SANT’AMBROGIO, NASCE LA “STAZIONE DEI GIOVANI”: LA CASA DELLE FERROVIE DIVENTA CENTRO PER RAGAZZI

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La stazione di Sant’Ambrogio

di CORINNE NOCERA

SANT’AMBROGIO – Più spazio ai giovani di Sant’Ambrogio: l’amministrazione Fracchia ha individuato un’area da destinare ai ragazzi, per momenti di aggregazione e confronto creativo, “andando a coprire anche una funzione di prevenzione primaria rispetto a potenziali forme di disagio e marginalizzazione – spiegano dal Comune – tenendo conto che tuttora il paese è privo di un qualunque locale che possa essere destinato a centro di aggregazione extra famigliare ed extra scolastico”.

Proprio nel centro del paese, si è pensato alla struttura della Stazione Ferroviaria di Sant’Ambrogio, che parrebbe il luogo adatto, infatti con qualche aggiustamento si potrà realizzare un centro di aggregazione, col recupero, in particolare, degli spazi siti al piano terra precedentemente destinati a bar e sala attigua (ora in disuso), oltre ad un appartamento per ospitare studenti universitari degli atenei torinesi, recuperando alcuni spazi del piano primo, attualmente liberi.

“Ci serve solo più l’ok da Roma per la convenzione che abbiamo stipulato, è questione di un paio di mesi e poi partiranno i lavori, non tenendo conto ovviamente di agosto”, spiega il sindaco Fracchia.

Il Comune ha infatti formalizzato l’apposita richiesta ad R.F.I., la società delle ferrovie, di uso gratuito in comodato (con apposita convenzione) dei locali siti presso la Stazione di Sant’Ambrogio, precisamente i locali al piano terra (circa 230 mq) e l’unità sita al piano primo (di circa 90 mq).

Una vera “stazione dei giovani” è quella che nascerà a Sant’Ambrogio – parrebbe dunque per il prossimo anno – con circa 25mila euro, direttamente provenienti da fondi comunali.

Nello specifico, il piano terreno sarà dedicato ai ragazzi dalla quinta elementare alla terza media, e diventerà “un centro educativo e per il tempo libero organizzato”, precisa Fracchia. Il progetto per il piano superiore è ancora da studiare, ma l’idea c’è già: “Faremo degli appartamenti in cohousing per studenti universitari, con spazio per circa 8 ragazzi, tra i quali anche due profughi”.

Per il resto, il Comune si impegna da ora a trovare fondi e bandi volti a realizzare altri progetti legati alla struttura e nell’interesse dei giovani.

Foto Barbara Scandella

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