PANINO NELLE SCUOLE IN VAL SUSA, L’ASL MANDA LE INDICAZIONI IGIENICO-SANITARIE AI PRESIDI E AI SINDACI

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A CURA DELL’UFFICIO STAMPA ASLTO3

Pur con la piena consapevolezza di non poter e non voler entrare nel merito della sentenza di Tribunale che ha previsto la possibilità, per i genitori degli scolari di far consumare pasti portati da casa rinunciando ai servizi mensa scolastici, la Direzione dell’ASL TO3 ha diramato oggi indicazioni igienico-sanitarie che possano indurre i genitori, nel caso di preparazione dei cibi, a rispettare poche, ma essenziali regole per garantire la necessaria sicurezza ed apporto nutrizionale.

L’informativa è stata predisposta, su richiesta del direttore generale Flavio Boraso, dal servizio di igiene alimenti e nutrizione dell’ASL (SIAN) ed è in corso di recapito a tutte le direzioni didattiche, nonché ai sindaci dei 109 comuni del territorio, con l’obiettivo di una capillare diffusione, soprattutto fra i genitori dei ragazzi.

Infatti, alla base delle preoccupazioni sta il fatto che i servizi di ristorazione collettiva, come le mense scolastiche, sono da anni sottoposte ad una crescente e costante verifica svolta dai Servizi di Igiene dell’ASL, sia sotto l’aspetto igienico-sanitario (con ispezioni, prelievi ed analisi di cibi, verifica delle modalità di preparazione e sulla qualità dei cibi forniti), sia nutrizionale (con la predisposizione di menù bilanciati e campagne di educazione alimentare collegate). Mentre la preparazione in casa dei cibi da portare a scuola è solo ed unicamente soggetta alla responsabilità dei genitori, rientrando nell’ambito delle preparazioni domestiche, sulle quali l’ASL non esercita alcun controllo.

Le indicazioni diramate oggi dalla Direzione dell’ASL TO3 affrontano pertanto tutte le principali preoccupazioni ed i possibili rischi di tali modalità di preparazione domestica, con l’obiettivo di riuscire, per quanto possibile, a salvaguardare la salute degli scolari evitando comportamenti che potrebbero avere ricadute problematiche sulla salubrità dei cibi consumati.

Dal punto di vista igienico, si parla infatti di cibi che, confezionati a casa, restano poi per diverse ore contenuti in cartelle e zainetti, nel caldo delle aule scolastiche, dunque in assenza di una qualche refrigerazione, e che poi vengono consumati in luoghi che devono avere caratteristiche di igiene particolari.

Dunque le indicazioni diramate dall’ASL TO3 riguardano diversi aspetti della questione: dalla scelta a monte di alimenti non deperibili, ovvero in grado di sostare per ore a temperatura ambiente, alle modalità di confezionamento “domestico”, con idonee protezioni, per evitare il rischio di alterazione, con pericolo di proliferazione di batteri (responsabili di malattie gastrointestinali), alle precauzioni da adottare per un trasporto “protetto” negli zaini (utilizzo di borse termiche chiuse con siberini), fino al momento del consumo, in modo che i cibi non vengano a contatto diretto con banchi di scuola o tavoli vari, senza le dovute coperture di protezione.

Altro aspetto, oggetto di attenzione, è la necessità di evitare in modo assoluto la mescolanza e lo scambio di cibi, fra quelli consumati in mensa e quelli portati da casa, per varie ragioni. Fra cui la protezione di bambini portatori di intolleranze o reazioni allergiche (che in mensa sono controllate), sia perché andrebbe a pregiudicare la possibilità di controllo della filiera della ristorazione, e di individuare le cause in caso avvengano tossinfezioni.

 

Le indicazioni dell’ASL TO3 vertono non solo sull’aspetto igienico-sanitario, ma anche su quello nutrizionale, fornendo informazioni ai genitori sul rispetto degli apporti calorici, e sulla corretta alimentazione. Il tutto per favorire la crescita sana dei bambini, evitando squilibri e malnutrizioni che possono provocare carenze di ferro, calcio ecc.

Una delle preoccupazioni dell’Asl, è che i genitori presi da molti impegni di lavoro, non abbiano il tempo di preparare cibi preziosi per la salute (preparati di verdure, frutta ecc.), ma si cada ancora una volta in cibi “rapidi” quali pizzette, facacce, panini ecc. tornando improvvisamente indietro di anni rispetto a tutte le campagne di corretta nutrizione effettuate nel recente passato.

E’ fondamentale che, per la salute ed il corretto sviluppo dei bambini, vengano somministrati pasti che consentano l’equilibrio degli apporti calorici e di nutrienti, come in effetti è previsto nei menù (decisi e controllati con l’ASL) delle mense scolastiche.

Una nutrizione non equilibrata può rappresentare rischi, sia per eccesso di alimentazione (un bambino su 5 nell’ASL TO3 è obeso, tenuto conto che il 70% conserverà tale obesità anche in età adulta, con rischi di ipertensione, ipercolesterolemia, malattie del cuore diabete ed alcuni tumori), sia per difetto, con l’assunzione di nutrienti in modo sbilanciato, che causano carenze di ferro nel 19% degli adolescenti. Con vari sintomi (stanchezza cefalea, irritabilità, ecc.) che si ripercuotono negativamente sul rendimento scolastico dei ragazzi. O come la carenza di calcio, che non garantisce un’adeguata crescita e consolidamento della struttura ossea, predisponendo ad un maggior rischio futuro di osteoporosi e fratture.

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