LETTERA / QUANDO LA POLITICA SCOPRE I SOCIAL E IL SOCIAL SI PRENDE LA SCENA

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LETTERA DI ALBERTO DOSIO

VALSUSA – Ore 8.30 del mattino. Caffè, Facebook e la speranza di leggere qualche proposta. La politica locale è una disciplina complicata. Bisogna parlare di bilanci, strade, scuole, servizi e raccolta rifiuti.

Il problema nasce quando l’immagine diventa così protagonista da oscurare completamente il messaggio. A quel punto nessuno discute più del programma elettorale. Si parla solo della foto. È una legge non scritta dei social network: puoi pubblicare il miglior progetto per il futuro del paese ma se la fotografia del profilo suscita più commenti del contenuto, il dibattito prende un’altra strada. Morale della favola? La prima impressione è importante. Soprattutto quando si pretende di parlare a nome di una comunità. Perché gli elettori sono strani: leggono poco ma osservano tutto. E forse è proprio questo il vero insegnamento dei social.

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4 COMMENTI

  1. Sta parlando solo di qualche sindaco? Tipo quelli che sono andati a farsi fotografare a Porta nuova inascoltati da FS; gli stessi che si sono fatti la foto di gruppo con Acsel i cui profitti di base vengono dall’aumento costante delle imposte? O di quei sindaci che si fanno fotografare alle inaugurazioni di una fermata (??) o di un nuovo automezzo comunale? O da “ultimo” e non ultimo chi si difende subito accusando di diffamazione? Perché la virtù popolare è la vanità! Fotografarsi a un concerto come tanti altri, ma solo perché ha battuto un record italiano…è vanità. La fama (di altri) si regge su questi piccoli errori di valutazione. I sindaci e i governi te li becchi per 4-8 anni o forse di più. La gente dovrebbe scegliere meglio.

  2. Dovresti chiarire a Te stesso per quale motivo non riesci a fare una sana colazione, non solo a sorbire una veloce tazzina di caffè da cialda, senza ficcarti sin dal primo mattino in Facebook.

  3. La lettera del nulla, contenuti contro immagine (che poi nel gruppo Meta sono più curati su Instagram e Threads, e pazienza…)

  4. Ti do una notizia: Facebook ormai lo usano praticamente solo gli anziani, i boomers e i bot. Più della metà degli account è finta, gestita da algoritmi che puntano soprattutto ai morti di figa, ai disagiati sociali e a chi ha una scarsa scolarizzazione. Da anni è diventato una fogna a cielo aperto per quanto riguarda i contenuti (non che prima fosse frequentato da fini pensatori). I giovani, ma anche i meno giovani, usano altro e stanno ben lontani da un social dove rischiano di ritrovarsi gli adulti a rompergli i coglioni. Il solo fatto che tu pensi si possa davvero fare politica su un social è significativo: su Facebook si fa solo pesca a strascico di consensi tra utenti ignoranti come capre, oppure si cercano persone da truffare.

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