PRAGELATO, SARANNO DEMOLITI I DUE MAXI TRAMPOLINI OLIMPICI / ECCO IL PROGETTO DI RILANCIO

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DALL’UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI PRAGELATO

PRAGELATO – Sono passati dieci anni, anzi undici, dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, un evento che ha rivoluzionato le nostre  montagne portandole verso una dimensione turistica internazionale grazie all’ineguagliabile vetrina promozionale legata all’evento a cinque cerchi. Nello specifico Pragelato è stato il sito dedicato allo Sci Nordico con la realizzazione del Centro  del Fondo e dei Trampolini del Salto. Proprio i Trampolini di Salto però, una volta esauritasi la spinta dell’evento olimpico, si sono trasformati in elemento di criticità. Per tre anni, si sono palesati diversi scenari di sviluppo, più o meno coerenti, sino ad arrivare ad uno stallo che ha determinato un progressivo abbandono e degrado delle opere stesse e di conseguenza del territorio circostante.

LA SPINTA DEL TERRITORIO – Negli ultimi anni diverse forze, dai comitati spontanei all’Amministrazione comunale, dai professionisti agli appassionati, hanno prodotto azioni e sviluppato immaginari, tra loro anche contrastanti, ma tutti con il comune intento di delineare un futuro soddisfacente e sostenibile del territorio legato a scenari di utilizzo, o rifunzionalizzazione, dello Stadio del Salto.

IL PROGETTO –  Domenica 26 marzo, presso Casa Pragelato, si è tenuto un incontro pubblico intitolato “10 ettari di possibilità”, un racconto progettuale dell’Amministrazione Comunale di Pragelato sul futuro dello Stadio Olimpico del Salto volto a riqualificare e rifunzionalizzare una parte importante del territorio sviluppando scenari coerenti, integrati e sostenibili. Lunedì 27 il progetto è stato presentato in Consiglio Comunale.  Dall’analisi dei punti di debolezza causa del progressivo abbandono a se stesso dello stadio del salto, dalla volontà di integrare il lascito olimpico in un più ampio contesto di sviluppo territoriale, dai confronti, dialoghi e tentativi sviluppati negli ultimi anni nasce quindi, dalla volontà dell’Amministrazione Comunale, il progetto “Pragelato Natural Terrain” , il quale vede al suo interno lo stadio del salto trasformarsi da criticità in un vero e proprio “Campus degli Sport Montani”, diventando una risorsa economicamente sostenibile e ampiamente fruibile.

La proposta, i cui temi cardine sono i giovani e lo sport, presenta una serie di interventi che ambiscono a restituire un’area completamente rinnovata, aperta e fruibile da una moltitudine variegata di appassionati e curiosi, un Campus per gli Sport montani integrato nel contesto di riferimento il “PNT” e complementare all’offerta su scala vasta (sistema neve Vialattea).

GLI INTERVENTI – Il progetto prevede la riqualificazione dell’intera area dello Stadio del Salto coniugando la volontà di conservare e mantenere viva una parte dell’eredità olimpica, rendendola fruibile e sostenibile, con la sofferta necessità di rimuovere quelle strutture che, ormai inutilizzate da anni, sono avviate ad un inarrestabile degrado.  Nello specifico il piano si basa sulle seguenti azioni: mantenere i tre trampolini scuola; rimuovere della rampa di lancio e della pista di atterraggio i due trampolini olimpici HS 106 e HS 140; adeguare i manufatti esistenti (torre dei giudici, locali partenza e riscaldamento…); prolungare la seggiovia fino all’altezza dell’intermedia della dismessa seggiovia del Clot. Inoltre, l’ampia zona compresa tra i parterre dei trampolini scuola e gara diventerebbe teatro di eventi sportivi e di intrattenimento godendo anche del nuovo collegamento costituito dal guado (già finanziato) con il centro sportivo Rivet al di là del Chisone.

UN PROGETTO “READY TO START” E MODULABILE NEL TEMPO – Nel suo insieme si tratta di una trasformazione da 5 milioni di euro da effettuarsi con fondi pubblici e investimenti privati, pensata per poter essere realizzata per step progressivi. Già nei prossimi mesi, attraverso un piccolo intervento,  si potrebbero realizzare primi interventi in grado di produrre benefici sia per la stagione estiva che per quella invernale che passano attraverso la riattivazione della seggiovia biposto che serve i trampolini alla sistemazione del pistino di discesa a lato dell’impianto.

Una volta diventato “Campus Sport Montani” il trasformato Stadio del Salto  costituirà una realtà multidisciplinare sostenibile economicamente da parte del territorio.

VISIONI FUTURE – Il progetto PNT, in aggiunta alla realizzazione del “Campus”, nella sua visione generale racchiude poi  ulteriori scenari che potrebbero spingersi, presenti tutte  le necessarie condizioni, a prevedere in un’ottica di comprensorio sciistico vasto, la realizzazione di un “comprensorio circolare” che, attraverso la messa  in opera di nuovi impianti a fune, consentirebbe di muoversi da Pragelato centro “sci ai piedi” sia verso Sauze d’Oulx sia verso Sestriere.

“Sono soddisfatta e serena – ha dichiarato il Sindaco di Pragelato Monica Berton – sul fatto di aver lavorato con serietà e responsabilità. Ora siamo pronti a procedere nella direzione condivisa con il territorio, sostenuta dalla consapevolezza di dare finalmente una svolta ed un indirizzo ad una situazione stagnante e dannosa per Pragelato”.

Il Campus sport montani – sottolinea il progettista Alessandro Cimenti – non è solamente un importante progetto di riqualificazione di un’opera olimpica, ma anche una straordinaria occasione per unire il paese attorno ad un’idea di sviluppo condiviso, condizione essenziale affinché i progetti possano nascere e crescere”.

 

 

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5 COMMENTI

  1. Complimenti per lo scempio e soldi buttati, anziché spingere i giovani a sport diversi oltre il calcio si è riusciti a far andare tutto in malora e buttare via soldi pubblici senza neanche aver recuperati le spese. Che tristezza solo in Italia si può fare . Veramente triste

  2. Peccato. Regalando i due trampolini ad expo 2015 avrebbero potuto degnamente sostituire l’albero della vita evitandone la realizzazione, quasi un’opera gemella.
    Inutilità, bruttezza, costo esorbitante e demolizione con grande sollievo collettivo in capo a non più di dieci anni.
    Involontarie metafore di un recente premier?
    Forse.

  3. Purtroppo le colpe non sono tanto dei politici, oggi ci sono e domani… forse. Ma dei funzionari nei vari uffici governativi ( fortunatamente non tutti) che occupano la scrivania grazie a raccomandazioni e amicizie, non certo per meritocrazia. Questo il vero cancro che non ci permette di decollare, al pari degli altri paesi. Esempio , ci sono montagne di soldi presso la comunità Europea per finanziare progetti destinati all’ Italia che restano fermi per mancanza di richieste. Queste richieste non è il politico di turno che le deve fare, ma il funzionario. Però se non è all’altezza, il risultato è sotto gli occhi di tutti…..Il problema è che lascerà la scrivania con la pensione….

    • Che razza di ragionamento? Un funzionario può essere negligente in una singola pratica, qui si tratta di strategie di molti anni. La colpa è degli amministratori, e soprattutto di chi lì ha eletti

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