RAFFICA DI FURTI A BORGONE E SAN DIDERO: “COLPITE 4 ABITAZIONI IN DUE NOTTI, CI SENTIAMO INSICURI”

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BORGONE SUSA – Dopo il primo articolo pubblicato ieri su ValsusaOggi, arriva una nuova segnalazione sui furti avvenuti nei giorni scorsi tra Borgone e San Didero. “Purtroppo mia suocera e mia cognata (la sera prima), sono le state le vittime di queste “notti bianche” di fine settimana tra Borgone e San Didero – spiega il borgonese Claudio Giorno – mia suocera non si è accorta di nulla fino alle 7 del mattino, quando ha trovato tutto in disordine e alcuni oggetti di valore, soprattutto affettivo, spariti. Non ci sentiamo di escludere che abbiano usato un narcotico: si sentiva infatti un po’ stranita (cosa del resto normale per lo choc di avere estranei in casa), ma soprattutto perché hanno rovistato anche nella sua camera senza che lei si svegliasse. Neanche quando i ladri hanno aperto un cassetto molto rumoroso del comò”.

Claudio Giorno aggiunge alcuni dettagli: “Quella notte è stata tagliata la rete di recinzione col cortile confinante e in direzione dell’altra abitazione “visitata” dai ladri. Per entrare in casa è stato asportato un vetro, da cui si sono introdotti al piano terra, per poi salire al piano superiore incuranti di trovarlo abitato”.

Ma c’è un aspetto ancora più preoccupante che solleva Giorno: “Per questi ladri, l’essersi manifestati a San Didero e Borgone, in due notti consecutive e con modalità che rendono plausibile pensare che possano essere gli stessi, sembrerebbe anche un po’ una sfida. Se così fosse l’invito del vicesindaco Mauro Nurisso a “stare in campana” e a chiamare il 112 se si nota qualcosa di sospetto mi sembra molto condivisibile”.

Claudio Giorno aggiunge: “Essendo stato coinvolto, sia pure indirettamente, in 2 dei 4 furti sin qui segnalati, devo purtroppo rettificare il bilancio fatto sul precedente articolo con il primo cittadino – afferma il cittadino – i ladri si sono portati via il denaro e gli oggetti di valore, anche e soprattutto affettivo, che han trovato. Ma come già accaduto nel recente passato e proprio a Borgone, si sono lasciati dietro un angosciante senso di insicurezza a danno delle persone spesso molto anziane, nelle cui abitazioni si sono introdotti. Queste visite hanno a volte conseguenze drammatiche anche a giorni di distanza dall’accaduto. Ma c’è un ulteriore guasto che va ben al di la del minimizzare. Perché al di la delle proprie migliori intenzioni, così si rischia di portare i cittadini ad astenersi dal denunciare l’accaduto o di farlo senza nessuna fiducia in chi è preposto a tutelare l’integrità delle cose e l’incolumità delle persone. Essendomi dovuto occupare della vicenda mi sta capitando di raccogliere testimonianze dirette o riferite che ho l’impressione non siano state portate ai carabinieri e amministratori, visto che addirittura il sindaco non è stato adeguatamente informato. Voci anche molto circostanziate, e quindi attendibili, sia sui furti andati a compimento che sui tentativi fortunatamente falliti che potrebbero aiutare lo sforzo di individuare i responsabili. Se non per recuperare la refurtiva, almeno per scoraggiarli dal reiterare il reato. Tanto più che sembrerebbero sicuri di impunità se, per due notti di seguito, hanno operato a così breve distanza e in così numerose abitazioni”.

 

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