OSPEDALE DI GIAVENO, 20 POSTI LETTO IN PIÙ: IL PROGETTO DELL’ASL CON I FONDI PNRR

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dalla CITTÀ DI GIAVENO

GIAVENO – In vista dell’arrivo dei fondi europei per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Assessorato alla Sanità ha affidato alle Asl il compito di elaborare un piano da condividere con i territori per il miglior utilizzo dei fondi. In una riunione con i sindaci svoltasi ieri pomeriggio, è stata presentata una prima bozza di quanto l’Asl To3 vorrebbe fare sul territorio. È allo studio per Giaveno l’ipotesi di un Ospedale di Comunità, che significa

1) Struttura sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica.
2) Strutture intermedie tra la rete territoriale e l’ospedale, con massimo quaranta posti letto.
3) Struttura a gestione prevalentemente infermieristica.

Nella pratica, per i giavenesi questo potrebbe significare un aumento dei posti letto (attualmente 20), fino a un massimo di quaranta, alcuni posti per le cure palliative e maggiori ambulatori.

“Auspico davvero che le risorse del PNRR vengano destinate al miglioramento della sanità sul territorio, nel nostro caso con l’investimento di fondi sulla nostra struttura, che purtroppo negli anni ha perso molto per i tagli alla sanità operati da diversi governi. La pandemia ha evidenziato ancor più quanto già dicevamo da tempo, ovvero l’importanza dei piccoli centri, sia dal punto di vista delle strutture sia dal punto di vista del personale. Sono utili per sgravare di accessi impropri i grandi pronto soccorso e per fornire servizi di base. E infatti durante la pandemia i CAVS come il nostro sono stati fondamentali per combattere il Covid-19 – afferma il Sindaco, Carlo Giacone – Non mi stancherò mai di dire che il nostro territorio è montano, è vasto, con tante borgate anche molto lontane dal centro, e che l’Ospedale di Rivoli non è raggiungibile con i mezzi pubblici. La salute è la priorità assoluta per tutta la popolazione: questa pandemia ci ha ricordato quanto sia indispensabile investire risorse e mai ridurre sul sistema sanitario, ne va della nostra vita, e della vita delle persone più fragili e anziane. Il PNRR è un’occasione unica e importante, come un treno da non perdere, sono onorato che il nostro impegno continuo per la salvaguardia dei servizi nel nostro territorio sia stato riconosciuto, e che possano avere riscontro tutte le nostre istanze presentate nel tempo. Il piano di Regione e Asl sembra averne tenuto conto”.

Il primo cittadino ringrazia Regione e Asl To3 per il lavoro che stanno facendo per cercare di utilizzare al meglio le risorse che arriveranno dall’Europa e ha dato la disponibilità ad approfondire l’argomento, ponendo come osservazioni, ad esempio, la possibilità di alcune stanze dedicate al servizio della socio-assistenza del Conisa proprio all’interno della struttura.

Ringrazia anche per il costante aggiornamento e per il coordinamento dell’AslTo3 e della sua direzione con i sindaci del territorio, che possono portare ai tavoli di discussione le istanze che arrivano dalla popolazione e dai medici di medicina generale.

“Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta il personale che opera nel nostro Polo Sanitario, encomiabile per l’impegno e la passione. Possiamo anche dire che un’evoluzione in meglio della nostra struttura potrebbe finalmente essere un “premio” per chi non lo ha abbandonato, per chi è rimasto a lavorare qui, una sorta di riconoscenza” – conclude il primo cittadino giavenese.

 

 

 

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4 COMMENTI

  1. “struttura a gestione prevalentemente infermieristica”….
    Considerato che abbiamo una marea di infermieri….. Peccato che non si trovino !!!
    Pnrr buttato alle ortiche.

  2. Bravo Runner! Concordo!
    Inoltre, sentendo un’ “umile” infermiera, lei dice che
    Può essere una cosa utile ma non va venduto come se riaprisse l’ ospedale , ma una lunga degenza per le post acuzie e qualche letto per malati terminali. In questo caso, però, bisognerebbe fornire servizi come “Hospice” , che garantiscano la presenza giorno e notte di un familiare, eventualmente, se vuole, con un la disponibilità di una poltrona letto, di un televisore, di una linea WiFi ed una cucina in cui si possano cucinare i cibi che desidera il paziente terminale… Inoltre, garantire l’assistenza medica, con il palliatore, l’assistenza psicologica e religiosa, la possibilità di una sala giochi dove i bambini dei pazienti tumorali ricoverati possano stare vicino ai propri genitori o parenti malati . Gli spazi ci sarebbero, ma non so se ci sia l’intelligenza per fare tutto ciò… Purtroppo, la vedo solo come un riempirsi la bocca e dare illusioni alla gente che ha difficoltà a capire la differenza tra: una lunga degenza, un Hospice , vero reparto di medicina, come anche la differenza tra un P. P. I e un vero il D. E.A. Comunque per Giaveno può essere utile un P. P. I. per evitare che codici Bianchi, Verdi e anche Gialli intasino il DEA di Rivoli.
    Ma non si può pensare di certo di ricreare dei piccoli ospedali in paese, come un tempo, in cui necessitavano solo letti, una monaca e un medico (!!!)
    ma di tutta l’attrezzatura diagnostica e personale preparato e specializzato….
    Ci pensiamo, un po’ seriamente????!
    Buona giornata!

  3. Tutte parole parole parole butteranno via una valanga di denaro senza realizzare nulla, oramai l’anziano difficilmente può essere gestito a casa, le medicine sono piene, le strutture sono vuote e lavorano forse 5 ore al giorno, riscaldate 24 ore.
    I nostri ospedali sono scatole vuote, inaugurate e fotografate da politici e direttori generali.
    Ad Avigliana la precedente direzione con sindaci e politici hanno fatto 9 inaugurazioni perché cambiavano una scritta aggiungevano dei letti nuovi, tinteggiavano il CUP, o ascoltavano il.parcheggio…tutta fuffa…saranno scatole vuote anche nei prossimi anni.
    Ma i soldi dell’europa verranno cmq spesi…anzi buttati nel niente e nel nulla…

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