NON SI SA ANCORA IL NOME DELLA MIGRANTE TROVATA MORTA VICINO A BRIANÇON

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dal MOVIMENTO NO TAV

Non ha ancora un nome la donna ritrovata ieri nel fiumiciatolo della Durance vicino a Briançon. Ufficialmente si tratta di una persona “non identificata”, ma sembra fare parte di un gruppo che avrebbe attraversato la frontiera qualche giorno fa. La procura non lo ametterà mai, ma sappiamo che è morta cercando di svalicare in Francia.
Queste sono le conseguenze quando si trasformano le nostre montagne in zone di safari per la caccia al migrante. La gente muore continuando a provare a passare; chi vuole andare in Francia continuerà a provare. Se il deserto e il mare non sono ostacoli sufficienti a far desistere le persone, figuriamoci le pattuglie della polizia di frontiera o dei gruppetti di fascisti.

I soldi pubblici non vanno spesi inutilmente per provare a bloccare confini, non vanno spesi per fare morire la gente in montagna. Chi scappa da territori devastati dagli eserciti occidentali in cerca di petrolio, dal cambiamento climatico, o dallo sfruttamento delle multinazionali, è troppo determinato per arretrare di fronte a politiche migratorie ostili. Non è utopico non volere le frontiere chiuse, lo è pensare di poterle rendere ermetiche.

Che non si dica che questa è una delle morti accidentali in montagna che conosciamo ogni inverno. Non è stata la natura a portarsi via un amico, un’amica o un parente su una via di alpinismo o su un ghiacciaio. Qua si tratta di una morte per mano della polizia, per mano dei nostri politici e di quelli d’oltralpe. E chissà quanti altri corpi saremo costretti a scoprire quaando tutta la neve si sarà sciolta.

Non vogliamo polizia, fascisti e militari a traformare le nostre montagne in territori di morte.

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8 COMMENTI

  1. Non vogliamo che le nostre montagne siano popolate da pseudo italiani che si fanno i soldi facendo i “passeur “. Non fatela tanto lunga e vergognatevi !

  2. Ma i notav non si preoccupavano della tav? Fatemi capire, si vogliono eleggere a paladini del mondo? Ci sono delle leggi, condivisibili oppure no, ma se si decide di infrangerle ce ne se assume la responsabilità. Come per la tav, anche per i migranti, fare piazzate in valle non serve a nulla, volete far sentire la vostra voce e cambiare le cose in Italia? Andate a “marciare su Roma”, in settimana però, il fine settimana c’è il campionato o il gran premio.

  3. Io non ho nemmeno mai visto una manifestazione di protesta di questi signori davanti alla sede di qualche multinazionale che loro accusano essere tra le cause delle migrazioni.

    Ma non mi stupisco piu’ di tanto. Questi sono gli stessi imbecilli che nei giorni scorsi hanno accusato gli Alpini di essere dei guerrafondai, come se fossero stati gli Alpini a decidere se e da quale parte si fosse dovuto combattere, dimostrando la loro totale ignoranza della realta’. Credono che sono i corpi dell’esercito a decidere la politica estera degli stati.

    E tanta imbecillia’ li porta a vivere nell’utopia che tutti i popoli possano spostarsi in massa in zone ristrette senza che questo non provochi nelle popolazioni invase una logica e quantomai giustiicata diffidenza, senza che questo possa generare logici e quantomai fondati timori per la gestione e la condivisione delle risorse di ogni tipo.

    Questa e’ la vera utopia.

  4. …chiunque faccia parte di qualsiasi esercito, alpini compresi, viene addestrato a uccidere un non ben identificato nemico, pertanto non vuole la pace, vuole la guerra… riposi in pace questa povera donna che in cerca di un futuro, è stata uccisa dall’ indifferenza

    • Ecco il primo campione di intelligenza.
      Fino a pochi anni fa la leva era obbligatoria, pertanto uno non sceglieva di fare il militare ma ne era obbligato, pertanto, volente o nolente, l’addestramento “a uccidere”, lo doveva ricevere suo malgrado.
      Inoltre, visto che lei mi sembra ben poco informato, durante i periodi di guerra, sappia che vige la precettazione, ossia il richiamo alle armi obbligatorio anche per chi ha assolto l’obbligo di arruolamento.

      Pensa forse che le decine di milioni di soldati di tutte le nazioni che hanno combattuto e sono morti durante i due conflitti mondiali fossero tutti guerrafondai assetati di sangue che volevano la guerra?
      Non pensa che forse il 95% di quei soldati avrebbero preferito restare a casa con mogli, figli, fidanzate e al proprio lavoro invece di affrontare le atrocità del combattimento?.

      E, in tempo di pace, non sa quante mansioni svolgono i soldati a favore delle popolazioni? Parliamo degli interventi in caso di terremoti, calamità naturali, etc.

      Persone come lei, con con questo tipo di ragionamenti così superficiali e male informati, sono uno dei grossi problemi dell’Italia, sempre più minacciata dal nichilismo, dall’ignoranza, dal falso buonismo e da quel dilagante sentimento di voler attaccare e distruggere tutto ciò che tiene unito il nostro Paese.

      • Se tutte le persone la pensassero come me, sarebbero tutte obiettori di coscienza, le guerre non esisterebbero più e in caso di calamità va benissimo la protezione civile, per spalare fango o detriti serve la pala, non il fucile…

        • Inoltre, ha ragione, il 95% delle persone non sarebbero volute andare in guerra, ma governi egoisti hanno chiesto il sangue di una generazione intera… cosa ha imparato da questo l’umanità? direi niente, visto che invece di spendere tempo e risorse per studiare il modo di andare d’accordo e vivere meglio, si spendono mucchi di denaro in armi per lo sterminio di massa… siamo proprio una specie assurda, l’unica che si autocombatte… meno male che il 90% dei Paesi civili riconosce il diritto all’obiezione di coscienza, cioè a non imbracciare un fucile per andare a uccidere persone che manco si conoscono…

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