
TORINO – Come anticipato a fine dicembre da ValsusaOggi, si è tenuta mercoledì 14 gennaio 2026, al tribunale di Torino, l’udienza sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Mara Favro, la donna di Susa scomparsa nel marzo 2024, i cui resti sono stati ritrovati nei boschi di Gravere a febbraio 2025. La giudice Alessandra Salvadori ha ascoltato le parti, ma si è riservata di decidere nella prossime settimane. Non c’è una data fissata per la comunicazione della sua scelta.
Quindi al momento non si sa se le indagini proseguiranno, o se sarà chiuso definitivamente il caso.
In aula era presente Vincenzo Luca Milione. L’uomo è uno dei due indagati, insieme a Cosimo Esposto, pizzaiolo residente fuori Piemonte e assente all’udienza. Milione, assistito dall’avvocato Luca Calabrò, ha partecipato di persona e ha dichiarato all’uscita dall’aula: “La gente pensa che io sia colpevole perché ho precedenti, ma non è così. Voglio solo il diritto all’oblio. Anche se la mia posizione sarà archiviata, continueranno a considerarmi un orco”.
La Procura di Torino, nell’autunno 2025, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta: l’autopsia sul corpo di Favro ha rilevato traumi compatibili con una caduta, lasciando aperte tre ipotesi: incidente, suicidio o spinta. Per gli inquirenti non ci sono prove sufficienti per sostenere l’eventuale accusa.
Diversa la posizione della famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Roberto Saraniti, che si è opposta alla chiusura del caso: “I tabulati telefonici non tornano. Mara soffriva di bipolarismo, ma non basta a pensare che si sia suicidata”.
Le difese di Milione ed Esposto, invece, chiedono l’archiviazione definitiva: “Milione è totalmente estraneo – afferma Calabrò – la sua vita è stata esaminata minuto per minuto, senza che emergesse nulla di rilevante”. L’avvocata Emma Piccatti, legale di Esposto, aggiunge: “Il mio assistito è sereno. Nulla potrebbe emergere per ipotizzare una sua responsabilità”.
Luca Milione ha aggiunto: “Il 26 gennaio lascio la pizzeria, voglio ripartire. Basta umiliazioni, via a un nuovo progetto”.
A margine dell’udienza, Vincenzo (Luca) Milione ha annunciato che dal 26 gennaio affiderà in gestione la sua pizzeria a un’altra persona. Intende aprire un nuovo locale, forse a Ivrea, con l’obiettivo di offrire lavoro anche a persone in semilibertà o ex detenuti: “Voglio sviluppare il mio progetto e voltare pagina”.
























di riaprire attività commerciale una giudice Donna saprà operare , perché e giusto che tra donne ci si difende , perché non ci si può essere indifferente.
Speravo se ne fosse già andato, invece è ancora qui. Comunque siano andate le cose Chiomonte non ha bisogno.
Mi auguro che una giudice donna sia solidale con Mara… Può benissimo essere che i due indagati siano innocenti, per quanto ne sappiamo… Nessuno ha pensato che potrebbe essere stato un altro soggetto a compiere questo orrore? Trovo assurdo che questa donna sia finita da sola giù per il dirupo… Sapeva la strada per tornare a casa, perché avrebbe dovuto rischiare la vita così, tanto più che se ben ricordo aveva appuntamento il giorno successivo con la sua amata bimba? Spero e ho fiducia che la giudice faccia proseguire le indagini soprattutto sui tabulati telefonici, anche se temo che sia passato troppo tempo dalla morte di Mara al ritrovamento… Sono davvero solidale con i suoi familiari per una perdita così devastante.
Concordo.
Probabilmente si è glissato troppo velocemente sulle sue ulteriori frequentazioni.