PIAN DEL FRAIS, PARLA CERUTTI: “C’È ANCORA UNA POSSIBILITÀ PER RIAPRIRE LE PISTE, METTIAMO DA PARTE I RANCORI”

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Marco Cerutti, proprietario degli impianti del Frais

di FABIO TANZILLI

CHIOMONTE – “Ci sono due Frais…quello che vediamo ormai quotidianamente sui social, fatto di insulti, minacce, delle verità di parte, riportate con i classici e fantasiosi ricami conditi da ingiurie, e quello delle persone che il Frais lo amano in silenzio…cercando di fare quanto possibile per non alimentare inutili dicerie, che di certo non contribuiscono a salvare la realtà”. A parlare a ValsusaOggi dopo le polemiche sulla mancata riapertura delle piste di Chiomonte è Marco Cerutti, amministratore della Dedalo srl, società che detiene gli impianti del Frais. Le piste sono chiuse perché sono rimaste senza gestore.  “C’è chi guarda dall’esterno questo gioco al massacro – aggiunge Cerutti – sperando che il Frais possa tornare ad essere quel posto magico, che ti ruba il cuore a prima vista”.

Marco Cerutti, come mai la vicenda Frais è finita così? La colpa è anche vostra?

Ci sono le mezze verità ufficiali, ultima fra tutte il comunicato del Comune di Chiomonte che descrive la storia dell’ultimo anno, da cui pare emergere che il mancato accordo per l’apertura degli impianti sia dipeso dalla mancata sottoscrizione della Dedalo srl. E che pertanto “sarebbe stato impossibile l’assegnazione all’associazione Frais 2010, unica ad aver partecipato alla gara”.

Quindi non è vero quanto afferma il Comune? 

In realtà l’accordo tra la Dedalo srl ed il Comune era di fatto perfezionato dopo uno scambio di Pec e telefonate (le Pec ufficiali, tracciabili, sono state inviate dalla nostra società, mentre da parte del Comune ci sono state solo telefonate…). Il mancato affidamento della gestione del Frais è dipeso dalla non idoneità del vecchio gestore (l’associazione Frais 2000 di Luca Olivero ndr) che non è stato in grado di fornire l’elenco delle figure responsabili di riferimento, come invece richiesto dalla legge”.

Ma non c’erano alternative rispetto al vecchio gestore?

Sì, c’era un gruppo di persone che fin da maggio 2017, quando già la stagione invernale era considerata a rischio, si era messo a disposizione del Comune offrendo una valida alternativa. Ma ad una condizione: sarebbero stati disponibili immediatamente, il giorno dopo la chiamata del Comune, solo nel caso in cui la vecchia gestione non fosse stata in grado di proseguire. Hanno sempre sostenuto di non voler affossare nessuno, ma di voler intervenire solo se gli impianti avessero rischiato la chiusura.

Ormai siamo oltre, visto che il Frais è proprio rimasto chiuso. 

Ma adesso la posta in gioco è troppo grande, il rischio di una nuova chiusura per tutta la stagione invernale potrebbe compromettere tutti gli sforzi fatti sinora con i vari enti (Regione, ecc.) che sono determinati ad intervenire per risolvere finalmente situazione…la vicenda del Frais pare ormai una telenovela al pari di Beautiful e Sentieri. Comunque questo gruppo di persone ha continuato a lavorare per il Frais: chi portando avanti la propria attività, chi investendo nelle strutture, a dimostrazione della seria e concreta volontà di restituire al Frais la dignità che negli ultimi anni è venuta meno.

Come mai questo gruppo alternativo all’associazione Frais 2010 non è stato considerato dal Comune?

Nonostante questa dimostrazione di volontà da parte loro, a luglio il Comune ha voluto affidare direttamente al vecchio gestore (l’associazione Frais 2000) l’apertura degli impianti con una procedura di urgenza, risultata poi non conforme alle disposizioni in materia. Gesto che è stato interpretato dal gruppo alternativo come un “no grazie, non abbiamo bisogno di voi”. La stessa situazione si è ripresentata a novembre e in quest’ultimo atto a dicembre, con i risultati noti alla cronaca. Inoltre c’è un altro aspetto non di poco conto: il Comune, non contento dello spreco di denaro pubblico per la costruzione di due inutili seggiovie, oggi vuole sperperare altri 3,8 milioni di euro per altre opere completamente inutili, che non trovano l’approvazione da parte di nessun professionista serio del settore.

C’è chi vi accusa di essere rimasti a guardare. Essendo proprietari degli impianti, non sareste potuti intervenire?

Alla domanda sul perché non ci siamo presentati all’ultima manifestazione di interesse, la risposta non può che essere quella già data in precedenza. Ma ora si aggiunge una nuova condizione: occorre che tutti, ed intendiamo tutti, diano un colpo di spugna al passato, mettano in cantina i rancori che si portano dietro da generazioni e che insieme si vada in un’unica direzione: il bene del Frais.

La Dedalo quindi da che parte sta?

Ci verrà chiesto di schierarci da una parte o dall’altra, noi non ci stiamo e preferiamo non partecipare a questo “gioco al massacro”. Noi stiamo col Frais, e con tutte le sue enormi possibilità di sviluppo, con i proprietari di case che negli ultimi anni hanno subito in silenzio pagando l’Imu con tariffe elevate, con gli esercenti che fanno fatica ad arrivare a fine mese e con gli imprenditori che arriveranno per offrire sempre più servizi alla comunità.

C’è ancora la possibilità di aprire il Frais da inizio 2018 o rimarrà chiuso tutta la stagione?

Se si vuole aprire il Frais, una possibilità c’è…così come c’è sempre stata dal 1951. Ora vediamo se chi di dovere sarà in grado di sfruttarla.

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1 COMMENTO

  1. Che desolazione. La realtà è che tutto resterà chiuso. L’amministrazione comunale non è stata in grado di risolvere nulla. Intanto l’IMU al Pian del Frais è ai massimi storici, alla pari di Sauze, Bardonecchia, Sestriere: chi ha una casa al Pian del Frais rimpiange di averla comprata. Non un negozio, un giornalaio, un’attivita turistica, uno spiazzo camper (costruito con fondi UE e poi distrutto senza che nessun amministratore sia intervenuto. La parabola emblematica di questa frazione.. L’incapacità di ricreare un polo d’attrazione turistico nonostante i finanziamenti pubblici e i milioni delle compensazioni TAV è incredibile. Buttati via 2.000.000 di euro per una seggiovia Chiomonte Frais chiusa e da smantellare. Litigi, rancori, veti incrociati, incapacità imprenditoriale, sospetti e ripicche. Un bel panorama, non c’e che dire

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