OSPEDALE DI SUSA, DA STAMATTINA I DIPENDENTI ASL IN STATO DI AGITAZIONE

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di MAURIZIO POLETTO (Responsabile Cgil Valsusa)

Stamattina siamo a Susa con i lavoratori dell’ospedale in stato di agitazione.

La situazione all’ASL TO3 è grave a tal punto che CGIL – CISL – UIL dell’ASL TO3 hanno dichiarato lo stato d’agitazione del personale, richiedendo l’intervento del Prefetto.
La Valle di Susa è un territorio montano a rischio di spopolamento ed i Servizi Sanitari sono indispensabili per tutelare le salute della popolazione.
Ma basta slogan e promesse, l’Ospedale deve essere potenziato veramente!

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Nella passata Consiliatura, la Giunta regionale di centro-destra, con Cota e Monferino, aveva presentato un piano di “riordino” della Sanità Regionale che recava come slogan il taglio dei posti letto ospedalieri a vantaggio del potenziamento dei Servizi territoriali: il malato sarebbe stato curato vicino al proprio domicilio!

L’ASL TO3 ha dovuto pagare, ed ha pagato, un conto salato in quanto ha riconvertito o dovrà “riconvertire” strutture come Avigliana, Torre Pellice, Pomaretto, Venaria e Giaveno. Oggi la Giunta Chiamparino va a depotenziare anche Susa, con la chiusura di numerosi posti letto e chissà cosa avverrà nel 2016.
Hanno promesso di attivare 130 posti letto di continuità assistenziale (che non sono Reparti ospedalieri), ma al momento ne sono stati attivati solo 50 (Giaveno e Torre Pellice) con personale di assistenza insufficiente.
Ad Avigliana è stato attivato un Centro di Assistenza Primaria di cui la maggior parte della popolazione del territorio ne ignora l’esistenza, e quei pochi che lo conoscono, non sanno assolutamente che prestazioni può offrire.

Le cure domiciliari devono essere potenziate, ma senza personale e mezzi sarà difficile poterlo realizzare.
I pazienti arrivano a stazionare anche 200 ore nei Pronto Soccorso, magari su una barella nel corridoio, prima di essere ricoverati o tornarsene a casa, ed il personale ormai non sa come far fronte ad una continua situazione emergenziale e non è ancora arrivato il “picco influenzale” stagionale!

Il vero problema è che prima di andare a toccare il sistema sanitario regionale, che non era il primo in Italia, ma sicuramente funzionava, bisognava programmare molto attentamente il dopo, invece si è proceduto alla riduzione o della chiusura dei posti letto senza prevedere cosa sarebbe successo; lo stesso si sta verificando con la riorganizzazione del Servizio118, dove invece di potenziare il servizio, in alcuni casi, è stato tolto l’infermiere dall’ambulanza nel servizio notturno, come è successo a Susa.

Oggi si parla di coinvolgere maggiormente i medici di base, ma non sarebbe stato meglio farlo prima di sconvolgere i servizi sanitari piemontesi? Quanto poi alla dichiarazione dell’Assessore Saitta di portare i medici di base in corsia… cerchiamo di essere seri!

Nell’incontro che CGIL CISL UIL hanno avuto con il Direttore Generale il 22 gennaio, ha dichiarato di aver richiesto alla Regione il mantenimento e potenziamento dell’Ospedale: come?!!!.

In pratica chiuderebbe solo il Punto nascita.
Proprio sul Punto Nascita non si può continuare a speculare sulle spalle degli operatori e della popolazione, ci vuole chiarezza!!!
A Susa serve il personale per far funzionare i Servizi, e le attività da svolgere, in primis le sedute operatorie ed i posti letto di medicina e chirurgia/ortopedia, e poi tutto il resto dei servizi.

Mercoledi 28/01/2015 CGIL – CISL – UIL ASL TO3 si incontreranno con la Direzione Aziendale e l’Assessorato davanti al Prefetto per tentare la conciliazione in seguito alla dichiarazione dello Stato di agitazione.
Chiederemo risposte su Susa e se non ce ne daranno, saremo pronti a prorogare lo Stato di agitazione dei lavoratori.

La popolazione ha diritto ad una sanità pubblica di qualità e gli operatori hanno diritto di poter lavorare in sicurezza assicurando la dovuta assistenza ai pazienti!!!

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