PROFUGHI A GIAVENO, IERI L’INCONTRO IN COMUNE DOPO LE POLEMICHE: “ECCO PERCHÈ DA NOI NE SONO ARRIVATI DI PIÙ”. INTANTO UN GRUPPO DI FORZA NUOVA PROTESTA / FOTO

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di NICOLE CASTELLI

GIAVENO – Si è svolto martedi sera, nella sala consigliare di Palazzo Asteggiano, un incontro pubblico volto ad informare la popolazione giavenese riguardo l’accoglienza a Giaveno di un gruppo di profughi residente in borgata Buffa, al quale hanno partecipato il sindaco Carlo Giacone, Donatella Giunti, funzionaria della Prefettura di Torino, Paola Raseri, vicepresidente della cooperativa sociale 610, la quale si occupa di gestire la struttura di accoglienza, Alessandro Richard, coordinatore e supervisore della struttura e consulente esterno della cooperativa e Don Gianni Mondino, parroco della Collegiata di San Lorenzo Martire di Giaveno.

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L’incontro viene introdotto dal sindaco di Giaveno attraverso alcuni dati riguardo ai contributi dell’Unione Europea a fronte dell’emergenza: per centomila profughi in Italia il contributo è di 8 milioni di euro annui. La parola successivamente passa a Donatella Giunti, impegnata nell’area immigrazione della Prefettura di Torino, la quale informa i cittadini sulle fasi del trasferimento dei profughi dal loro arrivo su suolo italiano sino alle strutture di accoglienza.

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Nel febbraio del 2014 ha avuto inizio l’accoglienza e il Ministero dell’Interno ha varato un piano di ripartizione nazionale, escludendo alcune regioni a causa di avvenuti eventi atmosferici eccezionali, che richiede che degli immigrati giunti in Piemonte il 40% siano trasferiti in Torino e provincia e il rimanente 60% nelle altre province. Al momento i comuni coinvolti nell’accoglienza in Piemonte sono 62. Mentre le cooperative che partecipano al concorso di accoglienza, con gare d’appalto pubbliche sono 28, alle quali viene richiesto, oltre a vitto e alloggio, un percorso integrato di accoglienza che comprenda corsi di italiano, accompagnamento in Questura, mediazione culturale, kit igienico e ulteriori corsi e attività volti all’integrazione nella comunità, come il Volontariato di Restituzione. Alla cooperativa vengono assegnati 35 euro giornalieri per persona, e la singola persoma può usufruire liberamente di 2,50 euro al giorno.

  
La Giunti dà anche delucidazioni sullo SPRAR, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, e spiega il motivo per il quale nella città di Giaveno sono stati accolti altri 40 profughi nel mese di agosto nonostante ne fossero già presenti 16 in borgata Brancard dall’agosto 2014: “Bisognava trovare posto a 240 profughi nella provincia in 7 giorni, e a Giaveno la struttura di borgata Buffa risultava idonea”.

È prevista la stipula di un protocollo d’intesa, ossia un accordo tra la cooperativa, nel caso di Giaveno la Cooperativa 610, con le associazioni di volontariato al fine di restituire accoglienza e condivisione, in modo che i profughi si possano sentire utili.

Don Mondino considera il tema dell’accoglienza in tre termini: Intelligenza, Prudenza e Generosità, e mette in primo piano il rispetto della persona nel momento di emergenza. Inoltre pone la lente sull’urgenza d’intervenire a monte, mettendo in gioco i nostri interessi. La domanda è: “Quanto agiamo sui paesi d’origine? Perché vengono qua anche da paesi come Niger e Congo che non sono attualmente in guerra?”, alla quale non viene data risposta.

La parola passa poi a Alessandro Richard, che come la Giunti informa su tempistiche e normative tecniche sul trasferimento dei profughi, e infine a Paola Raseri, che parla della cooperativa: “ La cooperativa è nata da poco, con l’intento di insegnare dei lavori ai ragazzi disabili. Successivamente è stato attivato il progetto per l’accoglienza degli stranieri. La struttura in borgata Buffa è risultata idonea, con camere dotate di bagno e con spazi per fare attività. Nella struttura abbiamo l’appoggio e la supervisione di Alessandro Richard e sono presenti mediatori culturali 24 ore su 24”.

La parola viene infine lasciata alla popolazione giavenese. Da alcuni è emerso il sospetto di una speculazione economica riguardo al fabbricato in borgata Buffa, e c’è chi ha richiesto un intervento “contro il business all’associazione Libera”. L’artista Fernando Martella è invece intervenuto parlando di accoglienza e ha donato al Comune una sua opera, raffigurante il bimbo siriano Aylan riverso sulla spiaggia.

Il referente del presidio locale di Libera, Maurizio Raschio, mette il luce la necessità della trasparenza dei dati relativi al bando della gara d’appalto, che sono presenti sul sito della Prefettura. Il presidente del Consiglio Comunale Vilma Beccaria (Pd) evidenzia il clima ostile riscontrato durante l’estate sulla questione migranti e richiede che i 40 migranti presenti sul nostro territorio “non vengano strumentalizzati, ma che ci sia invece un clima di collaborazione e accoglienza reale”.

Mentre l’incontro è ancora in corso, alle 19.30 prende il via la manifestazione di Forza Nuova in borgata Buffa, vicino a dove sono ospitati i profughi, “contro l’accoglienza business”. “Casa, lavoro, prima agli italiani”, una quindicina di manifestanti chiedono più sostegno per le famiglie italiane e si propongono di vigilare sul malaffare. Affermano di essere “stranieri a casa nostra” e promettono: “Saremoo presenti sul territorio in ogni momento ritenuto opportuno. Chiediamo che Forza Nuova sia la popolazione, che non accetta e vuole più informazione”.

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