RICICLAGGIO E TRUFFA: ARRESTATO UN IMPRENDITORE DI GIAVENO

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

DALL’UFFICIO STAMPA DEI CARABINIERI

I carabinieri del comando provinciale di Torino, supportati da quelli di Cosenza, Milano e Vercelli, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori concernente 29 società, attive nel settore energetico e consulting finanziario, delle quali 8 con relative unità immobiliari, 79 conti correnti bancari, 25 carte postepay e prepagate, 6 autovetture, contanti e lingotti in oro per un totale, escluso il valore delle società, di 2,5 milioni di euro.

In particolare, è stato accertato che il sodalizio criminoso (con il coinvolgimento a vario titolo di complessivi 31 indagati), mediante reiterate intestazioni fittizie e società attentamente create anche con uso di identità false e inesistenti (Avatar, ndr), avrebbe indebitamente percepito fondi pubblici e privati attraverso truffe, illecite detrazioni fiscali e frodi bancarie per diversi milioni di euro.

L’attività rientra nell’ambito dell’indagine “Avatar” che ha permesso nei giorni scorsi di arrestare cinque imprenditori: Giuseppe Soldano di Torino, Elio Miegge di San Germano Chisone, Luca Vittorio Villata e Simone Giorgio Marietta (residenti in Bulgaria e domiciliati a Torino) e Luca Pifferi 50enne residente a Giaveno.

Le accuse sono: associazione finalizzata a condotte di truffa, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, truffa per il recepimento di erogazioni pubbliche, frodi fiscali e intestazioni di beni fittizie.

I BENI SEQUESTRATI:

  • il saldo complessivo dei conti correnti, al momento in cui è stato richiesto il sequestro, supera il milione di euro;
  • il valore delle 29 società coinvolte (operanti con le ragioni sociali più disparate, dai trasporti, alla ristorazione, al wellness, al financial consulting), quantificato secondo il volume d’affari riferibile all’anno di imposta 2017, è di complessivi 250 milioni di euro;
  • le autovetture hanno un valore approssimativo pari a 50.000 euro;
  • nel medesimo decreto vengono inseriti e, quindi sequestrati in via preventiva patrimoniale, i lingotti d’oro e il contante già rinvenuto, per il valore complessivo pari a 1.500.000 circa.

In totale, escluso il valore delle società, operazione Avatar ha consentito di sequestrare somme contanti ed oro pari ad oltre 2.500.000 euro.

GLI IMPRENDITORI FERMATI MENTRE CERCAVANO DI FUGGIRE ALL’ESTERO

C’era un tesoro da 1,3 milioni di euro in un deposito «self storage», alla periferia di Torino: venti chili di lingotti d’oro e decine di mazzette di denaro. Erano stati i carabinieri del nucleo radiomobile di Torino a scoprirlo, nel corso di un controllo mirato contro il traffico di sostanze stupefacenti. Un imprenditore era stato arrestato il 28 gennaio.

Le successive indagini dei militari del nucleo investigativo hanno scoperto che il tesoro era di proprietà di un’organizzazione criminale composta di altri quattro imprenditori torinesi presunti responsabili di associazione finalizzata a condotte di truffa, riciclaggio, anche mediante utilizzo di false identità, trasferimento fraudolento di valori, truffa per il recepimento di erogazioni pubbliche, frodi fiscali e fittizie intestazioni di beni. Il gruppo criminale avrebbe costituito più di 20 società fantasma operanti nel settore energetico e consulting finanziario, con sede in Italia e all’estero, mediante le quali avrebbero ottenuto finanziamenti bancari per diversi milioni di euro.

Il 30 gennaio scorso, i militari hanno fermato e arrestato i quattro insospettabili imprenditori mentre tentavano di fuggire all’estero, forse dopo aver scoperto che il loro deposito segreto era stato violato. Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare diversa documentazione cartacea e informatizzata relativa alle ipotetiche truffe finanziarie realizzate, 1 rilevatore di microspie, 11 lingotti in oro del peso complessivo di 2,750 kg, per un valore di euro 99.000 e 49.000 euro in contanti. Le indagini dovranno ancora chiarire sia la provenienza che la destinazione del denaro e dei lingotti d’oro. Non è escluso che possa trattarsi del provento di alcune transizioni finanziarie non regolari o la “pulitura” dei ricavi di furti e rapine.

IL RITROVAMENTO DEI LINGOTTI A FINE GENNAIO

I carabinieri avevano scoperto un tesoro da 1,3 milioni di euro in un deposito self storage. Venti chili di lingotti d’oro per un valore di oltre 675 mila euro e decine di mazzette di denaro termosaldate e sottovuoto per 600 mila euro, erano stati sequestrati dai militari del Nucleo Radiomobile di Torino. Da qualche tempo i militari, nel corso di controlli ad ampio spettro finalizzati al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, avevano puntato l’attenzione su un obiettivo fino a ora poco noto in materia di controlli: i self storage.

Si tratta di veri e propri depositi a lungo termine per merci private, a disposizione di tutti quelli che non hanno uno spazio per la custodia di materiali o arredi. A titolo sperimentale, i militari, d’intesa con i responsabili, avevano eseguito diversi controlli con i cani antidroga del Nucleo Cinofili di Volpiano all’esterno dei box affittati, allo scopo di verificare eventuali depositi di stupefacente.

Il cane Jackie aveva fiutato una forte odore (traccia positiva) all’esterno di un box segnalandolo come sospetto. Il deposito, quindi, è stato aperto dagli addetti del centro alla presenza dell’affittuario, e ha rivelato con sorpresa non la presenza di droga, ma di una merce ben diversa sebbene altrettanto preziosa e dalla provenienza sospetta. I borsoni depositati all’interno, una volta aperti, avevano svelato la presenza di mazzette di banconote di vario taglio, termosaldate e sottovuoto, per un totale di oltre 600.000 euro, e 75 lingotti d’oro per un totale di quasi 20 kg, per un controvalore di 675.000 euro.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

5 COMMENTI

  1. Bravissimi tutti quelli che hanno scoperto questi DELINQUENTI che spero vengano inibiti da qualsiasi cosa anche da poter avere la tessera del Supermercato

  2. Cani antidroga che fiutano lingotti?
    indagherei più a fondo sulle banche che avrebbero concesso finanziamenti milionari, un metodo molto più sicuro delle rapine per svuotarle. Non solo in Etruria.

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.