PEDAGGIO IN MONTAGNA ANCHE AL COLLE DEL SOMMEILLER? IL SINDACO: “CI STIAMO PENSANDO, È UNA BUONA IDEA”

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di CORINNE NOCERA

L’idea del sindaco di Sauze di Cesana, Maurizio Beria di Argentina, da domani diventerà realtà: turisti e visitatori in auto e moto, pagheranno un pedaggio di 3 euro, tra le 9 e le ore 17, per accedere in Valle Argentera.
Altri amministratori locali alpini, stanno prendendo in considerazione questa eventualità, per migliorare e rendere più sicura la viabilità, primo obiettivo di Argentina, che userà i fondi del dazio per affrontare i costi di ripristino e mantenimento della strada che conduce in Valle Argentera.
“L’abbiamo trovata un’iniziativa molto interessante – spiega il sindaco di Bardonecchia, Roberto Borgis – stiamo pensando di attuare un progetto analogo sul Colle del Sommeiller, che è la strada più alta d’Europa, meta ogni giorno di turisti motorizzati provenienti anche dall’estero”.
Il passaggio a pagamento sarebbe dal Rifugio Scarfiotti in su, sfruttando la sbarra già esistente, che potrà diventare un punto di pedaggio.
“Non so se riusciremo ad attuare questo provvedimento entro l’estate – aggiunge Borgis – ma sicuramente lavoreremo per far pagare il passaggio anche a noi, con una tariffa dai 3 ai 5 euro per ogni mezzo motorizzato”.
Bardonecchia in parte già attua questa politica con il vicino comune francese di Nevache, per quanto riguarda i posteggi in Valle Stretta, altro posto di pregio per il turismo dell’Alta Val Susa: “Già da alcuni anni, si può solo posteggiare a pagamento, versando 2 euro” spiega il sindaco.
Altri percorsi sotto osservazione ormai da anni, sono il passaggio del Colle delle Finestre e la strada provinciale dell’Assietta: “Al momento la proposta è sospesa – rivela l’assessore alla Montagna e Turismo della Città Metropolitana (ex Provincia di Torino) Gemma Amprino – nell’ente ci sono due scuole di pensiero, che la vedono in maniera opposta. Da un lato il pedaggio ci aiuterebbe a sostenere le spese legate alla viabilità, che soprattutto in alta quota hanno dei costi di rilievo, ma dall’altro lato si pensa che tale provvedimento possa danneggiare l’indotto turistico. Tanti ristoranti e alberghi vivono in estate grazie all’arrivo di motociclisti, che magari con l’introduzione del pedaggio sceglierebbero di passare altrove”.
Ma oltre a questo, c’è anche il rischio che alla fine il gioco non valga la candela: “Per garantire l’esazione sul percorso, servono almeno due o più postazioni di controllo, e quindi l’impiego di apposito personale. Il tutto avrebbe dei costi, e sarebbe inutile che l’incasso dei pedaggi servisse appena per ripagare le spese. Lo stesso vale se si pensasse di inserire sbarre elettroniche, che hanno un costo”.
L’unica soluzione arriverebbe dal volontariato: “La Città Metropolitana sarebbe disponibile ad individuare associazioni disponibili a svolgere questo servizio, anche di promozione e informazione turistica, contando sul supporto degli enti no profit presenti in Val Susa e nella provincia”.
Contrario al pagamento per il passaggio sulle strade di montagna, è il sindaco di Sestriere, Valter Marin, che ci rivela: “Prima di introdurre dazi, sarebbe opportuno farlo in un’ottica condivisa e attuata in tutte le zone, e non in maniera estemporanea, ragionando come sistema Val Susa o a livello almeno provinciale – afferma – non va bene introdurre il pagamento come iniziativa di un singolo Comune ed estemporanea, perchè se un paese fa pagare e un altro vicino no, rischiamo solo di fare confusione, e deludere le aspettative del turista”.

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2 COMMENTI

  1. Complimenti i signori amministratori si sono rivelati come al solito sensibili ai problemi del proprio portafoglio. La montagna è di tutti e se io decido di voler fare un picnic al fresco nel pieno rispetto della natura, non è giusto che debba pagare un obolo comunale per potervi accedere con l’auto. Secondo loro per non pagare doverei accedere in valle Argentera con un mulo carico di tavolino, sedie, vivande ecc? Chi ha un terreno agricolo o è residente in quella valle paga già adeguate tasse ai rispettivi comuni, dunque quei soldi dove venno a finire?
    Pazeienza, vorrà dire che allungherò di qualche kilometro ed andrò in Francia, dove per il momento l’aria ancora non hanno deciso di tassarla.

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