SANT’ANTONINO: GIOVEDÌ LA PRESENTAZIONE DEL DOCUFILM “LA VALLE INCATENATA”

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di MARIO RAIMONDO

SANT’ANTONINO – Percorrendo da turisti questa ruga di terra che è la Valle di Susa, come amava definirla il Vescovo Mons. Vittorio Bernardetto, spesso si ha l’impressione – soprattutto se si percorrono itinerari desueti – che questa sia una terra incantata, terra di contrasti e bellezze incomparabili, terra dove il vento spesso sussurra e a volte, grida…Forse grida l’urlo della libertà…Almeno questo è il ‘sentiment’ di quelli che si oppongono alla grande opera che è la TAV, irrisolto conflitto della Valle di Susa, esempio massimo dell’incapacità di uno Stato di gettare il ‘ponte’ del dialogo con chi vive sul territorio e le Grandi Opere deve viverle in presa diretta e metabolizzarle in tutti i risvolti che comportano.

Un territorio, una valle che è ridotta – secondo gli oppositori all’opera – al ruolo di una valle incatenata, titolo del docufilm che viene presentato a Sant’Antonino a cura di Riccardo Goghero, piccolo imprenditore nel campo dell’informatica che racconta a Valsusa Oggi la storia di questo film documentario del quale è regista :“Molto in questi anni si è detto e scritto sulla Torino Lione ed anch’io avevo il desiderio di raccontare cos’è la TAV Torino Lione, cos’è la Val Susa, cos’è l’impegno NO TAV, perchè esiste questo movimento e quali sono le ragioni della sua esistenza. Le notizie ‘ufficiali’ sul movimento NO TAV e sul TAV sono fortemente falsate e manipolate, per cui quello che è un movimento culturale e sociale di persone impegnate per un futuro vivibile viene dipinto dalla maggior parte dei media, come un gruppuscolo di persone afflitte, se va bene, dalla Sindrome di NIMBY, quando non composto da veri e propri trogloditi nemici del progresso, dei veri e propri ribelli che ostacolano lo ‘sviluppo’.

Un leitmotiv che spacciato a piene mani dalle tante ‘cattive voci’ rischia di diventare la ‘voce unica’,quella che mistifica la realtà su ciò che veramente è accaduto e sta accadendo in valle… E questo è completamente, assurdamente falso!Io desidero far passare delle informazioni differenti e desidero farlo con un ‘racconto’, una ‘visione’ d’insieme che sappia anche essere gradevole ed accattivante, anche divertente nella sua drammaticità. Esistono decine, centinaia di video, testi, racconti su cosa succede in Val Susa: ho estrapolato da questo materiale cercando di raccontare le cose con un tono il più possibile leggero ed ironico. Ho iniziato quindi a pensare agli eventi che stavano accadendo,ed ho voluto pensarci in termini allegri e scherzosi, perchè questo è un modo per veicolare allo spettatore che cos’è l’impegno NO TAV. Allora ho iniziato a scrivere una sceneggiatura. Le idee scorrevano veloci, perchè non facevo altro che ‘raccontare’ eventi realmente accaduti e cercavo di vederne ed esaltarne anche gli aspetti più paradossali. A volte le idee arrivavano da sole ed io mi fermavo subito a scrivere… Poi quando ho iniziato ad avere molto materiale, ho preso un cellulare, un microfono ed un treppiede. Per fare le video riprese non ho usato niente altro. Un film a Km quasi zero e costo quasi zero… Per le scene più semplici andavo in giro e chiedevo alla gente: ‘Hey ti va di girare un piccolo video sul TAV’… Per quelle più complesse preparavo un po’ di materiale ed invitavo la gente. Al ‘ciak si gira’ gli attori si sono divertiti…Ridevano, sbagliavano, divertendosi magari sbagliavano ancora il copione e poi quando si registravano le scene ‘epiche’, capivano che stavano contribuendo al far passare un messaggio molto profondo. Poi, decine, decine, decine di ore la notte a montare il tutto…Ne è uscito un film – conclude Riccardo Goghero – lungo 1 ora, 11 minuti e 11 secondi (quasi per caso), credo molto esaustivo e chiaro, piuttosto allegro e, in alcuni tratti, anche piuttosto profondo”.

Appuntamento a Sant’Antonino giovedì 16 Giugno, palestra del Scuole Medie, ore 21.00.

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