PIAN DEL FRAIS, APPELLO DI DEDALO: “PROGETTIAMO IL RILANCIO, PRONTI A FARE UN PASSO INDIETRO”

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RICEVIAMO DALLA DEDALO

CHIOMONTE – Egregio Direttore. Facendo seguito agli articoli apparsi sul suo autorevole quotidiano nelle scorse settimane, dopo tre anni di silenzio, per scelta precisa, vista anche la situazione congiunturale del nostro settore, mi permetto di esternare la nostra versione e di spiegare alcune situazioni che stanno logorando il Frais, creando tifoserie opposte come nel calcio, fatti che impoveriscono il territorio.

Come i numerosi appassionati e fruitori dell’area sciabile del Frais sanno, la stazione parte da quota 1.500 metri per arrivare a oltre 2.000. Gli impianti attuali ormai constano in due sciovie, (da sei che erano) entrambe con partenza a quota 1.500, oltre alla seggiovia comunale ferma dal 2018. Per garantire l’apertura della stagione invernale da dicembre a Pasqua, è necessario produrre neve artificiale. Questo per una serie di motivi tecnici che non dipendono solo dalle precipitazioni nevose.

Per garantire quindi al Frais continuità e futuro, nel 2019, giusto prima della pandemia, grazie a UNCEM e Regione Piemonte, la proprietà ha presentato un importante progetto di ampliamento e potenziamento del sistema di innevamento artificiale.

Va ricordato che l’innevamento artificiale al Pian del Frais nacque addirittura nel 1976. Nel 1996, con un importante investimento della proprietà, venne ampliato e vennero installate le migliori tecnologie disponibili. Un’operazione complessa che non vide l’uso di alcun contributo pubblico.

Oggi però, le cosiddette “finestre fredde”, sempre minori, richiedono chiaramente un impianto in grado di sparare neve in pochi giorni. L’investimento prevede anche l’ampliamento del bacino idrico per un valore di circa 500.000 euro, co-finanziato dalla Regione Piemonte mediante la legge 02/09.

Contrariamente al credo comune, in montagna non c’è molta acqua e al Frais l’unica acqua disponibile si riversa al fondo del pianoro delle piste.

Nel più totale rispetto per l’ambiente e tutelando le risorse idriche avviene quindi ciò: l’acqua viene raccolta nel bacino per poi poterla utilizzare durante l’inverno, nello stesso tempo è restituita al suo corso naturale per tutto l’anno.

Si tratta di un progetto di investimento impegnativo, ma strategico per il presente e il futuro del Frais. Un qualcosa che prescinde chi sarà il proprietario in futuro. L’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Roberto Garbati, si è opposto fermamente a tale progetto.

Questo è successo mediante atti esecutivi del Comune, ma anche attraverso una accanita campagna denigratoria, non solo mediatica, che tra l’altro gli è valsa una querela. Tra le motivazioni esternate dal primo cittadino, troviamo, oltre alle solite diffamazioni verso la società proprietaria, il fatto che l’acqua debba andare in discesa.

Principio banale e veritiero se devi fare abbeverare un bovino, ma falso per l’impiego ad innevamento artificiale dove l’acqua devi pomparla sempre per avere portata e pressione nello stesso tempo (fare un bacino in quota, dove non c’è acqua, sarebbe costato dieci volte tanto).

Consci che, con ampliamento del bacino avremmo ridotto una parte di arrivo delle piste, ancorché poco utilizzata da sciatori, il nostro progetto prevedeva di recuperare tale area. L’idea è di ricollocare la terra dello scavo su un terreno comunale a latere del pianoro.

Un’area che, a oggi, è una scarpata scoscesa abbandonata, dal Comune stesso deliberato che in inverno risulta avere caratteristiche di forte pericolosità. La nuova area che avremmo voluto costruire avrebbe avuto caratteristiche uniforme adatte ad ospitare una pista per principianti da un lato e bob/slitte/snow tubing dall’altro, innevata artificialmente.

Avrebbe valorizzato l’intero pianoro del Frais, ma soprattutto sarebbe andata a creare una maggiore sicurezza all’arrivo delle piste principali (baby e n 1) attraverso nuovi spazi vitali per i più piccoli e per gli sciatori esperti. Il tutto, ovviamente, con conseguenti ricadute non solo di natura economica per l’indotto.

A tale domanda, inviata secondo le vigenti normative e seguendo i protocolli di legge, l’amministrazione Garbati non ha mai risposto. Per contro la Regione e tutti gli assessorati interessati, già nel 2020, correttamente, rilasciarono le necessarie autorizzazioni.

Tale atteggiamento di ostruzionismo, per altro in violazione alle normative per cui la pubblica amministrazione sia obbligata a rispondere, e soprattutto a motivare le proprie decisioni “La motivazione del provvedimento amministrativo deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria, ha fatto perdere alla società un anno, per poi dover ripresentare un nuovo progetto con conseguenti maggior costi.

Un’occasione unica di creare un nuovo spazio per principianti a costo zero, in sinergia con un progetto di sviluppo che ha come scopo principale la valorizzazione di un territorio in totale abbandono da parte dell’ente pubblico. A oggi è un’occasione persa per l’intera zona, e a rimetterci è il territorio e nessun altro.

L’accanimento immotivato verso l’unico tutore ed investitore del Frais continua con altre numerose azioni mirate quali ad esempio quella di chiedere la revoca delle concessioni idriche che permettono alla società di poter utilizzare l’acqua per la produzione di neve artificiale, oppure di denunciare, in modo del tutto soggettivo, situazioni di pericolosità con il fine di revocare le concessioni e fare chiudere definitamente gli impianti del privato.

Al contrario, l’elenco delle dimenticanze dell’amministrazione riguardo all’esistenza del Frais è lungo, basta chiedere ai proprietari delle seconde case che pagano IMU con aliquote pari a Cortina d’Ampezzo, che cosa abbiano come contropartita e servizi.

Partiamo dalla raccolta dell’immondizia nel pianoro fatta dalla scrivente per trent’anni, per arrivare ai bagni pubblici inesistenti per quarant’anni poi realizzati, ma durante l’amministrazione Garbati tenuti chiusi forse di proposito per screditare il gestore? (Nel 2022 un proprietario di seconde case raccolse firme chiedendo chiarimenti al Sindaco, ma a parte le solite non spiegazioni i bagni sono rimasti chiusi).

Non va dimenticato il progetto di utilizzo dei quattro milioni di euro del tesoretto olimpico e dei 14 milioni dei fondi di compensazione del cantiere Tav. Qualcuno ha letto con attenzione? Non c’è un euro investito sul Frais per valorizzarlo.

Un progetto serio e concreto di rilancio del territorio passa attraverso la creazione di valore aggiunto per 365 giorni l’anno.

Questo può avvenire mediante lo sviluppo di impianti di risalita moderni ed efficaci in sinergia con quelli attuali in modo da poter sfruttare totalmente le potenzialità della zona. Un qualcosa per tutti e non per meri giochi di concorrenza o campagna elettorale.

La realizzazione di un parco avventura da sfruttare durante il periodo estivo, insieme a servizi come il bike park e le seggiovie funzionanti in modo continuo, il laghetto sfruttato ad uso balneare, ed il pianoro attrezzato e arredato nel miglior dei modi, oltre a dei parcheggi adeguati. Solo pensando a progetti che sfruttino a pieno le stagioni si può pensare di ripagare gli investimenti.

A tal proposito, il proprietario e unico gestore ha proposto al comune di donare la struttura polivalente che possiede sul pianoro, affinché venisse realizzato un HUB di servizi e ricezione dei turisti e sciatori, da integrare nel pianoro.

Il progetto prevedeva di ospitare al suo interno: un ufficio turistico di accoglienza, la scuola di sci, il noleggio sci e bici, la biglietteria, le toilette (finalmente) e un grande locale dedicato alla ricezione e ristorazione. In estate sarebbe stato sede di locali docce, spogliatoio accoglienza ai bagnanti, ecc..

L’investimento sarebbe stato coperto dall’affitto, quindi un progetto win win per il comune, che non solo non ha neppure risposto alla proposta, ma in cambio ha firmato un’ordinanza per smantellare le due casette di legno ereditate dal precedente gestore.

Zona dove era stato collocato il servizio di soccorso piste gestito dalla Croce Rossa. Mediante delibera di novembre 2021 il Comune decise infatti che le strutture in legno prefabbricato, di proprietà del vecchio gestore, in cui erano alloggiati soccorso piste e affitta sci, seppur di valore superiore al credito non riscosso, andavano rimosse.

Il gestore chiese di non demolirle e di poterle prendere in affitto garantendo il canone con idonea fidejussione (stesse identiche condizioni del precedente gestore), ma il Comune rispose che aveva deciso per la demolizione e dunque non si poteva procedere all’affitto.

Poi, curiosamente, dopo aver intimato la liberazione dei locali ed averne preso possesso, con una successiva delibera ha deciso di tenerli per sé.

Il problema rimane e per la stagione 2022-2023 non sapremo più dove allestire il Pronto Soccorso.

Le seggiovie comunali, ampio argomento di discussione negli ultimi mesi, sono costate più di quattro milioni di fondi pubblici, oltre a 2/300.000 euro di manutenzioni negli ultimi anni, sono ferme da quattro anni, mentre gli impianti del privato continuano ad aprire, a erogare servizi, a ospitare sulle nevi del Frais fior fiore di atleti di Coppa del Mondo, a dare lustro al territorio.

Gli utenti, gli interessati, la minoranza hanno protestato e detto la loro, ma il primo cittadino ha prontamente reagito sconfessando tutti e dando la colpa ad un terzo, privato cittadino, per aver fatto una segnalazione relativa alla carenza di requisiti e sicurezza sulla gestione dell’impianto pubblico dato in gestione a dei volontari.

Il vero motivo per cui le seggiovie comunali sono ferme dal 2018 (e non da vent’anni come scrive qualcuno), non sono i costi di gestione che, come ricordato dall’ex Sindaco Renzo Pinard, erano ben noti fin dall’inizio del progetto ed a cui un’amministrazione efficiente sa certamente trovare le coperture.

La mancata apertura sta nel fatto che l’amministrazione Garbati non vuole fare la gara d’appalto per la gestione degli impianti pubblici (il Comune non può fare la gestione diretta, come da legge dgls 175/2016) per evitare il rischio che la gara potesse essere assegnata alla scrivente, che quale unico gestore della stazione, sarebbe stato, probabilmente, l’unico partecipante con i requisiti necessari.

Ma gli sciatori ed i proprietari di case non devono demoralizzarsi, perché il signor Sindaco ha un progetto da oltre circa quattro milioni di euro per prendere la stessa seggiovia vecchia di vent’anni, costata già due milioni di euro e per la modica cifra di oltre un milione e mezzo di euro spostarla.

Sarà dimezzata la portata oraria e verrà rimontata su un tracciato complementare a quello della sciovia Pian-Mesdi, a servizio delle stesse piste, facendo di fatto concorrenza al gestore unico.

E pensare che il dgls 175/2016 e la Lr 02/09 smi, risultano abbastanza chiare in merito, oltre al fatto che per praticare lo sci non basti arrivare in cima, ma si debba inevitabilmente scivolare verso valle grazie alle piste costruite, gestite, manutenute dall’attuare gestore.

Serve poi la segnaletica, la messa in sicurezza, l’innevamento artificiale, la battitura con la battipista, il primo soccorso, i biglietti, ecc.. ma questi sono dettagli per il Comune di Chiomonte, l’importante e continuare la guerra.

L’ultimo esempio del come l’interposizione di questioni personali al proprio ruolo, possa essere deleterio per la comunità, riguarda un fatto che mi tocca da molto vicino. La richiesta di contributo regionale per motoscale per portatori di handicap viene gestita dalla Regione, ma erogata dal Comune di residenza.

La Regione ha confermato la regolarità della pratica e la possibilità di pagamento da parte del Comune, ma il contributo per mio padre persona di 84 anni, invalido al 100% è fermo, a quanto riferisce il funzionario comunale, sulla scrivania del signor Sindaco.

Concludo con un appello: in questo momento storico unico, ci sono enormi opportunità grazie al pubblicizzato P.N.R.R. e altri fondi Europei, oltre al grande impegno da parte dell’Amministrazione Regionale per lo sviluppo del turismo ed il Pian del Frais merita un futuro adeguato.

Noi in tre generazioni di sacrifici l’abbiamo tenuto in vita, si mettano da parte le questioni personali e si avvii un progetto integrato, dal carattere ambizioso rivolto al futuro e quindi ai giovani, di valorizzazione e sviluppo locale. Un progetto che si ponga come obbiettivo quello della realizzazione di una nuova offerta turistica di media valle, una cosiddetta “Smart Destination”.

La proprietà è pronta a mettersi a disposizione delle Istituzioni Locali, facendo un passo indietro per amore del territorio, purché ci siano le garanzie di continuità, ed un progetto di investimento serio, sostenibile e duraturo, che crei valore aggiunto al bacino territoriale di valle (Chiomonte – Susa e comuni limitrofi).

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18 COMMENTI

  1. finalmente qualcuno che dice qualcosa di sensato dopo tanti anni di battibecchi inutili. Se realmente il comune ha interesse sul territorio, lo dimostri coi fatti e non alimentando un ulteriore polemica.

  2. “ Un’occasione unica di creare un nuovo spazio per principianti a costo zero”

    Come Pian Gelassa? Gli imprenditori più stanno lontani dalla montagna e meglio è.

    “proprietari delle seconde case che pagano IMU con aliquote pari a Cortina d’Ampezzo”

    L’IMU è proporzionale al valore catastale delle case, non solo all’aliquota. Paragonare case che valgono 1/10 di quelle di Cortina, e che quindi pagano 1/10, è pura demagogia da quattro soldi. Se non vogliono pagare, vendano tutto.

    “Noi in tre generazioni di sacrifici l’abbiamo tenuto in vita”

    E smettiamola con questa retorica da martiri. Se avete tenuto le mani in pasta per tre generazioni, è per interesse, altrimenti avreste fatto altro. Tutto legittimo, ma di gente che dice di fare sacrifici per noi ne abbiamo le tasche piene.

    • Visto che ormai il mondo è pieno di economisti e giuristi, per quali ragioni gli impianti comunali risultano chiusi da anni?

      • Chiedilo a chi li ha autorizzati e costruiti. Roba che sapevano anche loro sarebbe stata sempre in perdita, costruita in un posto che conosciamo a malapena noi valligiani della zona. Hanno scambiato un buco a 1450m di quota con il Sestriere. Da metà valle in giù il Frais non lo conosce nessuno.

  3. Altro caso di inadempienza degli enti pubblici, giunte comunali che ostacolano qualsiasi tentativo di rilanciare la valle.
    Un vero peccato come un posto così incantevole si trovi al centro di controversie immotivate dettate dalla sola invidia e cattiveria.

  4. Da bambina sono cresciuta sulle piste del frais, un posto così bello, un tempo sempre molto nevoso.
    Pensare che adesso viene ostacolato dal comune, che non mette al centro del suo operato il benessere dei cittadini, mi strazia il cuore.
    Per favore fate qualcosa in modo che i fanciulli tornino a giocare sulla neve.

  5. Cari Sig. Giulio e Marco Cerutti.
    Fate chiarezza ai vostri lettori che si confondono:

    La Dedalo non gestisce gli impianti ma bensì produce energia idroelettrica.
    La Frais Srl, controllata di un azienda rumena è colei che sulla carta e all’ufficio delle entrate gestisce il putiferio d’impianti di risalita.
    Il laghetto allargato è stato richiesto dalla Dedalo Srl e non dalla Frais Srl. Entrambe usano acqua pubblica.
    L inchiesta della guardia di finanza “neve al sole” coinvolse proprio la Frais Srl.

    Ma come state a cause vinte/perse con il Comune e i vari privati? Sembrerebbe che attualmente siate un po’ bloccati.

    La lettera appena scritta da l’idea che cerchiate a tutti i costi di continuare ad esser i signorotti del paese, tenendo in vita degli impianti obsoleti.

    Riflettete cari lettori e tifosi della causa Cerutti.

  6. Ma chi gestisce gli impianti al frais? La Dedalo srl o la Frais srl? Chi produce energia idroelettrica?

    La Dedalo ha effettuato gli scavi d’allargamento bacino idrico per facilitare il lavoro della Frais Srl?

    Riflettete tutti e non fatevi abbindolare nuovamente.
    I fratelli Cerutti fan la parte degli agnellini, ma non proprio gli si addice questa parte!!

  7. Cerutti

    La smetta di lagnarsi e dica la verita` su come mai, lei e suo fratello per decenni avete intralciato la rinascita del Frais.

    Il giochino con le vostre aziende non regge piu`!

    Vi conviene starvene in Svizzera e mai tornare in Italia.

    Andatevene via dalla Valsusa!

  8. Complimenti a Valsusaoggi che continua a pubblicare le lettere dei fratelli Cerutti: non dovrebbe esser resa pubblica!

  9. Nemmeno la decenza di stare zitto e restarsene in Svizzera tranquillo!

    Il soccorso lo gestivano autonomamente dei volontari.

    La Dedalo non gestisce gli impianti di sci, oppure e` la Frais Srl? Ci spieghi perché il tutto e` veramente un dedalo di carte.

    Il laghetto allargato lo ha fatto la dedalo per la Frais Srl?

    E per ultimo, valsusaoggi potrebbe evitare di pubblicare i vostri lamenti e gemiti insulsi.

  10. Cerutti fai un piacere a tutti:

    rilancia nel cestino le tue idee, fai baracca e burattini e vattene via.

    Un tuo concittadino Chiomontino che ha lavorato per anni ai merluzzi.

  11. Ma sempre le solite cose da anni e anni, c’è chi dice di volere ” il bene del Frais” frase ormai celeberrima che accompagna da svariate gestioni questo posto, ma che in realtà il bene del Frais non interessa nulla a certe persone, se non per un tornaconto personale, bisogna andare indietro qualche anno, ricordate quando appena dopo le Olimpiadi di Torino 2006 il Frais è stato chiuso per 4 anni senza motivo, da lì mi sono dovuto spostare a Sauze con la famiglia per andare a sciare, e non si può imputare la colpa ne alle istituzioni pubbliche ne alla mancanza di neve, e allora perchè avrebbe chiuso per tutto quel tempo soprattutto postOlimpiadi, dove chi è del settore sà che sono anni di guadagni? Qualcuno si lamenta che la seggiovia di Chiomonte non sia valorizzata, un ‘associazione ci aveva provato nell’ estate 2021 , è stata fatta funzionare con dei volontari ma caso strano a Qualcuno non piaceva questa cosa e prontamente è uscito un’esposto, quindi quest’anno è rimasta chiusa. Poi c’è anche da dire che chi si parla di grandi ed enormi investimenti fatti sul territorio da 3 generazioni, ma io da ragazzino salivo a sciare e gli impianti erano 6 com’è che dagli anni ’90 ad oggi gli skilift sono solo più 2? Come dice Valligiano qualcuno ha tenuto le mani in pasta per tre generazioni e non è stato fatto “per il bene del Frais” ma solo per interessi personali. Qui possiamo andare avanti ore e ore di cose successe al Frais, ma c’è chi la realtà delle cose la conosce bene e chi no, e poi c’è chi mente. Non so se Guido qua sopra, dato il suo commento che “finalmente qualcuno che dice cose sensate… ” sia uno di quelli che le cose non le conosce a fondo oppure…. vabbè! Dispiace essere dovuto andare via da un posto meraviglioso come il Frais ma credo che non avrà pace.

  12. Cari fratelli Cerutti

    Prima di gridare a squarcia gola il vostro presunto malessere nei confronti del Comune, iniziate voi.
    Se chiedete onestà, spiegate a tutti le varie mosse che usaste negli anni e continuate ad usare per i vostri fini.
    Il bacino dell’acqua è alimentato da una sorgente in quota di cui voi non ne siete proprietari.
    La Dedalo non gestisce gli impianti, ma produce energia idroelettrica con una turbina situata nei locali della partenza skilift Pian Mezdi.
    La Frais srl sulla carta è colei che gestisce i due skilift.
    Che poi, sian le solite scatole cinesi pare ovvio.
    Il soccorso sulle piste può benissimo esser rilocalizzato a sue spese presso una sua struttura (biglietteria, lo yoti).
    L’area del laghetto di cui lei parla, non è comunale ma bensì di privati.
    Leggendo il vostro proclamo si deduce che abbiate ancora intenzione di operare al Frais.

    Vi ringraziamo
    Un valligiano incazzato per i vostri capricci.
    Non siete più i signorotti del tempo che fu a Chiomonte!

  13. Forse il Frais avrebbe bisogno di un passo avanti e non indietro, senza trascinarsi appresso cattivi compagni di strada.
    Con slancio garibaldino suggerisco per questo “passo avanti” un incoraggiamento musicale:

    O la bella Gigogin trallerillerilellera
    La vas a spas col su sposin trallerillerillellà
    A quindici anni facevo l’amore
    Dàghela avanti un passo delizia del mio cuore!
    A sedici anni ho preso marito
    Dàghela avanti un passo delizia del mio cuore!
    A diciassette mi sono spartita
    Dàghela avanti un passo delizia del mio cuor
    La ven, la ven, la ven alla finestra
    L’è tütta, l’è tütta, l’è tütta encipriada
    La dis, la dis, la dis che l’è malada
    Per non per non, per non mangiar polenta
    Bisogna, bisogna, bisogna aver pazienza
    Lassàla, lassàla, lassàla maridà
    O la bella Gigogin trallerillerilellera
    La vas a spasso col su sposin trallerillerillellà
    La ven, la ven, la ven alla finestra
    La dis, la dis, la dis che l’è malada
    Bisogna, bisogna, bisogna aver pazienza
    Lassàla, lassàla, lassàla maridà
    O la bella Gigogin trallerillerilellera
    La vas a spas col su sposin trallerillerillellà
    O la bella Gigogin trallerillerilellera
    La vas a spas col su sposin trallerillerillellà
    Fonte: Musixmatch.

    Aggiungo una mia inusuale condivisione con il “n’est pas” de Il Merovingio, ma è probabile che ha tanta pochezza (ossimoro voluto) l’Amministrazione comunale non abbia motivo né voglia di replicare.

  14. come spesso diceva mio nonno abbiamo perso tutti una buona occasione di stare zitti. E’ ovvio, che le società private agiscano per interesse economico e non per beneficienza. E’ altrettanto ovvio che al contrario l’ente pubblico debba agire per l’interesse della comunità e del territorio. Io da quanto ho letto capisco solo una cosa: il litigio, la zuffa tra queste due fazioni impedisce lo sviluppo di un progetto di cui potremmo usufruire tutti. Molti dei commenti , senza offesa, sono privi di valore aggiunto e di logica, siamo seri ma a chi importa se il proprietario e il gestore si chiami dedalo o frais. L’argomento è un altro e sinceramente i molti , troppi commenti a senso unico finiscono per mettere in imbarazzo il comune stesso, sembra quasi tutto organizzato. Il premio in palio non è la vittoria, x me questa battaglia l’hanno persa entrambi e da tempo

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