RIFIUTI IN VALSUSA: DA ACSEL UN NUOVO PROGETTO DA 22 MILIONI DI EURO

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

 

 

 

Alessio Ciacci e Marco Avondetto, ai vertici di Acsel Valsusa

di IVO BLANDINO

SANT’AMBROGIO DI TORINO – DaL 1997, con il Decreto Rochi, la percentuale di raccolta differenziata sul nostro territorio è andata via via crescendo e grazie all’impegno di istituzioni, cittadini e della società consortile Acsel, da alcuni anni si attesta intorno al 65%. Entro il 2030 il nuovo obiettivo regionale ambisce a raggiungere il 75%. Per saperne di più abbiamo chiesto ai vertici di Acsel quali sono i nuovi progetti ambientali e che cosa si fa per il miglioramento. Abbiamo intervistato Alessio Ciacci e Marco Avondetto, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Acsel.

Presidente Alessio Ciacci e Direttore generale Marco Avondetto, ci avviciniamo alla fine del 2022: potete fare un primo bilancio della attività Acsel di quest’anno?
Acsel è un’azienda che fa un servizio fondamentale per la comunità, il servizio per la raccolta dei rifiuti presso ogni abitazione e attività della Valle. Si tratta di un’attività fondamentale di cui spesso non ci accorgiamo dell’importanza, ma che è un tassello fondamentale dei servizi alla comunità, fondamentale dell’economia circolare. Sempre di più comprendiamo l’importanza, a partire dai servizi e dal contributo fondamentale tra le aziende e i cittadini, al fatto che possiamo “dare nuova vita” ai materiali che passano tra le nostre mani. Purtroppo il Covid-19 non ci ha aiutato, né per le attività di sensibilizzazione che noi facciamo continuamente e nè per la produzione dei rifiuti, che è aumentata. Diciamolo chiaramente: l’emergenza sanitaria ha aumentato la produzione di rifiuti sulla parte del non riciclabile per tutti i rifiuti sanitari. Nonostante questo continuiamo ad essere intorno al 65% di raccolta differenziata e cerchiamo di incrementare sempre di più su tutti i Comuni. Abbiamo dei progetti specifici per cercare di aumentare la percentuale, e sono due gli aspetti fondamentali della raccolta differenziata: la quantità e la qualità, perché per un corretto riciclo dei materiali serve che ci sia la qualità nella raccolta e quindi bisogna evitare di mettere i materiali nei contenitori sbagliati”.

Come Acsel avete un nuovo progetto importante per la Valsusa?
Abbiano un progetto molto ampio il cui nome corretto è “Piano strategico industriale” che riguarda tutta la valle, sia per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, sia per quanto quanto riguarda l’impiantistica. Abbiamo sfruttato l’occasione dei fondi europei PNRR per sviluppare nuovi progetti, per un ammontare complessivo di 22 milioni di euro e adesso siamo in attesa di ricevere la risposta, che speriamo arrivi positiva tra fine settembre e inizio ottobre”.

I cittadini della Valsusa seguono le regole della raccolta rifiuti?
La popolazione della valle si può dividere in tre gruppi: c’è il gruppo 1, “la crème de la crème” e sono quelli che sono molto attenti e quindi osservano scrupolosamente le regole e non sbagliano nulla. Poi c’è il gruppo 2, la parte di quella popolazione che chiamiamo “distratta” e quindi bisogna fare di tanto in tanto un richiamo per ricordare a loro quali sono le regole corrette. Ed infine il gruppo 3: purtroppo è quella parte che, seppur piccola è molto visibile. Si vede come si comportano e sono coloro che non seguono le regole e che abbandonano i rifiuti. Spesso queste persone le vediamo attorno ai cassonetti, ai rifiuti abbandonati. In questi casi sovente non viene differenziato il rifiuto, ma neppure viene messo negli appositi contenitori. Si tratta proprio di abbandono, atto che è perseguibile per legge, con multe, denunce e sanzioni.

Domenica 18 settembre c’è stata un’iniziativa molto particolare qui in Valsusa organizzata proprio da Acsel. Volete spiegarci di che cosa si tratta?

Domenica c’è stato il quinto evento nell’ex discarica di Mattie. Si tratta di un impianto che attualmente è esaurito, ma che si trova come tutti sanno, in una posizione molto particolare perché è un un impianto di discarica realizzato in una zona montana, proprio di fronte al Monte Rocciamelone e da dove si gode di una vista stupenda. Noi sfruttiamo questo impianto, da una parte per riuscire a coinvolgere la popolazione e far vedere che cos’è un impianto di discarica e dall’altra invece per andare a toccare altri temi. Abbiamo avuto degli spettacoli teatrali e conferenza che è stata molto seguita dal pubblico, a proposito dei cambiamenti climatici. Poi ospitiamo anche dei concerti musicali, come quello di domenica 18 settembre.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

3 COMMENTI

  1. Ma non ho capito in concreto cosa faranno per aumentare le percentuali, ha risposto in politichese, ho capito solo che gli interessano molto i fondi PNRR .

  2. Differenziare i rifiuti non dovrebbe anche servire a diminuire il costo della TARI, visto che almeno carta e metalli si possono rivendere?

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.