OULX, “NON TRASFERITE IL VICEPARROCO DON HONORÉ”: APPELLO AL CARDINALE ROBERTO REPOLE

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OULX – Sta facendo discutere, in paese, l’imminente trasferimento in Togo del viceparroco di Oulx, don Honoré (Kossi Honoré Dzinego). Il sacerdote, classe ’76, ordinato il 21 novembre 2009, che da anni presta il suo servizio pastorale in alta Valsusa, nelle chiese di Oulx e dei paesi limitrofi. Vari parrocchiani e fedeli della comunità sono contrari al trasferimento voluto dalla Diocesi di Susa. Per questo, una parrocchiana ha inviato a ValsusaOggi una lettera aperta al cardinale Roberto Repole (vescovo di Susa e Torino): un appello accorato affinché riveda la sua scelta, annullando il trasferimento in Africa del sacerdote, molto amato dalla comunità. Siamo disponibili ovviamente a ospitare l’eventuale risposta, se il cardinale Repole vorrà farlo.

LETTERA DI UNA PARROCCHIANA DI OULX AL CARDINALE REPOLE (Vescovo di Susa e Torino)

Sua Eccellenza Reverendissima,
Con la presente desidero esprimere il mio profondo rispetto per il Ministero Pastorale che svolge nella nostra Diocesi. Colgo l’occasione per ringraziare e benedire la Missione che Sua Eccellenza Mons. Alfonso Badini Confalonieri, Vescovo Emerito, ha offerto per lunghi anni, accompagnandoci con la Sua viva presenza nella nostra Parrocchia.

Mi rivolgo a Lei con estrema umiltà, sincerità e fiducia, per sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni raccolte dai fedeli residenti e non residenti (i quali confermano appieno quanto stiamo per esporre), riguardanti la vita spirituale e il messaggio di evangelizzazione delle nostre comunità (Parrocchie di Oulx, Beaulard, Salbertrand, Savoulx, Bardonecchia).

Come membro di queste comunità, sento il dovere di portare alla Sua attenzione alcune questioni vissute in quest’ultimo anno da tutti i miei fratelli e sorelle. Si tratta di situazioni purtroppo spiacevoli, che non aiutano il nostro cammino di fede e conversione, ma credo fermamente di potermi rivolgere a Lei certa di trovare sostegno e discernimento.

Queste parrocchie stanno vivendo una profonda inquietudine e un senso di smarrimento evidente nella vita quotidiana, dovuti soprattutto alla notizia del mancato rinnovo del mandato al nostro stimatissimo Don Honoré, nostro Viceparroco. Mossi dall’amore per le nostre Chiese locali, desideriamo chiederLe, qualora le esigenze diocesane lo permettano, di valutare la possibilità di confermare il suo mandato in via definitiva. La continuità del suo lavoro sarebbe per noi un dono immenso e ci permetterebbe di vivere il nostro percorso di fede in modo ancora più profondo, visto l’amore, la pazienza e la fiducia con cui ci ha accompagnato in questi dieci anni.

Certamente, Eccellenza, Lei si domanderà cosa abbia fatto Don Honoré in tutti questi anni per suscitare una tale mobilitazione. Sappiamo bene che nessun pastore è esente da debolezze, errori umani o momenti di sconforto, in cui possono sfuggire parole dettate dalla difficoltà e non gradite a tutti. Tuttavia, in questi ultimi anni abbiamo toccato con mano un forte senso di abbandono nelle nostre parrocchie (un tempo tanto amate e curate dal caro Don Sandro Federici). Ora più che mai invochiamo il Signore affinché ci doni luce, sapienza e carità, pregando di non vedere separazioni, gelosie o invidie né tra i Suoi confratelli né tra noi fedeli.

Nel nostro cammino quotidiano verso Dio e la salvezza, abbiamo bisogno di condividere ogni momento della vita: le gioie, le prove, i lutti, le malattie e le cadute. Cerchiamo una mano che ci accompagni, e questa mano ci è stata costantemente tesa da Don Honoré.

Il suo ministero pastorale ha lasciato un segno profondo in ogni situazione che gli si è presentata, e non basterebbe questa lettera per elencarle tutte. È stato presente e vicino nella sofferenza dei malati (con pazienza, in ospedale, a casa, o anche solo con una telefonata quotidiana); è stato accanto alle famiglie, a chi attraversava momenti bui e a chiunque si rivolgesse a lui per i sacramenti del matrimonio, del battesimo o per i funerali. Le richieste da parte nostra e di fedeli esterni sono innumerevoli, e la sua presenza è sempre ricercata e voluta.

Ha dimostrato un grande amore per le nostre chiese, desiderando sempre vederle illuminate e curate, perché chi entra nella Casa del Padre deve respirare Luce, salvezza e gioia! Incontrarlo per strada significa ricevere un saluto fraterno, una parola di conforto o un sorriso dedicato a un bambino. Si è sempre ricordato di tutti con un messaggio, un augurio durante l’assemblea domenicale, un applauso incoraggiante ai genitori che accompagnano i figli a Messa…e con innumerevoli altre piccole ma grandi attenzioni.

Tutto questo per sottolineare quanto Don Honoré ha compiuto in mezzo a noi: abbiamo assistito a una significativa crescita spirituale, e la sua capacità di coinvolgere le persone ha reso le nostre parrocchie un punto di riferimento vitale per l’intero territorio. Vogliamo inoltre esprimergli gratitudine per aver pregato incessantemente per le nostre intenzioni e per aver promosso lodevoli iniziative di carità per il Togo, sostenute con gioia dai suoi fedeli e che hanno portato frutti importanti.

Eccellenza, giunti al termine di questa lettera, speriamo vivamente che le nostre parole non vadano disperse e che possa esserci confermato Don Honoré come nostra guida.

La ringraziamo di cuore per l’attenzione che vorrà dedicare alle nostre comunità e per la Sua paterna comprensione. Le chiediamo di benedire le nostre parrocchie e affidiamo il Suo ministero alla protezione della Beata Vergine.

Con filiale devozione,
Una fedele della parrocchia, unita a tutti i fratelli e sorelle che pregano per Lei e per i Suoi confratelli.

 

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30 COMMENTI

  1. Sono una parrocchiana di Oulx, al momento non sono autosufficiente e Don Honorè è venuto tante volte a trovarmi sia in ospedale, sia a casa per portarmi il suo conforto. Sempre con il sorriso, sempre con parole gentili, sempre cercando di tirarmi sù di morale, di darmi speranza.
    Lo conosco da quando è arrivato a Oulx e l’ho sempre apprezzato per quello che ha fatto per il nostro paese e per le sue iniziative per il Togo, a cui ho cercato di dare il mio appoggio, per quanto possibile.
    Apprezzo le sue prediche per la sincerità e la schiettezza con cui affronta le tematiche cristiane e le difficoltà ad essere veri credenti, in un mondo in cui siamo sempre più lontani dalla Chiesa, dai nostri sacerdoti, dai nostri fratelli.
    Don Honorè in questi anni ha fatto un percorso per venirci incontro, per integrarsi nelle nostre comunità, per cercare di comprenderci.
    Purtroppo noi siamo abituati a criticare, a dileggiare, ma non ad accettare la critica sincera che dovrebbe essere vista come insegnamento fraterno. Siamo tutti figli dello stesso Dio, cittadini dello stesso Mondo.
    Spero che Sua Eminenza, il Cardinale Repole ci aiuti a fare in modo che Don Honorè possa continuare ad aiutarci ad essere dei buoni cristiani, qui, con noi, nelle nostre vite.

  2. che Dio ti Benedica…..e …, il Signore dice…,, perdona coloro che non sanno quello che dicono e fanno,,,,, tu non sai cosa vuol dire amare.,,,,, prego per te…., il colore di pelle,,,,, e sempre un tuo fratello…,, non ho parole

  3. Dio ti Benedica…… con questa risposta…. hai detto tutto…… anche Lei…, ha bisogno….. di conoscere il termine….vivere la legge di Dio….se Lei guarda il colore della pelle.,,, mi perdoni….. ha bisogno di chi lo guidi….a seguire il Signore…. questa e la strada opposta.,.. Serena notte

  4. Mario Rossi… e il classico identificativo…… povero di senso di chi ,,, e debole…. e…, il suo cammino….. e su strade curve e con burroni..,, ma.,, io prego per te

  5. Il Cardinale si fosse fatto condizionare da quelli che hanno tra le altre la nostalgia di Ulzio fascista , ne avessimo preti in valle e concedere la meritata pensione agli anziani,
    sembra che Dio conceda loro tanta salute malgrado le primavere , speriamo che Dio
    ci faccia ulteriori agreman concedendoci la pioggia , i vecchi pregavano per averla e ogni Paese aveva il prevosto , forse la miseria ci porterà a pregare perché all’orizzonte nessuna soluzione.

  6. Ormai è finita, non restano che i lefebvriani per chi proprio si ostina e per gli altri un ritorno ai culti pagani originari. Tutto è preferibile all’attuale rottame di Roma

  7. Confermo che Don Honore’ e’ sempre stato disponibile all’ascolto e ha sempre avuto una parola di conforto in.certe situazioni
    Spero tanto resti con noi.

  8. La lettera della parrocchiana di Oulx rappresenta il massimo dell’egoismo e del peggior colonialismo.
    Con quale diritto noi dovremmo privare i fedeli africani dei loro sacerdoti perchè fa comodo tenerli qui fra noi
    Forse perchè noi siamo bianchi ricchi e gli africani invece selvaggi cui possono essere sottratti i loro sacerdoti e privati della assistenza spirituale cui noi abbiamo diritto ?

  9. Non e egoismo ..continuiamo a pregare per Le vocazioni….. non abbiamo più preti che guidano le nostre Comunità….. ringraziamo il Signore che le altre lontane Parrocchie di lontani paesi offrono i loro Sacerdoti,…. per non arrivare a dover chiudere le Chiese,….e…, non aver chi ti guida alla Conversione,,,, all incontrare il messaggio della fede,…. con pazienza.,,, e amore Fraterno,,,,,, l esempio più grande di può notare nella Santa Sede …., quanti Cardinali,,,, che ci sono venuti in aiuto….. non del nostro paese,…., rifletti,… prego per te…

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