SAUZE D’OULX PROPONE UNA CLASS ACTION CONTRO IL GOVERNO

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Ill.ma Dott.ssa Maria Luisa Coppa
Presidente Regionale Ascom
Sede

Oggetto: Proposta Class Action contro il Governo o azioni similiari

Gentilissima Presidente,

a nome di tutti i nostri consorziati di Sauze d’Oulx, Le chiedo, se possibile, invece di indire manifestazioni che lasciano in fondo il tempo che trovano, se non dando poi adito a frange estremiste di rovinare lo scopo stesso della protesta pacifica, se possibile, di attivare forme più concrete che esprimano la nostra vera attuale situazione.

Con la presente Le chiediamo, di attivare a nome di tutti i commercianti una vera e propria Class Action contro il Governo per i danni arrecati dal lockdown in tutte le sue fasi vecchie e nuove e per opporsi alle decisioni sulla libertà di movimento ed in particolare di impresa, tramite lo strumento del DPCM, usato in modo palesemente illegittimo e strumentale a danno dei commercianti di tutte le categorie dagli albergatori ai ristoratori.

In sintesi sono state applicate pesanti restrizioni alle libertà individuali quali la libertà personale, la libertà di circolazione, la libertà di riunione, la libertà di culto per il tramite di atti amministrativi in assenza di una puntuale disciplina legislativa e violando il principio di diversificazione delle competenze amministrative.

La Class Action sarà quindi lo strumento idoneo per opporsi a questa modalità di normazione “ad horas” in dispregio a qualsiasi voglia guarentigia costituzionale, divenendo pertanto lo strumento idoneo per garantire a quelle attività commerciali danneggiate o meglio quasi distrutte, dalle imposizioni governative.

Chiediamo come Val Susa e come Piemonte al Governo un contributo a fondo perduto per consentire ai commercianti tutti, già messi in ginocchio dalle chiusure forzate, dai mancati introiti da un’estate perlomeno anomala, da un nero futuro che sta andando verso nuovi mancati introiti di affrontare poi la riapertura e la messa in regola dei propri locali commerciali nel prossimo futuro.

La Class Action lo consideriamo un gesto dovuto a tutti gli imprenditori italiani, che insieme al popolo, si impegnerà quotidianamente a riconquistare i valori costituzionali, delle libertà, della sovranità, del lavoro, del benessere e della serenità.

Se ciò non fosse possibile potremmo sempre chiedere al governo una defiscalizzazione delle zone montane che rischiano di saltare la stagione invernale oppure anche un congelamento delle aliquote di legge creando una zona franca come a Livigno.

Certi che solo queste misure potranno essere di serio aiuto alla nostra categoria tutta, la invitiamo a predisporre un piano strategico di azione che almeno tenti di salvaguardarci. Restando a disposizione, voglia cogliere questo grido di aiuto

La Presidente
Serenella Marcuzzo

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7 COMMENTI

  1. Gentile Serenella Marcuzzo,
    questa estate l’ unica cosa a proseguire in Val di Susa sono stati i bandi miliardari per il grande buco del TAV Torino – Lione.
    Tranni i soliti NO TAV , nessuno se ne è lagnato. ANZI !!
    Avanti tutta a gran voce per andare avanti con quella che la classe politica di destra e di sinistra e tutte le associazioni di categoria dichiaravano essere la priorità delle priorità, la panacea di tutti i mali che avrebbe portato alla valle di Susa ricchezza diffusa e decine di migliaia di posti di lavoro.
    Ora, che tutti conosciamo quali sono le vere emergenze e necessità, nessuno più fiata, forse per vergogna.
    Adesso vedremo se tra tutte quelle migliaia di posti di lavoro che a pioggia vengono millantati con il TAV, troveremo una “ristorazione” anche noi commercianti, ristoratori e partite IVA.
    Cordiali saluti. Mauro Galliano- Condove-

    • Lei riesce sempre a parlare di TAV infilandolo in ogni discussione manco fosse il diavolo.Comincia a preoccuparmi la sua ossessione… Io mi preoccuperei di cosa hanno combinato i vostri complici dei centri sociali a Torino qualche giorno fa è la dimostrazione che del TAV e di voi militanti duri e puri non frega niente,a loro basta fare casino.

  2. Se da una parte è condivisibile la richiesta di aiuto alle categorie più colpite dalla chiusura, dall’altra mi pare che nella lettera ci siano delle affermazioni esagerate in sintonia con la politichetta dell’opposizione al governo che altro non fa che gettare benzina sul fuoco. E’ la voce di chi, pur ottemperando alle regole imposte, questa estate ha lavorato tantissimo (avete già dimenticato il flusso turistico estivo che non si vedeva da anni?); vero è che l’inverno non si sa come andrà e che il grosso del guadagno di un imprenditore montano avviene in quella stagione ma ci troviamo davanti ad una situazione grave e mondiale che causa e causerà danni più o meno importanti a chiunque tranne alcuni (i solito noti). Quindi agitare le acque già torbide evocando scenari di regimi totalitari mi pare serva solo a peggiorare le cose e sopratutto non risponde alla realtà. Sacrosanto lavorare tutti e chiedere garanzie per tutti senza prevaricazioni delle lobbies più forti; non vorrei sembrare pessimista ma in questo frangente, chi più chi meno, quasi tutti ci rimetteremo qualcosa, sarà fortunato chi non ci rimetterà in salute.

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