NAUSEA E VOMITO DI 55 BIMBI A SANT’ANTONINO, L’ASL: “IL NOROVIRUS È LA CAUSA PIÙ PROBABILE”

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SANT’ANTONINO DI SUSA – Ci sono novità, seppur ancora non definitive, riguardo il caso della presunta intossicazione avvenuta due settimane fa a Sant’Antonino di Susa, che ha  coinvolto circa 50 bambini della scuola materna (ad oggi sarebbero 55 i casi accertati).

L’Asl To3 ha rilasciato giovedì 5 dicembre questa dichiarazione a ValsusaOggi: “In merito all’episodio di presunta intossicazione alimentare dei bambini della scuola materna di Sant’Antonino di Susa, ad oggi l’ipotesi più probabile rispetto all’agente infettivo che ha causato i sintomi indica il Norovirus, virus a trasmissione inter-umana. Sono tuttavia ancora in corso alcuni approfondimenti analitici ed epidemiologici, per confermare l’ipotesi”.

Non si tratterebbe quindi di intossicazione alimentare, ma di un’infezione, di una gastroenterite acuta di origine non batterica che si è diffusa a scuola (da non confondere con la classica “influenza intestinale”). Non emergono ulteriori dettagli da parte dell’Asl, anche perché le analisi sono tuttora in corso.

Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica gestito dall’Istituto superiore di sanità (www.epicentro.iss.it) fornisce un’ampia spiegazione di che cosa si tratta: “Isolati e scoperti nel 1972, i Norovirus appartengono alla famiglia dei Caliciviridae, virus a singolo filamento di Rna, e rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, costituendo così un serio problema nel campo della sicurezza alimentare. Le infezioni causate da norovirus si manifestano soprattutto in contesti comunitari, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole o, tipicamente, in ambienti confinati, come per esempio le navi da commercio e da crociera. I sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, e cioè nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali”.

Trasmissione del virus

Il portale ufficiale Epicentro spiega anche come viene trasmessa questa infezione: “Il virus è altamente infettivo e bastano 10 particelle virali per dare vita a un’infezione. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate. Nella maggior parte dei casi documentati la trasmissione è avvenuta mediante il consumo di acqua o alimenti contaminati. L’alimento potrebbe essere contaminato alla fonte, da acque infette, sia nel caso di frutti di mare (in particolare ostriche) sia di verdure fresche o di frutti di bosco. In molti casi, la contaminazione è stata attribuita alle cisterne di raccolta dell’acqua o a piscine e fontane. Sono state inoltre descritte diverse epidemie legate al consumo di alimenti contaminati da parte di un alimentarista, produttore o distributore, subito prima del consumo. Le epidemie sono spesso associate al consumo di frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie”.

 

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