MOTOSLITTE IN VALSUSA: IL TAR VIETA L’UTILIZZO DOPO LE 23, RESPINTO IL RICORSO DEI VIP CONTRO COMUNI E VIALATTEA

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di FABIO TANZILLI

CESANA – Niente motoslitte dopo le 23 sulle piste dell’alta Val Susa. Il Tar del Piemonte ha pubblicato la prima sentenza in cui dà ragione a Vialattea, Comuni Olimpici e Regione Piemonte nella causa avviata da alcuni villeggianti vip dei Monti della Luna (Marco Boglione del gruppo BasicNet, che tra i vari marchi ha anche Robe di Kappa, Daniela Ovazza e Fabrizio Giugiaro, figlio del famoso designer.

Marco Boglione ha la casa a Cesana

Boglione, insieme a Giugiaro e all’ex moglie, aveva fatto ricorso ai giudici lo scorso anno per poter utilizzare le motoslitte sulle piste con un orario più ampio, almeno fino all’1 di notte anziché alle 23, per poter rientrare in baita. I tre infatti hanno le case in punta a Colle Bercia, sui Monti della Luna. Si tratta di abitazioni che durante l’inverno sono raggiungibili solo con le motoslitte, visto che non ci sono strade percorribili.

La “battaglia giudiziaria” ha avuto 3 tappe:

1) Marzo 2017: il Tar del Piemonte aveva respinto – ma solo in via cautelare – il primo ricorso, dando ragione ai Comuni.

2) Ottobre 2017: Boglione e gli altri villeggianti non si sono arresi e hanno fatto appello al Consiglio di Stato a Roma, che invece aveva accolto l’istanza dei villeggianti, sospendendo il regolamento dei Comuni e ordinando al Tar del Piemonte di fissare una nuova udienza per affrontare la questione.

3) Gennaio 2018: il Tar del Piemonte ha pubblicato la sentenza in cui respinge in modo ufficiale il ricorso, dando nuovamente ragione ai Comuni.

Adesso i vip di Cesana hanno due opzioni: accettare la sconfitta giudiziaria oppure fare nuovamente ricorso al Consiglio di Stato. Questa seconda opzione però potrebbe essere inutile, perché le autorizzazioni all’uso delle motoslitte scadono a maggio, fra 5 mesi, termine entro cui sicuramente i giudici romani non avranno tempo di esprimersi. “La sentenza potrà essere impugnata al Consiglio di Stato entro sei mesi dalla data in cui è stata emessa – spiega l’avvocato della Vialattea, Alberto Savatteri – occorre tuttavia tenere in considerazione che le autorizzazioni oggetto del ricorso scadranno a maggio del 2018 e quindi al termine della stagione sciistica in corso”.

Comunque, nella sentenza di pochi giorni fa i giudici amministrativi piemontesi hanno ribadito che l’orario stabilito da Comuni e Sestrieres Spa non si può ampliare: rimane quindi dalle 7 alle 8.45 e dalle 17.30 alle ore 23, vietandolo assolutamente nell’orario notturno fino alle 7 del mattino, in quanto in quelle ore lavorano i gatti delle nevi per battere le piste.

Brasso, patron della Vialattea

Non c’è stato “eccesso di potere” secondo il Tar, in quanto i Comuni Olimpici hanno approvato il regolamento seguendo quanto previsto dal Tuel (Testo Unico degli Enti Locali) e secondo i poteri stabiliti dalla Regione Piemonte in apposite delibere di giunta che fanno riferimento a un’apposita legge regionale. Il regolamento sull’uso delle motoslitte avrebbe quindi una “copertura normativa”.

Il Tar ha ribadito che il regolamento dei Comuni non provoca un danno al diritto di accesso alla proprietà e alla libertà di circolazione dei tre villeggianti di Cesana, in quanto è necessario in quel contesto montano attenersi ad un orario compatibile con le esigenze dei gestori degli impianti (la Vialattea), che di notte fanno lavorare i gatti delle nevi. Il tutto per garantire la sicurezza. Il percorso fatto dalle motoslitte dei villeggianti combacia in gran parte con lo stesso tracciato delle piste di sci dei Monti della Luna, pertanto è inevitabile doversi adattare a quanto previsto da Comuni e Sestrieres spa. Il diritto di proprietà dei vip non è stato quindi violato, “ma solo disciplinato nell’ambito dei vari interessi coinvolti, prevedendo fasce orarie in cui il transito sulle piste da sci è consentito, ed altre in cui è vietato”.

Nelle ultime righe della sentenza, i giudici del Tar fanno presente ai tre vip che non possono non essere consapevoli  “di aver acquistato una proprietà a circa 2000 metri di altitudine nel villaggio più alto d’Europa, in una località che durante la stagione invernale è accessibile solo transitando attraverso le piste da sci; non sembra, quindi, sacrificio irragionevole e sproporzionato quello di dover organizzare la propria attività vacanziera nel rispetto delle limitazioni stabilite dall’amministrazione nel bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti e a tutela di superiori interessi pubblici”.

 

 

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10 COMMENTI

  1. Questi “vip” chiedono solo di poter andare a casa loro, mi sembra che in inverno una motoslitta non faccia nessun danno alla natura, ci sono 10 metri di neve!
    Negli ultimi 20 anni si sono sempre accaniti tutti (comuni) contro alle motoslitte senza nessun motivo eppure in Francia organizzano gite notturne con relative cene in rifugio e rientro di notte tardi eppure da loro oltre ad esere una resa non ci son questi problemi!
    Se da noi le piste sono sacre che lascino quelle che in estate sono strade per poter raggiungere almeno le abitazioni e per i soccorsi. Nessuno vi vuole mangiare la neve!!

  2. Il problema e’ che in questi paesi olimpici si parla sempre per cattiveria e gelosia verso il prossimo: questi “vip”dovrebbero vendere tutto e comprare le baite in valle d’Aosta o in Trentino dove verrebbero trattati in altre maniere. Il problema e che i Monti della Luna senza “vip” diventerebbe come il Pian Gelassa! ( ex stazione invernale sopra a Susa che non tutti conoscono: la Cernobil dello sci).

    • Sono 45 anni che frequento la Valle di Susa e la Valle Chisone e ho ormai la consapevolezza che, tranne rari casi, la mentalità dei valligiani sia quella di fastidio e cattiva sopportazione nei confronti dei turisti, anche se bramano i loro soldi.
      Atteggiamento che si concretizza in discorsi come quelli di Bruno e Gabriele Selvaggio e di altri commentatori di questo sito, dove la parola d’ordine è “Dalli contro al turista”.

      Poi si lamentano se i turisti piantano baracca e burattini e se ne vanno dove ricevono ben diversa accoglienza.

      Non avete capito niente in fatto di accoglienza, strategia di marketing, promozione del territorio, etc.
      Questo si poteva accettare dai valligiani negli anni 60 e 70, dove i “vecchi” erano alle prese con gli inizi del fenomeno turistico per cui non ne potevano comprendere i meccanismi, ma dalla generazione attuale questo astio è del tutto inaccettabile. Fatevi un giro in Valle d’Aosta o in Trentino e comprenderete.

  3. Quando commentate, a prescindere da quale sia la Vostra posizione in merito all’argomento,, ricordatevi che ‘sti alti papaveri, come anche quelli un po’ più bassi, e tutti i turisti in genere, sono quelli che portano soldi alla valle (tasse sulla casa, acquisti, ristoranti, servizi vari, skypass, etc.) e che permettono ai valligiani di vivere e non dover abbandonare i propri luoghi per cercare lavoro altrove.

  4. il problema non é tanto la Vialattea spa (in quanto SPA i propri interessi!!) ma i comuni che si prostrano davanti al reuccio Brasso!! in quanto seconde case tutti i proprietari delle case dei Monti della Luna pagano le aliquote massime dell’imu e delle altre tasse e servizi ZERO. Il sottoscritto (sedicente VIP) ho comprato 5 anni fa casa ai Monti (mi é costata meno di un Bilocale a Sestriere, ovvero come un bilocale a Claviere) con un mutuo di 30 anni. Sono impiegato come mia moglie e abbiamo 3 figli minorenni. tutti gli anni pago c.a. 100€ di IMU per una casa di 70mq (tra quelle più piccole). Pongo un piccolo problemino di 5 elementare agli amministratori dell’alta Valle:
    Dati: 180 Sono le baite ai Monti
    1000€ incasso minimo all’anno per IMU per casa (Lascio perdere il discorso TARSU visto che la paghiamo per 12 mesi e per 9 mesi la spazzatura la portiamo a casa perché non c’é il servizio)
    QUANTO INCASSA COME MINIMO IL COMUNE DALLE 180 “VACCHE GRASSE” DA MUNGERE DEI MONTI?
    QUANTO INVESTE SUL TERRITORIO IN SERVIZI PER I “VIP”?
    QUANTO COSTEREBBE FARE UN PAIO DI PONTICELLI IN LEGNO PER PERMETTERE DI ARRIVARE AI MONTI SENZA PASSARE SULLE PISTE (sarebbero necessari 2 attraversamenti dell piste)
    Quello che mi disturba é il pressapochismo dei giornalisti che rasentano la faziosità. Prima di scrivere che “Il percorso fatto dalle motoslitte dei villeggianti combacia in gran parte con lo stesso tracciato delle piste di sci dei Monti della Luna” abbiate almeno la decenza di controllare le informazioni che vi danno in pasto!
    Inoltre prima di SCRIVERE ARTICOLI PIENI DI AFFERMAZIONI SENSAZIONALISTICHE (sembra che ai Monti della Luna esistano solo VIP) prendetevi la briga di vedere che abita ai Monti della Luna e comunque visto e considerato che paghiamo le tasse (VIP e non VIP) abbiamo diritto di poter arrivare a casa nostra.
    IL PROBLEMA RIBADISCO È L’AMMINISTRAZIONE! se spendesse un 10%-15% di quanto incassa per mettere in sicurezza un percorso tutte queste discussioni pretestuose non esisterebbero.
    Ultima domanda: COME MAI A BARDONECCHIA DOVE IL GESTORE DEGLI IMPIANTI È PROPRIETARIO DEI BAR SULLE PISTE QUESTO PROBLEMA NON ESISTE? SARÀ MICA PERCHÈ BRASSO NON POSSIEDE NESSUNO DEI BAR SULLE PISTE DEI MONTI DELLA LUNA?

  5. Emanuele mi tira in ballo e quindi sono costretto ad alcuni distinguo.
    In Francia tollereranno le motoslitte ma hanno da tempo soppresso l’eliski.
    Non sono alto valligiano ma molto assiduo in valle in tutte le stagioni.
    Non sono un turista da luna park ma un amante della montagna.
    Frequento i rifugi ma ci vado a piedi, e non torno mai ubriaco o saturo di colesterolo.
    Scorrazzare con motori puzzolenti per la cattiva combustione in quota non ha nulla a che fare con i “soccorsi” quando occorrono davvero.
    Strategia di marketing e promozione del territorio ed i loro meccanismi si declinano come sfruttamento, inquinamento spoliazione di risorse e pregiudizio alla bellezza e all’ambiente naturale.
    I residenti hanno capito quanto basta, ed il tempo delle conquiste coloniali è passato da tempo, se i loro vecchi hanno un torto è quello di non aver custodito con sufficiente energia la terra dei loro figli.
    Svendere i propri luoghi per continuare ad abitarlo non è il modo migliore per valorizzare un territorio e comunque, dovendone sacrificare una buona quota, mi pare lecito poterlo fare scegliendo con chi e in che modo.
    Criticare in modo astioso il presunto astio altrui e un altro bel modo di porsi, ancora da “vip” piuttosto che da normalissima persona educata e rispettosa.
    Sembrerebbe che questi sedicenti “vip”, anche il poveretto con mutuo trentennale sul groppone, abbiano una spiccata tendenza a guardare il resto del mondo dall’alto in basso, sicuramente non il modo migliore per relazionarsi con gli “indigeni”, e con chiunque altro.
    Cattiveria e gelosia verso “vip” di terza scelta (quelli di prima e seconda li si trova a Gstaad o Meribel non certo nella nostra sfortunata valle, sedotta e abbandonata dal sogno olimpico)? Stiamo farneticando?
    Se non fosse per le casette dei sette nani di Sagnalonga, pure costruite su terreni gravati da usi civici sin dai tempi degli Escartons, i Monti della Luna sarebbero come Pian Gelassa? Stiamo ancora farneticando?
    Provate a contarvi, e a contare i giorni di presenza veri nella vostre casette quasi sempre chiuse, e scoprirete che siete irrisori rispetto a quanti, parlando lingue di tutto il mondo, sulle sue piste ci vengono e ci ritornano davvero, per soggiornare, sciare e avvalersi di un accoglienza sobria e professionale, onesto sostituto di una cordialità falsa e sbracata che purtroppo scarseggia nel dna dei valligiani.
    Un vero peccato perché farebbe tanto “divertimentificio” per la gioia dei profeti del marketing e del “tutto ci è dovuto”.

  6. Per averci passato tanti anni dell’infanzia e dell’adolescienza, in un posto così isolato privo di qualunque “servizio” e proprio per questo a me pareva incantanto, fuori dal mondo e dal tempo, per me Sagnalonga è semplcemente “Sagnalonga”. Non ci sono aggettivi per poter descrivere i sentimenti che mi suscita quel posto. Ma arrivata in età adulta e potendo permettermi di scegliere una casa in Alta Valle, ho dovuto a malincuore rinunciarci a Sagnalonga. Perchè so cosa vuol dire raggiungere quel posto, specialmente in inverno. Del resto sono sempre stati proprio la “scomodità” e l’isolamento a preservare questo villaggio, a mantenerlo unico, e alla fine a renderlo così esclusivo. E quando dico esclusivo, non intendo ad appannaggio solo di VIP, di qualunque categoria essi siano, ma ristretto a quel genere di persone che pur di poter godere di un contesto simile, sono disposti a molte scomodità, disposti a mettere in conto che non sempre la loro casetta, magari isolata e a 2200m di quota, sia raggiungibile. Del resto se tanti anni fa quando venne proposto di asfaltare la strada, non ci fossimo detti contrari, si sarebbe potuta preservare così Sagnalonga o ci sarebbe stato uno sfruttamento, non diverso da tanti altri posti, inclusa la costruzione di certi obrobri? Per una volta mi sento persino di riconoscere agli amministratori di Cesana di aver saputo preservare questo gioiellino e se si deve muovere una critica a Brasso, che non sia perchè vuole battere le piste e ovviamente la circolazione delle motoslitte sarebbe di intralcio oltre che di pericolo, ma casomai perchè le piste, quelle che scendono a Cesana, non le batte quasi mai e sono quasi sempre chiuse e bisogna percorrere una stupida stradina e poi caricarsi su una vecchia seggiovia per tornare a Cesana, quando il Comune ha realizzato una pista che scende fino al parcheggio.

  7. Io sono residente a Cesana e appoggio pienamente il discorso dei proprietari delle case dei Monti della Luna vip o non vip: vedere quella zona quasi all’ abbandono e’ un vero peccato pensare che potrebbe essere il ” salottino” della Via Lattea. Basti pensare alla storica pista della croce ormai in stato di degrado con piante cresciute in mezzoe non piu’ battuta da anni,fosse in Francia ci farebbero la coppa del mondo! Almeno che venga lasciata a chi fa sci d’alpinismo e ciaspole come in altre localita’!
    Per quello che riguardano le motoslitte, moto e fuoristrada in questa valle e’ meglio non parlarne posso constatare che sono straodiate. Ci sono moltissime strade ex militari che se regolamentate porterebbero un buon turismo nel periodo estivo e in bassa stagione quando non si vede nessuno ma purtroppo alcune teste non lo capiscono!
    Solamente 20 anni fa da noi si poteva fare quasi tutto quello che era inerente alla montagna poi sempre di meno chissa’ se i nostri amministratori (o l’amministradore generale)se ne rendono conto?

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