tempo per analizzare approfonditamente la cartella clinica della giovane atleta. Il suo compito sarà quello di mappare con esattezza le lesioni riportate, valutarne gli effetti sul corpo e determinare le effettive possibilità di sopravvivenza della ragazza dopo l’impatto.
I risultati di questa perizia medica saranno centrali nel faccia a faccia giudiziario già calendarizzato: il prossimo 28 settembre si terrà infatti l’udienza in cui verranno ascoltati tutti i consulenti nominati dal giudice, compresi gli specialisti che si sono occupati della complessa ricostruzione cinematica dell’incidente. Il procedimento per omicidio colposo vede attualmente iscritti nel registro degli indagati due soggetti: il responsabile della sicurezza delle piste e degli impianti di risalita del comprensorio Alpin Arena Senales, e l’allenatore che si era occupato della preparazione della pista di slalom gigante “Grawand G1”, il tracciato su cui Matilde stava scendendo prima della caduta. La perizia del professor Chiara servirà a fare chiarezza sul nucleo centrale del contrasto tra Procura e difesa.
In un primo momento, infatti, la Procura di Bolzano aveva liquidato il caso aprendo un fascicolo per “atti non costituenti notizia di reato”, archiviandolo nel giro di 24 ore come una tragica e inevitabile fatalità sportiva legata all’impatto del volto sulla pista ghiacciata. L’indagine è stata però riaperta a seguito della memoria depositata dai legali della famiglia Lorenzi.
I parenti della sciatrice piemontese hanno allegato due distinte consulenze di parte – una medico-legale e una ingegneristica sulle misure di sicurezza che sarebbero state omesse a bordo pista – sostenendo che il decesso non sia stato causato dalla prima scivolata, ma dal successivo e violento impatto contro un cordolo rialzato non protetto.























Ma… Un esperto, è super perché vola ? Un po’ come i “super testimoni”?