SCI, TUTTE LE NOVITÀ DELLA VIALATTEA: TRE TIPI DI SKIPASS STAGIONALI / L’ANNUNCIO DELLA SESTRIERES: “PROLUNGARE LA STAGIONE È UN FALLIMENTO”

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Brasso stamattina durante la conferenza stampa

TORINO – Tre nuove tipologie di skipass e soprattutto l’avvertimento che la stagione “allungata e anticipata” è stata un fallimento e non potrà continuare a lungo in alta Val Susa. Oggi il presidente della Vialattea Giovanni Brasso ha lanciato i suoi consueti messaggi annuali durante la tradizionale conferenza stampa al Teatro Regio. Ad ascoltarlo numerosi politici regionali e torinesi, il vicepresidente della Regione Reschigna insieme al presidente del consiglio Laus e agli assessori Parigi, Pentenero e Ferraris. Oltre a vari esponenti del sistema economico del turismo piemontese e delle lobby locali.

Brasso ha fatto come sempre il punto della situazione, mostrando numeri, tabelle e statistiche che rendono le sue argomentazioni oggettive e difficilmente contestabili.
A partire dal prolungamento della stagione ad aprile e del flop sulle presenze: “La media dei passaggi giornalieri negli ultimi 6 anni dal 3 al 17 aprile evidenzia l’ennesimo fallimento registrato, nel tentativo di prolungare la stagione sciistica” spiega il presidente della Vialattea “quest’ultimo fallimento è stato doloroso perchè, cadendo la Pasqua nel weekend del 16 e 17 aprile, avevamo sperato che potesse favorire un effetto di trascinamento sui 15 giorni successivi”.

Per il patron della Vialattea la stagione “vera” è dal 24 dicembre al 1 aprile: né prima né dopo.

Il flop dell’apertura fino a metà aprile è stato evidente e il messaggio ai sindaci e agli operatori commerciali dell’alta Val Susa è schietto: “Terremo conto di quanto avvenuto, per la pianificazione delle stagioni future”. Brasso ha rimarcato che “nel periodo pre e post stagione (dall’8 al 23 dicembre e dal 1 al 15 aprile) la Vialattea eroga dei servizi come se fosse una municipalizzata, e produce perdite”.

Il futuro appare chiaro: “Interverremo sulla durata dell’apertura degli impianti, quando gli utili che si producono nella parte della stagione vera e propria non riusciranno più a coprire le perdite del pre e post stagione” ha spiegato “questa situazione può perdurare fino a quando ci sarà un logico guadagno per l’impresa”.

Anche perchè, secondo quanto evidenziato da Brasso, per allungare la stagione gli albergatori non fanno la loro parte come dovrebbero: “L’8 aprile 2016, nell’area dove gli impianti erano ancora funzionanti, l’86% delle strutture ricettive era chiuso. Il 2 aprile il 36%, il 27 marzo il 15% – ha affermato – ma quel che è peggio è stato constatare che, dal 10 al 17 aprile, nelle aree dove avevamo gli impianti aperti si sono registrati solo 215.255 passaggi. Numeri che solitamente si realizzano in un solo weekend. Se non si troverà il modo di portar ospiti negli alberghi e a sciare sarà impossibile tenere in esercizio gli impianti di risalita per pochissimi affezionati”.

Per quanto riguarda gli investimenti pubblici, Brasso ha ricordato l’installazione delle 167 aste per produrre neve, grazie ai fondi del Tesoretto olimpico. Mentre per quando riguarda quelli privati da parte della Sestrieres, nel discorso non si fa cenno ad altri interventi, spiegandone le ragioni: “Senza certezze non ci possono essere investimenti importanti – ha rimarcato – la crescita non dipende solo da noi, ma è una questione di sistema che parte dalla politica, passa attraverso le istituzioni e finisce con le imprese”.

Detto questo, la Vialattea rimarca il suo valore aziendale, passando di nuovo dai numeri: “Abbiamo venduto 1,2 milioni di giornate di sci, ospitato 13.7 milioni di passaggi sugli impianti e incassato 29,9 milioni di euro solo dalle biglietterie. Il tutto a zero indebitamento bancario”.

Infine, dal punto di vista commerciale, l’altro novità riguarda la vendita di tre tipologie di skipass stagionale, che serviranno alla Vialattea proprio per capire quale sia la reale domanda da parte della clientela: quello “Open” vale sempre, per tutta la stagione completa dall’8 dicembre fino alla chiusura impianti (costa 800 euro fino al 13 novembre), poi c’è lo stagionale “Standard” che vale per il periodo di maggior affluenza, dal 23 dicembre 2017 al 2 aprile 2018 (costo 650 euro fino al 13 novembre). E infine lo stagionale “Montiluna” di Cesana e Claviere, valido sempre dal 23 dicembre al 2 aprile, valido esclusivamente per gli impianti di quell’area (costo 450 euro fino al 13 novembre). Dal 14 novembre lo skipass sarà acquistabile con tariffa intera a 1100 euro, con un piccolo aumento: “Abbiamo fatto un leggero ritocco, ma rimaniamo il comprensorio con i prezzi più bassi rispetto ai nostri competitor nazionali e internazionali”. Invariato il prezzo del giornaliero a 37 euro.

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4 COMMENTI

  1. Ridicolo come al solito!
    Parla di numeri ma non si riesce a capire di quali numeri parla!
    A fine della scorsa stagione, dichiarava ottimi risultati…..e adesso è qui a piangere
    Gli investimenti non li fanno perchè non ci sono sicurezze ma i cannoni glieli paghiamo noi con i soldi del tesoretto.

    Come avevo avuto già modo di scrivere allora: facile fare gli imprenditori quando si usano i soldi pubblici per coprire le spese…

    Nei primi 15 giorni di stagione e negli ultimi 15 ha meno passaggi? WOW! che scoperta sensazionale! un vero genio.
    A questo punto gli suggerirei anche di chiudere gli impianti da dopo l’epifania fino a inizio febbraio (statisticamente nei week end dopo le vacanze di Natale c’è un calo delle presenze).

    per non parlare dei prezzi degli stagionali Open che sale di prezzo rispetto agli altri anni, e anche il prezzo di quello acquistato dopo il 13 novembre.

    per chi abita a claviere, conviene fare lo stagionale di Monginevro: costa meno

  2. Lo scorso anno stagione da record (unicamente perché il cielo, parsimonioso altrove, ha regalato in questa zona abbondante neve da novembre ad aprile), ma zero investimenti? Gli unici investimenti degli ultimi anni sono stati dalla Regione e dai Comuni, che vengono sistematicamente ricattati:devono pagare per la neve artificiale (anche quando poi non si spara come due anni fa che eravamo senza neve o come lo scorso anno che invece di neve ce n’è sempre stata), devono pagare per tenere aperti gli impianti nei periodi non di punta e a chi non paga non gli aprono gli impianti. Ogni anno riducono le aree sciabili, il tempo di funzionamento degli impianti e la durata della stagione, riducono le convenzioni con le altre stazioni, in compenso quest’anno hanno aumentato lo stagionale. Dicono di essere i più economici? Ma non è che sui prezzi si confrontano con Cervinia-Zermat, e con i servizi con il Colle del Lys. Lo Stagionale Monti della Luna-Claviere poi è semplicemente ridicolo dal momento che nel periodo promozionale quello di Monginevro costava 50E in più e offre tutta l’area di Monginevro Claviere, con la sola esclusione degli impianti che da Cesana portano a Sagnalonga, impianti che però vialattea apre solo da fine dicembre a fine marzo, e servono di fatto solo da collegamento, visto che le piste che scendono verso Cesana non vengono mai battute. Inutile dire che Monginevro apre la stagione a novembre e la chiude a fine aprile: 5 mesi di apertura contro i 3 della vialattea, per non parlare della stagione estiva. Quest’estate possiamo contarli sulle dita delle mani i giorni in cui hanno tenuto aperto qualche impianto e solo grazie ai contributi del Comuni. Ma la domanda è questa: se a questi signori non interessa minimamente tenere aperti gli impianti, come è evidente dal fatto che trovano ogni scusa per tenerli chiusi, perché non vanno a far altro, chessò costruire zattere sul Mar Morto, e non lasciano la gestione degli impianti per lo sci a chi abbia un po’ più di ambizione ed orgoglio per la Montagna. E le pubbliche istituzioni, invece di continuare a foraggiarli, non possono alzare un pochino il nasino, basta veramente qualche millimetro, per vedere cosa abbiamo al confine, e cercare di attrarre e favorire chi potrebbe fare investimenti ed avere una gestione ambiziosa che riportasse il comprensorio agli antichi fasti. Che se andiamo avanti con questi, tra un paio di anni faranno solo più girare il Cit roc. E a Natale. A proposito, qualcuno sa a che punto siamo con il nuovo Med di Cesana, dovevano cominciare i lavori in autunno, sono riusciti ad affossare anche quello?

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