PLANO: “TAV, SENZA LE COMPENSAZIONI SIAMO CORNUTI E MAZZIATI”

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Sandro Plano

di SANDRO PLANO

SUSA – Oscar Margaira in un comunicato espone una versione sulle compensazioni in parte non condivido. Probabilmente dovremo chiarirci tutti su questo tema. Le opere pubbliche dovrebbero servire la collettività e, nel caso del TAV, abbiamo sempre messo in dubbio la sua reale utilità ed evidenziato i danni indotti alla nostra  Valle. Ma viviamo in un sistema democratico, abbiamo tutto il diritto di protestare ed opporci, ma da cittadini e amministratori abbiamo il dovere di adeguarci (sia pur malvolentieri) alle decisioni della maggioranza.
I favorevoli credono in vantaggi occupazionali e rilancio della valle, noi abbiamo il dovere di evidenziare gli aspetti critici: polvere, rumore, deviazioni, espropri e fasce di rispetto.
Il Movimento in questo è sempre stato netto:  No Tav, no compromessi, no compensazioni. Il cittadino può essere così categorico, può anche rifiutare le indennità di esproprio se il tracciato coinvolge i suoi terreni. Chi ha un ruolo pubblico ha responsabilità diverse e per certi versi più difficili. Deve avere ben chiare le differenze tra: espropri, mitigazioni ambientali, compensazioni. L’indennità di esproprio è dovuta in ogni caso, per terreni sia privati che pubblici.
Il privato può rifiutarli e vanno in Cassa Depositi e Prestiti per gli eventuali eredi. Va anche rilevato che chi ha i terreni o le case nelle fasce di rispetto ha danni non compensati e questo è anche un grosso problema. Le mitigazioni ambientali sono interamente a carico del proponente; vengono progettate dalla stazione appaltante e devono tener conto delle osservazioni di Cittadini, Comuni, Unione montana, Provincia, Regione, ASL e Organismi di Controllo. Queste osservazioni vengono esaminate e, se ragionevoli, recepite in sede di Conferenza dei servizi e CIPE che emette le relative prescrizioni. Queste sono tutte a carico del Proponente o dello Stato e riguardano anche l’assetto idrogeologico, la prevenzione del rischio, la tutela della salute per gli aspetti connessi direttamente all’opera e che possono avere ripercussioni sul territorio. Non hanno scadenza. Le compensazioni sono previste dalla legge (2% del valore dell’opera) e devono essere assegnate ai Comuni coinvolti dal tracciato o dalle discariche. Lo dice il termine stesso: dovrebbero “compensare” le popolazioni che subiscono “disagi” derivanti dall’opera.
In questi anni abbiamo sempre evidenziato che queste somme NON devono essere destinate ad assetto idrogeologico, fibra ottica, sanità, rotonde, scuola, iniziative private, perché questi capitoli di spesa rientrano tra quelli che devono essere finanziati da Stato, Regione o Europa, qui come nelle altre valli alpine, indipendentemente dal TAV. Possono essere considerate compensazioni: un centro polivalente, una pista ciclabile, un teatro, qualsiasi opera pubblica, qualsiasi iniziativa decisa dalle Amministrazioni comunali per migliorare la vita della comunità. Alcuni anni fa, per la posa del cavidotto interrato per cavi ad alta tensione, I Comuni di Susa, Bussoleno, Gravere, Chiomonte, Exilles e Salbertrand hanno concordato con TERNA gli importi delle compensazioni, si sono discussi in Consiglio gli accordi e sono stati erogati i finanziamenti.
Per Susa: la biblioteca, la pista ciclabile altri interventi minori. Tutto, tutto, concordato in Conferenza dei servizi, in trasparenza e per pubblica utilità. L’Osservatorio non ha rispettato questa procedura per la definizione degli interventi e dei beneficiari e ha proposto al CIPE interventi non concordati e approvati dai Comuni.
Nel caso di Bussoleno, stiamo assistendo a una discussione che vede lo scontro tra due posizioni che hanno ragione di essere. Il Sindaco, preoccupato dell’incolumità dei suoi cittadini, vuole risolvere in fretta e con ogni mezzo il problema di un pericolo reale; il Movimento esprime la sua contestazione radicale all’opera e alle compensazioni. Esiste anche una terza posizione che comprende l’urgenza degli interventi e l’utilizzo delle compensazioni, ma che sottolinea il fatto che le somme utilizzate non rientrano nelle compensazioni stesse e ne chiede la restituzione quando la Regione avrà risolto i suoi problemi di cassa. Non vedo truffe, fregature o ricatti, ho ancora la fiducia e forse l’ingenuità di pensare che l’Assessore regionale abbia semplicemente scelto la via più comoda e rapida liberando risorse per amministrazioni più affini ideologicamente. Non bello, ma legale e contestabile politicamente. Nella logica del “pochi, maledetti, subito”, il Sindaco o il Commissario, anche se non potranno sistemare tutto il versante, almeno potranno sostenere di aver fatto il possibile, nonostante tutto e tutti.
Alcuni anni fa ho dichiarato all’atto del giuramento come Sindaco “Non potrò essere il sindaco di tutti” nel senso: non potrò essere il Sindaco di chi è favorevole al TAV o di chi chiede favori, ma ho anche specificato che rispetterò i diritti di tutti. Avevo e ho il diritto di essere contrario all’opera, ma avevo nello stesso tempo il dovere di fare anche gli interessi di chi non la pensava come me. E non avevo il diritto di rifiutare fondi destinati al mio Comune.
Stiamo assistendo a un paradosso: chi vuole il TAV ed è convinto che porterà vantaggi vuole le compensazioni, chi subisce i danni le rifiuta. Se lo Stato riuscirà, nonostante la nostra opposizione, a realizzare l’opera, e se noi ci prenderemo i disagi e non le compensazioni, in quel caso mi sorge il sospetto, usando un’espressione dell’articolo di Oscar, di restarci “Cornuti e mazziati”.

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7 COMMENTI

  1. Certo.. Avete fatto leccaculi per avere le compensazioni per un opera inutile… Visto la non necessita riguardante il traffico poiché sono studi fatti decenni orsono.. E inoltre per 4 tir delle balle si puo’ benissimo usare la linea attuale… Visto che tanto in valle è nei tunnel non esiste Alta Velocità…

  2. Bravo Renzo ti sei già giocato la nuova stazione a Susa ( opera faraonica di architetto giapponese) continua così e poi spera di essere rieletto le prossime amministrative

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