OULX, IL DES AMBROIS RICORDA L’OLOCAUSTO CON I FLASHMOB NELLE CLASSI

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di MARIA LUCIA BERTINI

“Il mio triangolo marrone vi ricorda che sono uno zingaro…”; “Il mio triangolo blu vi urla che sono un emigrato…; “Io indosso la Stella di David gialla perché, come sapete, sono Ebreo…”; “Il nostro rosa, messo bene in vista sul petto, ci bolla come omosessuali…”; “Il mio triangolo rosso dice che sono una deportata politica, per cui nei miei confronti è stato emesso un mandato per motivi di sicurezza…”; “Il mio triangolo viola mi è stato attribuito perché Testimone di Geova…”; “La nostra condizione di senza fissa dimora e di prostitute è sventagliata al mondo e dipinta di nero, qui sul nostro triangolo…”.

Con queste frasi e con i simboli di denigrazione usati dai nazisti nei campi di concentramento, i triangoli appuntati bene in vista, i circa 50 ragazzi del Des Ambrois che quest’anno parteciperanno al Treno della Memoria, martedì 26 gennaio hanno fatto irruzione nelle varie classi dell’istituto per ricordare la Giornata della Memoria dando origine a tanti flash mob simultanei.

Ai loro compagni che stavano seguendo le varie lezioni, inizialmente perplessi per quanto accadeva, hanno letto vari brani tratti da varie testimonianze di deportati e dalla raccolta di poesie “Ad ora incerta” di Primo Levi o fatto ascoltare delle canzoni sul tema della Shoa, appendendo poi i testi alle porte delle aule, quali monito, strumento di lavoro e segno di futura memoria tra il silenzio e le riflessioni generate dall’incursione inaspettata.

“Difficile da ricordare, ma era qui.
Qui bruciavano la gente.
Molta gente è stata bruciata qui.
Si, questo è il luogo.
Nessuno ripartiva mai di qui.

I camion a gas arrivavano là…
C’erano due immensi forni…
E dopo, gettavano i corpi in quei forni,
e le fiamme salivano fino al cielo.

Fino al cielo?

Si.
Era terribile.
Questo non si può raccontare.
Nessuno può immaginare quello che è successo qui.
Impossibile. E nessuno può capirlo.
E anche io, oggi…

Non posso credere di essere qui.
No, questo non posso crederlo.
Qui era sempre così tranquillo.
Nessuno gridava. Ognuno faceva il proprio lavoro.
Era silenzio. Calmo.
Come ora.”

Tratto da “Shoa” di Claude Lanzmann.

Per i ragazzi che a fine febbraio saliranno sul Treno della Memoria, le attività in ricordo di quei tragici eventi sono proseguite il 27 gennaio al PalaRuffini di Torino, dove insieme alle altre centinaia di giovani che nelle prossime settimane partiranno alla volta di Auschwitz hanno preso parte a una giornata di ascolto e di testimonianza. L’impegno è quello di partire con la “valigia della memoria” come studenti e di tornare cittadini attivi e consapevoli.

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