ROSTA PIANGE LA MORTE DEL FARMACISTA BELLINGERI

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di FABRIZIO PASQUINO

ROSTA – Sindaci, preti, dottori, ma anche i farmacisti sono le figure simbolo di un paese, soprattutto se si tratta di un comune a misura d’uomo come Rosta, dove tutti si conoscono e ripongono la propria fiducia su di loro. Così quando viene a mancare una figura storica e così importante per un paese scatta la rincorsa ai ricordi e alle emozioni. E il dottore Maurilio Bellingeri era proprio una di queste figure, lo storico farmacista del paese che molto ha fatto per i cittadini rostesi.

Lunedì 29 gennaio ci ha lasciati all’età di 86 anni. L’altro ieri alle 10,30, nel quartiere San Salvario, a Torino, dove abitava, si sono svolti i funerali. Lascia la moglie e i due figli Stefano e Cristian. Bellingeri era proprietario della farmacia di via Buttigliera 15, a Rosta, a due passi dal centro storico del paese. Una vita passata al servizio degli altri, fino al 1995, in quella farmacia ora passata di mano al dott. Carlo Gavotti che l’ha rilevata e che lo ricorda “sempre disponibile e premuroso verso chi gli chiedeva consigli medici”.

“Lavoravo per un’azienda farmaceutica e frequentavo spesso per lavoro questa zona. Così ho conosciuto Maurilio – ricorda il dott. Gavotti – Una persona intelligente e ironica, un po’ particolare per il suo carattere forte, ma preparata e molto leale, generosa, di buon cuore che diceva le cose vis a vis”.
Bellingeri conobbe Gavotti nel 1993 e da un caffè insieme nacque una splendida amicizia, tant’è che fu proprio Maurilio a chiedere all’attuale farmacista rostese, non potendo affidare la farmacia ai suoi due figli che hanno intrapreso studi diversi, di rilevare l’attività nel 1995. La tradizione così continua con un uomo di cui Bellingeri si fidava al 100 per cento.

“Una persona di grande cultura – continua Gavotti – Ha girato il mondo ed era preparato su tanti argomenti. Un uomo molto interessante che ti arricchiva ogni volta che parlava”.
Dal ’95, lasciata la farmacia, il dottor Bellingeri, oltre a viaggiare molto, sua importante passione che non ha mai tralasciato, intraprese alcune interessanti attività nel vercellese rivolte allo studio del riso e delle risaie.

E oggi sono ancora tanti i cittadini rostesi che lo ricordano con affetto e che parlano di lui. Sicuramente ha lasciato un segno nella comunità. E i rostesi, soprattutto i più anziani, difficilmente lo dimenticheranno.

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